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<title>Alfiero Grandi</title><link>http://www.alfierograndi.it/blog/</link>
<description>Alfiero Grandi</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[I piani della destra che calpestano la democrazia]]></title>
	<description><![CDATA[<div>(l&rsquo;Unit&agrave; - 4 giugno 2026)</div>
<div><span style="font-weight: bold;"><br /></span></div>
<div><span style="font-weight: bold;">S&igrave; al nucleare anche se l&rsquo;Italia ha detto No. Il Governo &egrave; eversivo</span></div>
<br />Dopo la folle crociata contro il green deal, che ha mandato Ko il nostro auto motive e nuove opportunit&agrave; di crescita, Meloni &egrave; alle strette e rilancia un piano gi&agrave; bocciato per due volte con referendum<br /><br />Il governo vuole reintrodurre il nucleare in Italia, fregandosene dei due referendum che hanno detto no. Le opposizioni che aspirano a conquistare il consenso per costituire un governo di alternativa politica dopo debbono comprendere la pericolosit&agrave; e per certi versi il carattere eversivo della posizione del governo per la democrazia italiana.<br /><br />A cosa serve votare se poi parlamento e governo, approfittando di una maggioranza parlamentare che governa grazie ad un premio di maggioranza del 15 %, contraddicono il voto delle elettrici e degli elettori ?<br /><br />Questo governo sconfitto nel referendum che aveva voluto, convinto di ottenere un plebiscito sulla magistratura, &egrave; in affanno e punta a ribaltare quel risultato negativo (per il governo) con il nucleare.<br /><br />Giorgia Meloni potrebbe cambiare ma non lo far&agrave; perch&eacute; la maggioranza entrerebbe in crisi e perch&eacute; queste scelte sono figlie di una cultura politica arretrata, revanchista, che non pu&ograve; fare altro che insistere.<br /><br />Un esempio. La destra ha descritto il green deal come la causa di tutti i mali e non un lodevole tentativo di rispondere alla crisi climatica, alla dipendenza dalle energie fossili.<br /><br />Il green deal &egrave; stato aggredito, accusato di ogni nefandezza, al punto che alle case automobilistiche &egrave; arrivato il segnale che l&rsquo;auto elettrica non era pi&ugrave; all&rsquo;ordine del giorno. Pazienza se il primo PNRR prevedeva consistenti investimenti per elettrificare veicoli e rifornimento.<br /><br />Il risultato dopo 4 anni &egrave; che il settore automotive ha avuto tagli ai finanziamenti pubblici per sostenere l&rsquo;innovazione nell&rsquo;implicita conferma che i motori endotermici avrebbero avuto un futuro oltre i tempi fissati.<br /><br />Il risultato disastroso di questa linea &egrave; che le auto tradizionali sono comunque in crisi per l&rsquo;esplosione dei prezzi dei carburanti, mentre l&rsquo;elettrico, ibrido compreso, sta migliorando e costa sempre meno. I gruppi cinesi hanno continuato ad investire, hanno migliorato i prodotti e ora stanno penetrando in Italia e in Europa in modo massiccio, al punto che Stellantis cerca di correre ai ripari cercando accordi con gruppi cinesi per auto elettriche avanzate.<br /><br />Le aziende hanno capito e corrono ai ripari, mentre il governo ha fatto retrocedere l&rsquo;Italia e ha contribuito all&rsquo;arretramento europeo, ripetendo gli errori fatti con il fotovoltaico, nato in occidente, diventato un cavallo di battaglia della Cina oggi leader del mercato. Starace all&rsquo;Enel cerc&ograve; di contrastare questa subalternit&agrave; decidendo un investimento a Catania, la pi&ugrave; grande factory in Europa per pannelli fotovoltaici. Poteva essere un tassello di una politica, ma il resto &egrave; un foglio bianco.<br /><br />Quando si ha questa cultura arretrata, con il torcicollo, che sogna vendette in nome di Berlusconi e nega, come Trump, il cambiamento climatico, non si va lontano.<br /><br />Il governo oggi vuole il nucleare e ne pretende un&rsquo;approvazione rapida, per vendersi in campagna elettorale che i guai energetici dell&rsquo;Italia finiranno perch&egrave; arriver&agrave; il nucleare. Forse non solo per produrre energia elettrica visto che l&rsquo;emendamento dell&rsquo;opposizione che vietava la deriva militare &egrave; stato bocciato.<br /><br />Che senso ha puntare sul nucleare oggi ? Perfino il Ministro ammette che prima del 2035 non avremmo comunque centrali in funzione. La crisi energetica &egrave; ora, mentre il nucleare arriverebbe non prima di 10 anni. Nel prossimo decennio continueremmo a dipendere da petrolio, gas e dalle pazzie di Trump che sono gi&agrave; costate all&rsquo;Europa decine di miliardi di dollari.<br /><br />Prima di chiederci se il nucleare da fissione proposto dal governo &egrave; conveniente (e non lo &egrave;), se &egrave; sicuro (non si sa, non ci sono prototipi verificabili), &egrave; certo che l&rsquo;Italia sarebbe ulteriormente dipendente dall&rsquo;estero visto che non abbiamo il combustibile necessario.<br /><br />Ben due referendum popolari (1987 e 2011) hanno bocciato a maggioranza degli aventi diritto al voto il nucleare da fissione in Italia, tanto che le centrali che c&rsquo;erano sono in smantellamento.<br /><br />Se due referendum popolari hanno detto no al nucleare da fissione (da non confondere con quello da fusione, tuttora in fase di studio e sperimentazione) come si pu&ograve; pensare - dopo il risultato del referendum costituzionale sulla magistratura &ndash;che si possa dire ad elettrici ed elettori che il loro voto non vale pi&ugrave; ?<br /><br />Non a caso la Corte costituzionale (sentenza 199/2012, Tesauro) ha chiarito che la legge non pu&ograve; reintrodurre ci&ograve; che un referendum ha bocciato, in questo caso due volte.<br /><br />Il governo sostiene che questo nucleare sarebbe piccolo e nuovo. Piccolo non tanto, visto che la centrale sul Garigliano in smantellamento era 160 MW di potenza e quelle di cui si parla ora produrrebbero fino a 300 MW, il doppio.<br /><br />Nuovo nemmeno perch&eacute; la sostanza &egrave; nucleare da fissione, certo con tecnologie evolute, ma non basta cambiare numero sull&rsquo;etichetta per renderlo nuovo, sicuro e conveniente. Il premio Nobel Giorgio Parisi ha chiarito nell&rsquo;audizione alla Camera che questo nucleare &egrave; da fissione come quello abrogato con referendum. Per questo &egrave; incostituzionale.<br /><br />Se due referendum hanno detto no chi ha il diritto di decidere il contrario ? Massimo Scalia e Gianni Mattioli sono stati protagonisti dei referendum sia nel 1987 che nel 2011, oggi sono entrambi scomparsi. ma altri raccoglieranno il loro testimone e seguiranno il loro esempio.<br /><br />Il problema prima che di merito &egrave; di natura democratica. Pu&ograve; l&rsquo;Italia chiedere ai cittadini di tornare a votare e come nulla fosse ignorare il risultato del voto a cui partecipano ? Si pu&ograve; fare dopo un voto come quello del referendum costituzionale ?<br /><br />Si aprirebbe una frattura democratica. Sarebbe uno schiaffo alla partecipazione al voto. Voto che perderebbe di credibilit&agrave;. Questo nucleare &egrave; una scelta sbagliata ma ancora prima &egrave; una scelta in contrasto con il voto dei cittadini e contro la Costituzione, che mette in equilibrio i poteri. Se i cittadini votano per abrogare una legge non c&rsquo;&egrave; parlamento che possa dire il contrario, pena una crisi istituzionale e democratica preoccupante.<br /><br />Le opposizioni debbono dare a questo tema il rilievo costituzionale e democratico che merita. Se le destre insisteranno per approvare questa legge sar&agrave; inevitabile preparare il terzo referendum abrogativo in materia, ma prima ancora sar&agrave; necessario investire la Corte costituzionale per impedire che prevalga il disprezzo per la Costituzione e per le forme di democrazia diretta che essa prevede.&nbsp;]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=886]]></link>
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	<dc:date>2026-06-04T16:20:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alfiero Grandi</dc:creator>
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	<title><![CDATA[IL RITORNO AL NUCLEARE E'COME UNA VENDETTA SUL REFERENDUM  ]]></title>
	<description><![CDATA[(Il Fatto quotidiano 3&nbsp; giugno 2026)<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Dopo la debacle, ora ci riprovano<br />con un tema gi&agrave; deciso dalla Corte</span><br /><br />Inizia alla Camera l&rsquo;esame della proposta del governo per il ritorno al nucleare. Non &egrave; solo problema di politica energetica, di ambiente e di sicurezza, ma &egrave; anzitutto una grande questione di democrazia e di Costituzione.<br /><br />Meloni vuole la legge entro l&rsquo;estate perch&eacute; le destre non sono in grado di correggere gli errori e non capiscono il risultato del referendum costituzionale che ha bocciato il loro attacco all&rsquo;indipendenza della magistratura.<br /><br />Se dopo l&rsquo;esito del referendum costituzionale sulla magistratura passasse questo attacco frontale ai referendum abrogativi del 1987 e del 2011 si aprirebbe una crisi di credibilit&agrave; democratica, istituzionale e costituzionale. Sarebbe un pessimo segnale affossare i risultati dei referendum abrogativi sul nucleare dopo il voto sulla Costituzione. Chi si &egrave; convinto che il suo voto era utile ora potrebbe ripensarci.<br /><br />Sarebbe legittimo pensare ad una vendetta contro i referendum. Per di pi&ugrave; la Corte costituzionale ha chiarito nel 2012 (sentenza 199 Tesauro) che le materie abrogate con referendum non si possono riproporre con legge e il Nobel Giorgio Parisi ha chiarito alla Camera che questo nucleare non &egrave; nuovo rispetto ai referendum abrogativi.<br /><br />Il nucleare proposto sembrava essere a scopo civile ma la maggioranza ha bocciato l&rsquo;emendamento che voleva escludere il nucleare per la guerra - quello negato da Trump all&rsquo;Iran - e questo apre uno scenario molto pi&ugrave; grave.<br /><br />La proposta del governo &egrave; un ritorno al passato, simile all&rsquo;attacco all&rsquo;indipendenza della magistratura bocciato il 22/23 marzo. Ha la stessa ispirazione berlusconiana.<br /><br />La legge Berlusconi approvata nel 2009 fu bocciata nel referendum abrogativo del 2011 dalla maggioranza dei votanti, come del resto nel 1987. Il ritorno al nucleare sarebbe in sostanza una rivincita sui referendum.<br /><br />Questa legge non mitigherebbe le conseguenze dell&rsquo;aggressione degli Usa all&rsquo;Iran perch&eacute; per l&rsquo;entrata in funzione di una centrale servirebbero almeno 10 anni, sempre che si riesca ad avere un Smr per dimostrare che &egrave; sicuro, conveniente, accettato dalle popolazioni locali.<br /><br />Gli allarmi dell&rsquo;Aiea un giorno si e l&rsquo;altro pure sulla centrale di Zaporigia, ora anche su Chernobyl, causa guerra in Ucraina, rendono improbabile la corsa dei Comuni a chiedere centrali.<br /><br />Gli Smr non sono cos&igrave; piccoli visto che la centrale sul Garigliano, in smantellamento, aveva una potenza di 160 MW e gli Smr avranno potenza doppia, 300 MW.<br /><br />Verranno prodotte nuove scorie radioattive mentre ancora non si sa dove metteremo quelle attuali, infatti il governo ha prudentemente lasciato quelle pi&ugrave; pericolose in custodia, a caro prezzo, ai francesi.<br /><br />Non si sa quale sar&agrave; la credibilit&agrave; dell&rsquo;autorit&agrave; tecnica che dovrebbe garantire buon funzionamento e sicurezza delle centrali perch&eacute; il governo si sta facendo assegnare deleghe pressoch&eacute; in bianco. Si gioca sull&rsquo;equivoco tra fissione e fusione nucleare come fossero la stessa cosa. Il governo poteva rafforzare la ricerca sulla fusione nucleare, visto che la sua utilizzazione &egrave; ancora lontana.<br /><br />Il governo vuole tornare alla fissione nucleare, la stessa delle centrali chiuse, la definizione di nuova generazione serve ad ingannare la Consulta. La sostanza della fissione nucleare &egrave; la stessa, in pi&ugrave; aumenta il rischio di attentati o conflitti,&nbsp; un potenziale disastro.<br /><br />I costi sono taroccati. Il fotovoltaico e l&rsquo;eolico costano molto meno per investimenti necessari e per l&rsquo;energia prodotta. Accumuli di Terna e idroelettrico potrebbero equilibrare la rete. Il nucleare costerebbe di pi&ugrave;.<br /><br />Il materiale fissile andrebbe acquistato all&rsquo;estero, forse dalla russa Rosatom che non &egrave; sanzionata.<br /><br />Sarebbe preferibile evitare ad elettrici ed elettori di doversi pronunciare in un 3&deg; referendum contro il nucleare solo perch&eacute; le destre non si rassegnano ai risultati del voto popolare, creando nuove ragioni di sfiducia e di crescita dell&rsquo;astensione.&nbsp;<br /><br />Alfiero Grandi]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=885]]></link>
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	<dc:date>2026-06-03T16:15:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alfiero Grandi</dc:creator>
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	<title><![CDATA[I danni del governo Meloni sono profondi, la società civile affianchi e stimoli l’opposizione, porti idee e proposte per l’alternativa politica ]]></title>
	<description><![CDATA[<div>(www.strisciarossa.it - 30 maggio 2026)</div>
<div><br /></div>
<div>Il recente voto amministrativo &egrave; meno brutto di come l&rsquo;informazione l&rsquo;ha presentato, (vedi Ciliberto su Strisciarossa due giorni fa) &egrave; curioso che siano altre testate, attente e meno corrive alla propaganda meloniana, a correggere le esagerazioni, inoltre c&rsquo;&egrave; il ballottaggio tra non molto, il totale si far&agrave; alla fine.<br /><br />Certo si pu&ograve; concordare con chi mette in luce la differenza abissale tra la spinta potenziale messa in evidenza dal referendum costituzionale del 22/23 marzo, al punto da suscitare qualche entusiasmo di troppo, e questo esito che non segnala lo sfondamento dell&rsquo;opposizione, semmai &egrave; una guerra di posizione, con sfumature che non rientrano nei canoni consueti. Evitiamo il contrario dell&rsquo;entusiasmo post referendario.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Una riflessione profonda sulla Costituzione</span><br /><br />I giovani e una parte importante di quanti si erano astenuti in precedenza hanno fatto la differenza nel referendum. Le ragioni confluite nel risultato finale sono pi&ugrave; di una ma riguardano un segnale di discontinuit&agrave; che si voleva dare al paese. Anzitutto sulla Costituzione. Dovrebbe essere chiara la velleit&agrave; di chi ha cercato di manometterla, contraddicendo il ruolo strategico della Costituzione, che &egrave; un insieme di principi, valori, ruoli istituzionali attentamente vagliati, scritti in modo semplice, comprensibile ai pi&ugrave;.<br /><br />Negli ultimi decenni troppo volte si &egrave; sbagliato a dare per scontato che la Costituzione al riparo da attacchi. Errore blu. La prima conseguenza ora dovrebbe essere proporre la Costituzione come materia scolastica insieme alla storia del periodo in cui fu scritta dopo la cacciata dei nazifascisti. Se &egrave; il fondamento dello stare insieme in Italia va almeno fatta conoscere, capire.<br /><br />Cambiarla non &egrave; una scelta banale. Quella americana &egrave; stata modificata 27 volte con emendamenti, importanti ma la struttura di fondo dura da 250 anni. In Italia negli ultimi 40 anni ci sono stati ripetuti tentativi di autonominarsi &ldquo;nipoti&rdquo; costituenti, con risultati deludenti, se &egrave; vero che l&rsquo;autonomia regionale differenziata scritta dal centro sinistra nel titolo V &egrave; stata interpretata da Calderoli in modo eversivo per l&rsquo;unit&agrave; e la solidariet&agrave; nazionale. Il tentativo &egrave; ancora in corso, anche dopo le sentenze della Corte costituzionale.<br /><br />Ci si dovr&agrave; ancora misurare con questo problema perch&eacute; la Lega &egrave; ora alla canna del gas e vede nell&rsquo;autonomia regionale differenziata un&rsquo;offa per prendere respiro. Vedremo se Vannacci dopo avere fatto il vice di Salvini difender&agrave; l&rsquo;unit&agrave; nazionale, che per ora &egrave; trattabile anche per Fratelli d&rsquo;Italia. Curiosa questa nostra destra (di governo?) che non difende l&rsquo;unit&agrave; nazionale e che pur di restare al potere mette in difficolt&agrave; realt&agrave; importanti nel mezzogiorno dove governa o ha un peso rilevante.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Il disastro ambientale</span><br /><br />L&rsquo;opposizione deve precisare cosa pensa di fare nella prossima legislatura, se avr&agrave; la maggioranza, sulla Costituzione. Alcune modifiche dei &ldquo;nipoti&rdquo; costituenti meriterebbero di essere cambiate, penso all&rsquo;articolo 81, modificato con inutile zelo inserendo in Costituzione il pareggio di bilancio, mai attuato n&eacute; da chi l&rsquo;ha voluto, n&eacute; da chi si &egrave; opposto allora ma ha cambiato idea quando &egrave; arrivato al governo come Giorgia Meloni, che non avendo risorse se la prende con quell&rsquo;Europa che ha dato all&rsquo;Italia gran parte dei 194 miliardi di euro, a fondo perduto e prestiti a lungo termine. Tuttavia il governo sta cercando, con faccia di bronzo rara, flessibilit&agrave; nei conti dall&rsquo;Europa, senza chiedersi se un&rsquo;immissione di quattrini europei cos&igrave; massiccia non abbia avuto destinazioni sbagliate.<br /><br />Guardiamo all&rsquo;ambiente, devastato e fragile, messo in secondo piano rispetto al ponte sullo stretto, insegna ormai abbandonata.<br />La destra al governo &egrave; stata un disastro per i risultati ma non poteva fare altro perch&eacute; &egrave; arrivata al governo con poche idee forti quanto sbagliate. Ad esempio che il contrasto al cambiamento climatico era (trumpianamente) da rivedere.<br /><br />C&rsquo;&egrave; uno scritto illuminante di Giorgia Meloni nella prefazione al libro del sodale Procaccini, non c&rsquo;&egrave; una risposta positiva nemmeno per sbaglio, solo la convinzione che &egrave; tutto sbagliato e tutto da rifare quello che hanno fatto prima. Il risultato &egrave; che dopo la campagna contro le auto elettriche ed ibride in nome della neutralit&agrave; tecnologica si &egrave; arrivati comunque alla crisi delle auto endotermiche e a importare dalla Cina le auto elettriche, come era gi&agrave; avvenuto per i pannelli Ftv. Il mercato va guidato, indirizzato, non subito dal governo, altrimenti le imprese vanno in confusione, preda di spinte contrastanti. Un pericoloso rivoluzionario come Donat Cattin diceva pi&ugrave; o meno cos&igrave;.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Quale sviluppo? quale industria?</span><br /><br />I neomercatisti dovrebbero guardare attenzione a questo presidente americano, il meno liberale di sempre, che concepisce tutto come affari e tornaconto, meglio se anche personali, ovviamente via le regole. Orsini di Confindustria &egrave; patetico nell&rsquo;attacco alla burocrazia di Bruxelles, fonte di ogni nefandezza, in tandem (ora) con Meloni, dimentica che le imprese hanno lavorato per togliere le regole e ottenere il fai da te, ci sono purtroppo riuscite e hanno trovato dei &ldquo;giganti al governo&rdquo; come i Ministri dello sviluppo e dell&rsquo;ambiente che stanno distruggendo la manifattura italiana. Chi &egrave; causa del suo mal&hellip; in realt&agrave; purtroppo questo riguarda tutti noi.<br /><br />Dal disastro della destra non deriva automaticamente consenso all&rsquo;opposizione tanto pi&ugrave; che a volte sembra fin troppo articolata. Schlein &egrave; testardamente unitaria ma non basta a risolvere il problema. Per questo se la spinta del referendum, fatta di obiettivi precisi e alti come la Costituzione, di unit&agrave; dello schieramento del no pur con ruoli ben distinti e un&rsquo;autonomia dei soggetti che non ha danneggiato il risultato. Ciascuno ha fatto la sua parte. Insegnamento da tenere a mente anche nei prossimi appuntamenti. Giovani ed ex astenuti hanno capito e si sono recati a votare, pi&ugrave; o meno 3 milioni hanno fatto la differenza.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Pensiamo, da subito, alle prossime politiche, e ai programmi</span><br /><br />Il prossimo appuntamento saranno le elezioni politiche. Questo governo prima se ne va meglio &egrave;, tirarla in lunga favorisce Giorgia Meloni ma l&rsquo;Italia ci rimette, se occorre un provvedimento tampone per garantire la fine della legislatura qualche mese prima si faccia, coster&agrave; comunque meno che continuare cos&igrave;.<br /><br />Viste le difficolt&agrave; dell&rsquo;opposizione &egrave; giunto il momento che dalla societ&agrave;, dalle competenze intellettuali, dall&rsquo;associazionismo diffuso vengano contributi per il programma dell&rsquo;alternativa. Se non &egrave; richiesto facciamolo comunque. Facciamo riposare la Costituzione, evitiamo interventi nella prossima legislatura, se non spinti dall&rsquo;esigenza di risolvere la differenza tra rappresentanza e governabilit&agrave; che se la destra riesce ad approvare una nuova legge elettorale pu&ograve; diventare un problema perch&eacute; entrano in sofferenza i quorum di garanzia (elezione del Presidente della Repubblica in primis). Lasciamo perdere l&rsquo;argomento della destra che altrimenti torna il Draghi di turno, se Forza Italia e la Lega non lo volevano quel governo non ci sarebbe stato, solo FdI con il 4% era fuori e nessuno si era preoccupato.<br />La verit&agrave; &egrave; che conquistato il governo la destra non lo vuole mollare e si inventa di tutto pur di restarci.<br /><br />Cambiare la Costituzione per risolvere difficolt&agrave; politiche dei partiti &egrave; uno sport che deve finire. Il fatto stesso che esista il problema conferma che la differenza tra i padri costituenti e i nipoti &egrave; un abisso.<br /><span style="font-weight: bold;"><br />Ma quale nucleare, bocciato gi&agrave; da due referendum</span><br /><br />La destra sta ormai mettendo nella caldaia del suo vaporetto la mobilia pregiata. Sul nucleare vuole approvare una legge comunque, anche il tentativo di togliere poteri a regioni, enti locali, associazioni, cittadini velocizzer&agrave; pi&ugrave; di tanto, Giorgia Meloni pensa di militarizzare l&rsquo;Italia per imporre l&rsquo;insediamento di 15/20 centrali &ldquo;piccole&rdquo;?<br /><br />Dopo il referendum costituzionale sarebbe un delitto democratico decidere di buttare nella spazzatura i risultati di due referendum abrogativi che a maggioranza degli aventi diritto al voto hanno detto no. La Corte costituzionale ha chiarito che le leggi non possono reintrodurre quello che i referendum hanno abrogato. Il governo sta cercando di dimostrare l&rsquo;indimostrabile: che questo nucleare da fissione &egrave; diverso da quello dei referendum. Giorgio Parisi, che se ne intende, si &egrave; gi&agrave; espresso. Le modifiche tecnologiche non cambiano la sostanza delle centrali nucleari da fissione. Saranno pi&ugrave; sicure? Fatecele vedere, controllare, verificare, ecc.<br /><br />Il nucleare da fusione sarebbe un&rsquo;altra storia ma per ora non &egrave; disponibile.<br /><span style="font-weight: bold;"><br />I cittadini, le associazioni, inizino a discutere subito</span><br /><br />Questa destra revanchista e senza idee vuole riesumare il nucleare come fece Berlusconi, come ha fatto con la magistratura. Sar&agrave; necessario un terzo referendum abrogativo? Il governo sa che nel 2027 il referendum non ci pu&ograve; essere perch&eacute; si voter&agrave; per le politiche, ma se tutti i tentativi di fermarlo dovessero fallire sarebbe comunque necessario promuoverlo.<br /><br />La Costituzione va attuata nella prossima legislatura (pace, lavoro, diritti, ecc.) visto che il referendum l&rsquo;ha difesa efficacemente, ma ci sono questioni come fare funzionare la giustizia per i cittadini, l&rsquo;intelligenza artificiale da controllare, regolare, sviluppare senza creare una nuova frattura sociale (come ha detto il Papa), un fisco progressivo non come oggi che premia il 5% pi&ugrave; ricco e la progressivit&agrave; &egrave; diluita da imposte sostitutive piatte, investimenti fondamentali: scuola e sanit&agrave;, servizi per le fasce pi&ugrave; deboli. Insomma libert&agrave; si e uguaglianza pure, rimuovendo gli ostacoli come afferma la Costituzione.<br /><br />Iniziamo come cittadini a fare circolare elaborazioni, proposte che potrebbero essere parte del programma dell&rsquo;alternativa. Se non ora quando?</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=884]]></link>
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	<dc:date>2026-05-30T20:52:27+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alfiero Grandi</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Nucleare. Un altro referendum è possibile]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><span style="font-family: New; font-weight: bold;">Dopo due referendum abrogativi (1987 e 2011) che hanno bocciato il nucleare e dopo la debacle nel referendum sulla giustizia, il Governo ci riprova. Di nuovo proponendo il nucleare, spinto dalla disperazione per la manifesta incapacit&agrave; di affrontare la crisi energetica. Sarebbe una scelta del tutto inadeguata e in violazione della Costituzione che, se praticata, porterebbe inevitabilmente a un nuovo referendum.</span></p>
<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><span style="font-family:New;"><br /></span></p>
<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><span style="font-family:New;"><br /></span></p>
<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><span style="font-family:New;">Giorgia Meloni al Senato ha reagito con violenza alla critiche, ritenendo, a torto, che toni altisonanti possano coprire la povert&agrave; dei risultati che il Governo pu&ograve; vantare. Per questo in vista della campagna elettorale, di fatto gi&agrave; iniziata, punta a rinserrare le file della destra al governo, sconvolte dalla vittoria del No nel referendum costituzionale. <b>In questo pacchetto di iniziative c&rsquo;&egrave;</b> la legge elettorale concepita come un surrogato del premierato e un modo per cercare di non perdere le elezioni, ma con altri punti di rilievo, l&rsquo;autonomia regionale differenziata per il momento sotto traccia ma che Calderoli &egrave; pronto a rilanciare fregandosene delle sentenze della Corte costituzionale e <b>il ritorno al nucleare civile, in barba a ben due referendum abrogativi che hanno detto il contrario</b>.</span></p>
<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><span style="font-family:New;">Lorenzo Bini Smaghi, della BCE, non un pericoloso ambientalista, in un&rsquo;intervista ha detto: &laquo;Il </span><i><span lang="EN-GB" style="font-family:New;">green deal</span></i><span style="font-family:New;"> &egrave; stato rimesso in discussione perch&eacute; troppo costoso per i cittadini. Oggi ci si accorge che  dipendere troppo dal fossile &egrave; ancora pi&ugrave; costoso. &Egrave; sperabile che settori della societ&agrave; che hanno sponsorizzato la linea del Governo sul nucleare come Confindustria comprendano che &egrave; una linea insostenibile&raquo;. Quella di Bini Smaghi &egrave; una valutazione che affonda l&rsquo;attacco della destra al </span><i><span lang="EN-GB" style="font-family:New;">green deal </span></i><span style="font-family:New;">da cui sono derivati passi indietro importanti. Prima ancora di una valutazione sulla utilit&agrave; e sui rischi del nucleare da fissione per produrre energia elettrica la sua re-introduzione aggiungerebbe un altro tassello alla dipendenza dall&rsquo;estero dell&rsquo;Italia che &egrave; esattamente il risultato della dipendenza dall&rsquo;estero per il petrolio e il gas.</span></p>
<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><span style="font-family:New;">Oggi ci si rende sempre pi&ugrave; conto che <b>la scelta di fondo sulle energie da fonti rinnovabili &egrave; indispensabile per contrastare il cambiamento climatico</b> (che solo l&rsquo;insostenibile posizione negazionista di Trump pu&ograve; ritenere non obbligata) e ancora di pi&ugrave; <b>&egrave; conveniente per i costi inferiori e perch&eacute; renderebbe il nostro paese sempre meno dipendente dalle crisi internazionali</b>. Con un&rsquo;iniziativa adeguata potremmo fare passi avanti importanti. Ad esempio i dati di aprile 2026 dicono che le fonti rinnovabili hanno coperto il 61,4% della produzione di energia elettrica contro il 55,9 dell&rsquo;anno precedente, senza alcuna politica organica di incentivazione perch&eacute; troppo occupati a criticare il </span><i><span lang="EN-GB" style="font-family:New;">green deal</span></i><span style="font-family:New;">. Una scelta di fondo sulle rinnovabili potrebbe consentirci di puntare sulla elettrificazione di consumi oggi ancora dipendenti da petrolio e gas.</span></p>
<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><span style="font-family:New;">La destra purtroppo ha una visione ideologica, forse sarebbe meglio dire un pregiudizio che non riesce a mettere in discussione di fronte all&rsquo;evidenza e quindi si butta su posizioni revanchiste, perde di lucidit&agrave;. Eppure l&rsquo;amministratore delegato di A2A, importante impresa energetica, ha detto agli azionisti: &laquo;<b>non riesco a immaginare il nucleare nel funzionamento dei nostri impianti che si debbono accendere e spegnere in un&rsquo;ora in caso di necessit&agrave;</b>. Se un nuvolone bloccasse il fotovoltaico Terna interverrebbe e farebbe partire gli impianti termoelettrici in un&rsquo;ora. Il nucleare invece richiede investimenti che per essere ripagati dovrebbero farlo funzionare per 8 mila ore/anno&rdquo;. <b>Sembra ripetersi il copione del referendum sulla magistratura. Giorgia Meloni ha fortemente voluto e poi ha perso il referendum costituzionale </b>(per inciso la vittoria del NO dar&agrave; ancora dispiaceri alla destra e gli sconvolgimenti per il Governo non sono ancora finiti). </span></p>
<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><b><span style="font-family:New;">Sul nucleare dopo due referendum abrogativi (1987 e 2011) in cui ha vinto il No con grande margine, ora il Governo di destra ci riprova</span></b><span style="font-family:New;">. &Egrave; in sostanza un tentativo di rivalsa verso i risultati referendari passati, dimenticando che la Corte costituzionale con sentenza 199/2012 (Tesauro) ha stabilito che le materie abrogate con referendum popolare non possono essere riproposte. Si pu&ograve; tornare sull&rsquo;argomento solo cambiando la sostanza dell&rsquo;oggetto per non contraddire il risultato del voto popolare. &Egrave; chiaro che la proposta del Governo, che ha iniziato la discussione alla Camera in questi giorni, ripropone il nucleare da fissione, sia pure con centrali pi&ugrave; piccole (non poi tanto visto che si parla di 300 MW e quella chiusa sul Garigliano ne aveva 160) ma la sostanza del funzionamento resta quella. Altro discorso sarebbe il nucleare da fusione che oggi non &egrave; ancora disponibile, su cui continua la sperimentazione ma su cui nessuno pu&ograve; dire quando sar&agrave; possibile costruire centrali di produzione. Quindi <b>il nucleare di cui si parla &egrave; sostanzialmente quello abrogato con voto popolare</b>, quindi secondo la sentenza della Corte &egrave; incostituzionale. Il Governo deve avere ricevuto consigli di prudenza da giuristi esperti perch&eacute; insiste a dire che le (vecchie) centrali chiuse con le relative tecnologie saranno dismesse e cerca di dimostrare che si parla di centrali nuove, diverse. Peccato che non sia in grado di dimostrarlo come ha sottolineato il premio Nobel Giorgio Parisi nell&rsquo;audizione alla Camera. &Egrave; proprio ricordando le considerazioni di Parisi che la costituzionalista Maria Agostina Cabiddu, sempre in un&rsquo;audizione alla Camera, ha dimostrato che <b>se la materia resta la stessa abrogata la legge proposta dal Governo &egrave; incostituzionale</b>.</span></p>
<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><span style="font-family:New;">Perch&eacute; il Governo si &egrave; infilato in questo </span><i><span lang="FR" style="font-family:New;">cul de sac</span></i><span style="font-family:New;">? Perch&eacute; la destra non &egrave; in grado di ammettere gli errori e tanto meno di cambiare di fronte all&rsquo;evidenza. Pu&ograve; essere sconfitta, ma non pu&ograve; ammettere di avere sbagliato, come nel referendum sulla magistratura. Questa &egrave; ideologia, o almeno pregiudizio. Infatti <b>recupera le velleit&agrave; di Berlusconi/Scaiola del 2009, sconfitte nel referendum del 2011</b>. Allora come oggi i referendum quando sconfessano il Governo provocano conseguenze negli equilibri politici. Non a caso Berlusconi sei mesi dopo il referendum del giugno 2011 gett&ograve; la spugna (novembre 2011) a favore di Mario Draghi, creando un altro falso mito della destra: il complotto. La presunzione di avere ottenuto il potere assoluto port&ograve; a errori marchiani il Governo Berlusconi, dal nucleare a un governo del bilancio pubblico che spinse lo spread troppo in alto per le finanze pubbliche italiane. </span></p>
<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><span style="font-family:New;">Anche oggi il referendum costituzionale ha aperto una crisi politica che non si vuole ammettere e <b>il nucleare promette di aggiungere un&rsquo;ulteriore motivo di difficolt&agrave; per il Governo Meloni</b>. Nella campagna elettorale &egrave; stato raccontato dalla destra che il </span><i><span lang="EN-GB" style="font-family:New;">green deal</span></i><span style="font-family:New;"> era all&rsquo;origine di tutte le malefatte della sinistra mentre il ritorno al nucleare era la panacea in materia energetica. Ma non &egrave; cos&igrave; perch&eacute; la transizione ecologica &egrave; una via obbligata e pi&ugrave; ci si attarda peggiori saranno gli sconvolgimenti climatici e i contraccolpi sull&rsquo;economia e sul tenore di vita. Il problema &egrave; che <b>il nucleare costa un patrimonio</b>, non ha costi di produzione convenienti rispetto alle fonti rinnovabili che infatti costano molto meno ed entrano in funzione con rapidit&agrave; e renderebbero l&rsquo;Italia pi&ugrave; autosufficiente. L&rsquo;ineffabile Ministro Pichetto Fratin ha ammesso che <b>prima del 2035 il nucleare non entrerebbe in funzione</b> (ed &egrave; ottimista) e che un contributo significativo potrebbe arrivare solo<span>&nbsp; </span>nel 2050. </span></p>
<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><span style="font-family:New;">Quindi <b>di cosa stiamo parlando? La crisi energetica &egrave; adesso</b>. Le risposte debbono essere immediate verso l&rsquo;autosufficienza maggiore possibile. Quindi </span><a rel="nofollow noopener noreferrer" target="_blank" href="https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2026/04/23/lenergia-ce-labbiamo-in-casa-ma-non-la-sfruttiamo/"><span style="color:navy;text-decoration:underline;" class="yiv7158900244CollegamentoInternet"><span style="font-family:New;">occorre investire nelle rinnovabili a tutto spiano per recuperare i ritardi</span></span></a><span style="font-family:New;"> che il Governo sta accumulando perch&eacute; ha costruito un percorso di autorizzazioni tortuoso e ingestibile, soprattutto nell&rsquo;eolico </span><i><span lang="EN-GB" style="font-family:New;">off shore</span></i><span style="font-family:New;">. Pensiamo all&rsquo;eolico </span><i><span lang="EN-GB" style="font-family:New;">off shore</span></i><span style="font-family:New;"> proposto al largo di Civitavecchia: potrebbe sostituire la centrale a carbone ed essere collocato fuori vista a 20-30 chilometri dalla costa; il progetto c&rsquo;&egrave; da anni, il territorio &egrave; favorevole, gli investitori hanno presentato le proposte ma &egrave; tutto fermo. E non &egrave; l&rsquo;unico caso&hellip; Le fonti rinnovabili non sono costanti? Vero, l&rsquo;eolico ha bisogno del vento e il fotovoltaico del sole, ma ormai le rinnovabili in certe ore del giorno producono pi&ugrave; di quanto si consuma. Quindi basta accumulare l&rsquo;energia prodotta: per questo Terna ha preparato un importante piano di investimenti in accumuli e anche l&rsquo;idroelettrico pu&ograve; essere usato per stabilizzare la rete. Unire i punti e il disegno compare, ma questo esercizio <b>il Governo non lo fa e continua a trastullarsi con una proposta di legge sul ritorno al nucleare, per di pi&ugrave; probabilmente incostituzionale</b>.</span></p>
<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><span style="font-family:New;">Quella del Governo non &egrave; determinazione, &egrave; mandare a sbattere l&rsquo;Italia, come &egrave; gi&agrave; accaduto con il gas Usa che costa molto di pi&ugrave;. Il Governo dovrebbe preparare un piano di emergenza sull&rsquo;energia che rimetta in moto tutti gli investimenti possibili: l&rsquo;Unione europea ha chiarito che ci sono fondi a disposizione. Si potrebbe riprendere un progetto interrotto bruscamente sull&rsquo;auto elettrica, che ora arriva dalla Cina anzich&eacute; essere prodotta in Italia, mentre i nostri stabilimenti vengono messi in cassa integrazione, almeno per ora. Senza dimenticare che Enel aveva previsto di costruire lo stabilimento di Catania, il pi&ugrave; grande d&rsquo;Europa, per rientrare nella produzione dei pannelli da protagonista e sono tanti i settori delle rinnovabili in cui in Italia si possono ottenere risultati importanti e con potenzialit&agrave; produttive di tutto rispetto. Gianola ha ricordato che la Svimez aveva gi&agrave; individuato da anni che nel Sud ci sono circa 60 siti che potrebbero utilizzare l&rsquo;energia naturale della terra. Pensiamo all&rsquo;ex Ilva: le pale eoliche richiedono acciaio e qualcuno deve pur produrlo; da tempo ci sono proposte per offrire all&rsquo;ex Ilva risanata un nuovo spazio produttivo; ne ha parlato recentemente anche un&rsquo;iniziativa di Lega ambiente, ma la risposta &egrave; un silenzio assordante. Un Governo serio dovrebbe mettere insieme tutte le idee e le potenzialit&agrave; e favorire investimenti mirati come parte di un&rsquo;unica politica energetica, ma l&rsquo;ideologia del nemico da battere lo blocca e quindi lo ritroviamo a blaterare di nucleare, che se dovesse diventare legge troverebbe ovviamente <b>una risposta adeguata da chi, </b></span><a rel="nofollow noopener noreferrer" target="_blank" href="https://volerelaluna.it/commenti/2026/05/12/quarantanni-da-cernobyl-e-adesso/"><span style="color:navy;text-decoration:underline;" class="yiv7158900244CollegamentoInternet"><b><span style="font-family:New;">a 40 anni dall&rsquo;esplosione di Chernobyl</span></b></span></a><b><span style="font-family:New;">, non ha dimenticato i difetti e i rischi del nucleare da fissione</span></b><span style="font-family:New;">. Questo Governo ha azzerato il lavoro fin qui fatto per lo stoccaggio delle scorie radioattive e ora vorrebbe far costruire nuove centrali che produrrebbero nuove scorie che si sommerebbero a quelle che abbiamo sparso in Italia senza la necessaria sicurezza e in Europa, dove ne paghiamo salata la custodia. <i>Dulcis in fundo</i>: le piccole centrali da disseminare in Italia, qua e l&agrave;, non hanno prototipi verificabili. Di cosa stiamo parlando? Non si sa. Il progetto di legge del Governo &egrave; un rovo intricato di deleghe pressoch&eacute; in bianco. Il rischio &egrave; che il Governo approvi tutto e il suo contrario e la sicurezza per l&rsquo;ambiente e per le persone vada a farsi benedire.</span></p>
<p style="margin:0cm 0cm 0.0001pt;text-align:justify;line-height:12.2pt;font-size:11pt;" class="yiv7158900244MsoNormal"><span style="font-family:New;">Anche le opposizioni debbono dimostrare di avere compreso la lezione del referendum costituzionale, se si vuole che i cittadini partecipino occorrono posizioni nette e chiare. <b>C&rsquo;&egrave; una continuit&agrave; tra referendum costituzionale e battaglia contro il nucleare</b>. &Egrave; quella contro il revanchismo della destra che mossa da disperazione cerca di imporre la sua volont&agrave;. Dimostriamogli che sbaglia, con un corale no. <b>Nessuno deve meravigliarsi se di fronte alla testardaggine del Governo si dovesse arrivare al terzo referendum abrogativo sul nucleare</b>, con buona pace di Calenda.<span>&nbsp; </span></span></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=883]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=883</guid>
	<dc:date>2026-05-26T16:09:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alfiero Grandi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[A quando il terzo referednum sul nucleare?]]></title>
	<description><![CDATA[<div>(Sulla rivista dell'agenzia Adista,&nbsp;articolo sul nucleare civile che il governo vorrebbe reintrodurre in Italia&nbsp; articolo di Alfiero Grandi sul nucleare civile che il governo vorrebbe reintrodurre in Italia)</div>
<br />Lorenzo Bini Smaghi, BCE, in un&rsquo;intervista ha detto: Il &ldquo;green deal&rdquo; &egrave; stato rimesso in discussione perch&eacute; troppo costoso per i cittadini. Oggi ci si accorge che dipendere troppo dal fossile &egrave; ancora pi&ugrave; costoso.<br /><br />Una valutazione che affonda l&rsquo;attacco della destra al green deal da cui sono derivati passi indietro importanti. Prima ancora di una valutazione sulla utilit&agrave; e sui rischi del nucleare da fissione per produrre energia elettrica la sua re-introduzione aggiungerebbe un altro tassello alla dipendenza dall&rsquo;estero dell&rsquo;Italia.<br /><br />Oggi ci si rende conto che la scelta di fondo sulle energie da fonti rinnovabili &egrave; indispensabile per contrastare il cambiamento climatico (che solo l&rsquo;insostenibile posizione negazionista trumpiana pu&ograve; ritenere non obbligata) e ancora di pi&ugrave; &egrave; conveniente per i costi inferiori e perch&eacute; renderebbe il nostro paese sempre meno dipendente dalle crisi internazionali.<br /><br />La destra purtroppo ha una visione ideologica, forse sarebbe meglio dire un pregiudizio che non riesce a mettere in discussione di fronte all&rsquo;evidenza e quindi si butta su posizioni revanchiste, perde di lucidit&agrave;.<br /><br />Eppure l&rsquo;amministratore delegato di A2A, importante impresa energetica, ha detto agli azionisti: &ldquo;non riesco ad immaginare il nucleare nel funzionamento dei nostri impianti che si debbono accendere e spegnere in un&rsquo;ora in caso di necessit&agrave;. Se un nuvolone bloccasse il fotovoltaico Terna interverrebbe e farebbe partire gli impianti termoelettrici in un&rsquo;ora. Il nucleare invece richiede investimenti che per essere ripagati dovrebbero farlo funzionare per 8 mila ore/anno&rdquo;.<br /><br />Sembra ripetersi il copione del referendum sulla magistratura. Giorgia Meloni ha fortemente voluto e poi ha perso il referendum costituzionale. Per inciso la vittoria del NO dar&agrave; ancora dispiaceri alla destra e gli sconvolgimenti per il governo non sono finiti. Sul nucleare dopo 2 referendum abrogativi (1987 e 2011) in cui ha vinto il No con grande margine, ora il governo di destra ci riprova. E&rsquo; un tentativo di rivalsa verso i risultati referendari passati, dimenticando che la Corte costituzionale con sentenza 199/2012 (Tesauro) ha stabilito che le materie abrogate con referendum popolare non possono essere riproposte, si pu&ograve; tornare sull&rsquo;argomento solo cambiando la sostanza dell&rsquo;oggetto per non contraddire il risultato del voto popolare.<br /><br />E&rsquo; chiaro che la proposta del governo, che ha iniziato la discussione alla Camera in questi giorni, ripropone il nucleare da fissione, sia pure con centrali pi&ugrave; piccole (non poi tanto visto che si parla di 300 MW e quella chiusa sul Garigliano ne aveva 160) ma la sostanza &egrave; quella. Altro discorso sarebbe il nucleare da fusione che oggi non &egrave; disponibile, su cui continua la sperimentazione ma nessuno pu&ograve; dire quando sar&agrave; possibile costruire centrali di produzione. Quindi il nucleare di cui si parla &egrave; esattamente quello abrogato con voto popolare, quindi incostituzionale.<br /><br />Il governo deve avere ricevuto consigli di prudenza perch&eacute; insiste a dire che le (vecchie) centrali chiuse con le relative tecnologie saranno dismesse e cerca di dimostrare che si parla di roba nuova, peccato che non sia in grado di dimostrarlo come ha sottolineato il premio Nobel Giorgio Parisi nell&rsquo;audizione alla Camera. E&rsquo; proprio ricordando le considerazioni di Parisi che la costituzionalista Maria Agostina Cabiddu, sempre in un&rsquo;audizione alla Camera, ha dimostrato che se la materia &egrave; la stessa abrogata la legge proposta dal governo &egrave; incostituzionale.<br /><br />Perch&eacute; il governo si &egrave; infilato in questo cul de sac ? Perch&eacute; la destra non &egrave; in grado di ammettere gli errori e tanto meno di cambiare di fronte all&rsquo;evidenza, pu&ograve; essere sconfitta, ma non pu&ograve; ammettere di avere sbagliato. Questa &egrave; ideologia o almeno pregiudizio, infatti recupera le velleit&agrave; di Berlusconi/Scaiola del 2009, sconfitte nel referendum del 2011.<br /><br />Allora come oggi i referendum provocano scosse negli equilibri politici. Non a caso Berlusconi sei mesi dopo gett&ograve; la spugna (novembre 2011) a favore di Mario Draghi, creando un altro falso mito della destra: il complotto.<br /><br />La presunzione di avere il potere assoluto in mano port&ograve; ad errori marchiani, dal nucleare ad un governo del bilancio pubblico che spinse lo spread troppo in alto per le finanze pubbliche italiane. Sarebbe statolo peggio se il governo Berlusconi avesse preso impegni con i francesi per gli Epr, visto che centrali simili hanno richiesto il triplo del tempo previsto e sono costate 4 volte di pi&ugrave;.<br /><br />Anche oggi il referendum costituzionale ha aperto una crisi politica che non si vuole ammettere e il nucleare promette di aggiungere un&rsquo;ulteriore motivo di difficolt&agrave;. Nella campagna elettorale &egrave; stato raccontato dalla destra che il green deal era l&rsquo;origine di tutte le malefatte della sinistra mentre il ritorno al nucleare era la panacea in materia energetica. Anche Confindustria si &egrave; fatta fregare, ora sembra pi&ugrave; riflessiva.<br /><br />Il problema &egrave; che il nucleare costa un patrimonio, non &egrave; conveniente rispetto alle fonti rinnovabili che costano molto meno, entrano in funzione con rapidit&agrave; e renderebbero l&rsquo;Italia pi&ugrave; autosufficiente.<br /><br />L&rsquo;ineffabile Ministro Pichetto Fratin ha ammesso che prima del 2035 il nucleare non entrerebbe in funzione e che un contributo significativo potrebbe arrivare solo&nbsp; nel 2050. Di cosa stiamo parlando ? La crisi energetica &egrave; adesso. Le risposte debbono essere verso l&rsquo;autosufficienza maggiore possibile. Quindi occorre investire nelle rinnovabili a tutto spiano per recuperare i ritardi che il governo sta accumulando perch&eacute; ha costruito un percorso di autorizzazioni tortuoso e ingestibile.<br /><br />Pensiamo all&rsquo;eolico off shore proposto al largo di Civitavecchia, potrebbe sostituire la centrale a carbone, essere collocato fuori vista a 20/30 chilometri dalla costa. Il progetto c&rsquo;&egrave; da anni, il territorio &egrave; favorevole, gli investitori hanno presentato le proposte ma &egrave; tutto fermo. Non &egrave; l&rsquo;unico caso.<br /><br />Le fonti rinnovabili non sono costanti&nbsp; ? Vero, l&rsquo;eolico ha bisogno del vento e il fotovoltaico del sole ma ormai le rinnovabili in certe ora del giorno producono pi&ugrave; di quanto si consuma, basta accumulare, per questo Terna ha preparato un piano di investimenti in accumuli e anche l&rsquo;idroelettrico pu&ograve; essere usato per stabilizzare la rete.<br /><br />Unire i punti e il disegno compare, ma questo esercizio il governo non lo fa e continua a trastullarsi con una proposta di legge sul ritorno al nucleare, per di pi&ugrave; incostituzionale.<br /><br />Quella del governo non &egrave; determinazione, &egrave; mandare a sbattere l&rsquo;Italia, come &egrave; gi&agrave; accaduto con il gas Usa che costa molto di pi&ugrave;.<br /><br />Il governo dovrebbe preparare un piano di emergenza sull&rsquo;energia che rimetta in moto tutti gli investimenti possibili, l&rsquo;Unione europea ha chiarito che ci sono fondi a disposizione. Si potrebbe riprendere un progetto interrotto bruscamente sull&rsquo;auto elettrica, che arriva dalla Cina anzich&eacute; essere prodotta in Italia, mentre i nostri stabilimenti vengono messi in cig, per ora. Senza dimenticare che Enel aveva previsto lo stabilimento di Catania, il pi&ugrave; grande d&rsquo;Europa, per rientrare nel fotovoltaico da protagonista e sono tanti i settori delle rinnovabili in cui si possono ottenere risultati importanti e con potenzialit&agrave; produttive. Pensiamo all&rsquo;ex Ilva, le pale eoliche richiedono acciaio e qualcuno deve produrlo, da tempo ci sono proposte per offrire all&rsquo;ex Ilva risanata un nuovo spazio produttivo, ne ha parlato recentemente anche un&rsquo;iniziativa di Lega ambiente.<br /><br />Un governo serio dovrebbe mettere insieme tutte le idee e le potenzialit&agrave; e favorire investimenti mirati come parte di un&rsquo;unica politica energetica, ma l&rsquo;ideologia del nemico da battere lo blocca e quindi lo ritroviamo a blaterare di nucleare, che se dovesse diventare legge troverebbe ovviamente una risposta adeguata di chi non ha dimenticato i rischi del nucleare da fissione, &egrave; il 40&deg; dell&rsquo;esplosione di Chernobyl. Questo governo ha azzerato il lavoro fin qui fatto per lo stoccaggio delle scorie radioattive e ora vorrebbe far costruire nuove centrali che produrrebbero nuove scorie che si sommerebbero a quelle che abbiamo sparso in Italia senza la necessaria sicurezza e in Europa dove paghiamo salato.<br /><br />Dulcis in fundo: le piccole centrali da disseminare in Italia, qua e l&agrave;, non hanno prototipi verificabili,&nbsp; di cosa stiamo parlando ? Non si sa. Il progetto di legge del governo &egrave; un rovo intricato di deleghe pressoch&eacute; in bianco al governo.<br /><br />Nessuno si meravigli se si arriver&agrave; al terzo referendum abrogativo sul nucleare, con buona pace di Calenda.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=882]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=882</guid>
	<dc:date>2026-05-16T08:35:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alfiero Grandi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Governo e crisi energetica: l'atomo non ci salverà. Ma intanto le rinnovabili restano al palo]]></title>
	<description><![CDATA[<div>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Alla Camera inizia la discussione degli emendamenti sulla proposta di legge del governo per tornare al nucleare civile. Questa proposta &egrave; un programma politico revanchista per tornare al nucleare, aumentando la dipendenza dall&rsquo;estero visto che non abbiamo le materie prime e per di pi&ugrave; non aiuterebbe l&rsquo;Italia ad affrontare la crisi energetica creata dalla guerra insensata di Trump all&rsquo;Iran.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">L&rsquo;Italia ha gi&agrave; un costo dell&rsquo;energia pi&ugrave; alto dei competitori, ora rischia una crisi energetica che non verrebbe risolta dal pessimo provvedimento del governo, anzi a questo fine &egrave; inutile. Va ricordato che il governo ha rinviato la chiusura delle centrali elettriche a carbone, in assoluto le pi&ugrave; inquinanti, al 2038.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Eppure &egrave; proprio il Ministro Pichetto Fratin ad affermare che &ldquo;la produzione da fotovoltaico, eolico, idroelettrico costa meno dell&rsquo;energia elettrica prodotta dal gas e che se per il 2030 riuscissimo a raggiungere la met&agrave; dei nostri consumi da rinnovabili i prezzi calerebbero sensibilmente&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Il governo potrebbe iniziare subito a ridurre i prezzi almeno per l&rsquo;energia elettrica prodotta dalle fonti rinnovabili, ma Il Ministro dovrebbe ammettere che se le rinnovabili non aumentano di quanto sarebbe necessario per il 20230 la responsabilit&agrave; &egrave; sua, visto che ha costruito un castello di regole che ne ritardano l&rsquo;installazione.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Nel 2025 gli investimenti nelle rinnovabili sono diminuiti del 6% sul 2024, con questo andazzo non si arriver&agrave; all&rsquo; obiettivo del PNIEC di 131 GW, cio&egrave; 49 GigaWatt in pi&ugrave; di oggi. Decine di GW di rinnovabili, anzitutto eolico off shore, attendono autorizzazioni che non arrivano, vedi Civitavecchia dove l&rsquo;off shore potrebbe sostituire la centrale a carbone.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Invece Pichetto Fratin valuta che il nucleare potrebbe iniziare la produzione nel 2035, tra dieci anni, quindi il Ministro ammette che non potrebbe intervenire in tempo per la crisi energetica attuale.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Va ricordato che il nucleare civile in Italia &egrave; stato bocciato 2 volte con referendum abrogativo (1987 e 2011) tanto che le centrali sono in via di smantellamento (con grave ritardo) e che la Corte costituzionale (Tesauro 199/2012) ha sentenziato che una materia abrogata con referendum popolare non pu&ograve; essere riproposta come tale. Si pu&ograve; ritornare sull&rsquo;argomento solo se c&rsquo;&egrave; un cambio sostanziale, ad esempio se le centrali anzich&eacute; a fissione (come quelle chiuse dai referendum) fossero a fusione nucleare il discorso cambierebbe. Ma nessuno &egrave; in grado di dire quando queste centrali saranno disponibili.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Quindi la proposta del governo &egrave; inefficace ad affrontare i problemi attuali dell&rsquo;Italia ed &egrave; semplicemente incostituzionale.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Varrebbe la pena di rifletterci prima di obbligare i cittadini a promuovere un terzo referendum abrogativo.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Nella proposta del governo e nelle notizie fatte circolare si tratta delle note centrali a fissione, solo pi&ugrave; piccole, ma con lo stesso funzionamento sostanziale. Eppure in questi giorni cade il 40&deg; dell&rsquo;esplosione avvenuta a Chernobyl e questo dovrebbe almeno indurre prudenza.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Il Ministro parla di piccole centrali da 300 Mega, in realt&agrave; sarebbero il doppio di quella chiusa sul Garigliano. &ldquo;Piccole centrali&rdquo; SMR di cui attualmente non esistono prototipi verificabili e collaudabili. Per arrivare al 20% di produzione elettrica da nucleare nel 2050, come ipotizza il Ministro, occorrerebbero almeno 20 centrali &ldquo;piccole&rdquo;, una follia e per di pi&ugrave; fuori tempo massimo per alleggerire la crisi energetica.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">L&rsquo;Unione europea, malgrado passi indietro sul green deal, ci dice che per affrontare le conseguenze della crisi energetica attuale occorre puntare tutto sulle fonti rinnovabil e su misure di risparmio.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Il Ministro si chiede dove metteremmo tutto il fotovoltaico di cui abbiamo bisogno. Su terreni scarsamente produttivi e sui tetti dove c&rsquo;&egrave; ancora molto spazio da utilizzare con modesti provvedimenti per liberare i tetti delle citt&agrave; da una selva inutile di antenne. Inoltre Pichetto Fratin dovrebbe ricordarsi dell&rsquo;eolico, in particolare off shore, che da quando &egrave; Ministro ha ignorato.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">La verit&agrave; &egrave; che il nucleare civile &egrave; una revanche della destra, presa da un raptus reazionario contro il green deal, come dimostra la prefazione di Giorgia Meloni al libro di Procaccini.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">La destra vuole tornare al nucleare come ha gi&agrave; tentato senza successo di manomettere l&rsquo;autonomia e l&rsquo;indipendenza della magistratura, perdendo il referendum. Lo fa con un atteggiamento ideologico che cerca di dipingere il nucleare come panacea per i guai energetici dell&rsquo;Italia, ma non &egrave; cos&igrave;, tra l&rsquo;emergenza energetica attuale e la soluzione proposta dal governo sul nucleare ci sono non meno di 10 anni di differenza che condannano l&rsquo;Italia ad essere in balia della coppia Putin/Trump.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Inoltre il governo finora ha rinviato la soluzione delle scorie radioattive. Se si facesse altro nucleare &egrave; evidente che le scorie aumenterebbero, dove le mettiamo ? qual &egrave; la proposta ? Il governo balbetta.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Potremmo essere un paese d&rsquo;avanguardia nelle fonti rinnovabili, abbiamo potenzialit&agrave; ed esperienza, era la ragione dell&rsquo;investimento Enel a Catania per produrre pannelli fotovoltaici. Terna ha un programma di investimenti importante negli accumuli che si potrebbero affiancare all&rsquo;idroelettrico per stabilizzare la rete. Avere interrotto per ragioni ideologiche i progetti pi&ugrave; innovativi ha portato alla crisi dell&rsquo;auto elettrica in Italia cos&igrave; non abbiamo pi&ugrave; un ruolo nel tradizionale e non lo abbiamo nell&rsquo;innovazione, lasciando alla Cina altro spazio.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Le opposizioni debbono affrontare l&rsquo;iter parlamentare di questa proposta di legge con impegno. Non &egrave; una proposta come altre perch&egrave; cerca di mettere nei rifiuti della storia due risultati referendari e propone il nucleare che aumenterebbe la dipendenza dall&rsquo;estero, mentre dovremmo dedicarci a sviluppare e sfruttare le risorse che abbiamo a disposizione come le rinnovabili su cui abbiamo competenze e possibilit&agrave;. Bocciare questa legge &egrave; un capitolo dell&rsquo;alternativa alla destra.</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><b><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">&nbsp;&nbsp;</span></b></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><b><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.</span></b></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;">Adista &egrave; una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libert&agrave; da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.<br /> Un contributo, anche solo di un euro, pu&ograve; aiutare a mantenere viva questa originale e pressoch&eacute; unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.<br /> Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo al seguente link:&nbsp; https://www.adista.it/campagne</span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:normal;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6148309466ydp98685adbyiv2005767018MsoNormal"><span style="font-size:14.0pt;font-family:New;"><br /></span></p>
<br /></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=881]]></link>
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	<dc:date>2026-04-28T14:12:42+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alfiero Grandi</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Referendum, l’ansia per l’esito dietro i comizi sguaiati di Meloni. Attacco ai giudici chiavistello per scardinare la Costituzione]]></title>
	<description><![CDATA[<div>(www.strisciarossa.it - 16 marzo 2026)</div>
<div><br /></div>
<div>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">Deve  essere serio il rischio di perdere il referendum sulla legge  Meloni/Nordio se Giorgia Meloni nel comizio di Milano ha rotto gli  argini e ha usato per la polemica con il NO una demagogia di infimo  ordine, insistendo nella delegittimazione della magistratura, creando a  questo punto un serio problema sia politico che istituzionale.&nbsp;Pu&ograve; una  Presidente del Consiglio che ha giurato sulla Costituzione picconare uno  dei poteri fondamentali della democrazia italiana? Quando Cossiga molti  anni fa ebbe un atteggiamento analogo fu sottoposto a impeachement, ora  che si fa?</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">Le  destre sono evidentemente preoccupate per il risultato del referendum  sulla legge Meloni/Nordio che avevano immaginato come una marcia  trionfale che avrebbe aperto la strada alle altre deformazioni della  Costituzione.</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">Il  governo prima ha ridotto ai minimi termini il ruolo del parlamento, che  nella visione dei costituenti era il pilastro della democrazia. Poi ha  deciso da solo la controriforma della Costituzione sulla magistratura e  l&rsquo;ha imposta al parlamento, che &egrave; stato costretto ad approvarla senza  modifiche.</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">Ridimensionato  il ruolo del parlamento il governo delle destre vuole fare altrettanto  con la magistratura, spaccando il Csm in due, estraendo a sorte i  componenti della magistratura, oggi eletti da tutti i magistrati, per  non parlare dell&rsquo;Alta Corte (tutti corazzieri?) che dovr&agrave; esercitare il  ruolo disciplinare sottratto ai due Csm, per di pi&ugrave; stranamente per  tutta la magistratura, confermando che questa controriforma &egrave; scritta  male e in modo contraddittorio.</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">Le  destre vogliono stravolgere la Costituzione del 1948 in aspetti  fondamentali, con il risultato di aumentare il potere del governo, in  particolare del capo del governo, riducendo sia il ruolo del parlamento  che l&rsquo;autonomia e l&rsquo;indipendenza della magistratura. Il governo vuole  decidere senza il rischio di subire controlli, &egrave; allergico alle  critiche, per di pi&ugrave; cerca di scaricare sulla magistratura le sue  manchevolezze.</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">Nella  crisi pi&ugrave; grave degli ultimi decenni non sa decidere e assiste senza  fare scelte al degrado dell&rsquo;economia e della societ&agrave;. Di fronte agli  sconvolgimenti politici internazionali, ai venti di guerra che  sconvolgono la vita e l&rsquo;ambiente in tante parti del mondo, ai problemi  del cambiamento climatico relegati in ultima fila dalla politica e  dall&rsquo;economia reazionarie attuali, alle crescenti fratture sociali, al  risorgere di politiche di pura potenza e di aggressione verso gli altri,  la Costituzione resta un punto fermo di diritti e di principi, pi&ugrave; che  mai indispensabile, a partire dall&rsquo;articolo 11 che afferma che l&rsquo;Italia  ripudia la guerra, articolo dietro il quale si &egrave; nascosta anche Giorgia  Meloni per evitare l&rsquo;attrazione verso la guerra del gorgo trumpiano. Se  non brava certo furba.</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><b><span style="font-size:13.5pt;font-family:New;">Sette modifiche e non saranno le sole</span></b></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">Le  7 modifiche della Costituzione sulla magistratura della legge  Meloni/Nordio sono in stretto rapporto con l&rsquo;autonomia regionale  differenziata (Calderoli sta cercando di aggirare le sentenze della  Corte costituzionale), con la legge elettorale maggioritaria che le  destre vorrebbero e con i parlamentari di nuovo nominati dall&rsquo;alto, con  il premierato per instaurare una capocrazia (Ainis) accentrata,  relegando il Presidente della Repubblica in un ruolo marginale, con  leggi securitarie che contrastano con la partecipazione democratica.  Tutto questo rende incomprensibile dichiararsi per il Si.</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">C&rsquo;&egrave;  il merito della riforma ovviamente che di per s&eacute; basta a decidere per  il No. Ma se non bastasse anche il contesto politico ed istituzionale  conferma che occorre dire No. Penso a Pisapia, persona stimabile ma che  ha avuto la sfortuna di fare la sua dichiarazione di voto per il Si  proprio quando Giorgia Meloni ha fatto il comizio peggiore e pi&ugrave;  sguaiato della sua carriera politica, mancava solo che dichiarasse che  votare Si avrebbe fatto scendere il prezzo della benzina.</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">Avere  un&rsquo;opinione &egrave; un diritto inalienabile di tutti che va difeso con  intransigenza, ma lascia interdetti che non si colgano i risvolti  politici di una eventuale vittoria del Si, che darebbe mano libera al  governo per scrivere da solo anche l&rsquo;attuazione delle norme attuative  senza limiti e vincoli. Come si fa ad ignorare che le modifiche della  Costituzione che le destre vogliono realizzare sono molte di pi&ugrave; di  quella sulla magistratura, che peraltro non &egrave; detto sar&agrave; l&rsquo;ultima sul  tema, visto che Tajani ha proposto di togliere ai PM la polizia  giudiziaria e Nordio ha parlato di un sistema di controlli sui  magistrati che evoca quanto meno un controllo sull&rsquo;obbligatoriet&agrave;  dell&rsquo;azione penale.</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">Tutto  questo in un quadro internazionale in cui prepotenza e politica della  forza stanno cambiando drammaticamente l&rsquo;ordine mondiale uscito dalla  seconda guerra mondiale.</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">La  stampa delle destre ha dato ampio risalto a esponenti della sinistra  schierati per il Si. Mi permetto di chiedere di riflettere ancora sul  voto, dichiararsi non vuol dire votare. Alcuni si sono molto esposti, a  volte anche con argomenti che lasciano interdetti come Augusto Barbera  che ha affermato che la Costituzione non parlerebbe dei PM, che  verrebbero addirittura valorizzati dalla controriforma Meloni/Nordio,  non &egrave; cos&igrave; perch&eacute; l&rsquo;articolo 104 afferma: &ldquo;La magistratura costituisce  un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere&rdquo;, quindi tutti i  magistrati, giudici e accusa. Del resto se cos&igrave; non fosse che bisogno ci  sarebbe di separarli tra giudici e PM come afferma la Meloni/Nordio?</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">Quanti  ancora non hanno deciso e stanno riflettendo sul loro voto il 22/23  marzo hanno ancora tempo e modo per decidere il loro orientamento e  forse potrebbe aiutarli rileggere il titolo IV che come tutta la  Costituzione &egrave; breve e chiaro.</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">A  Giorgia Meloni piace vincere facile, ma prima o poi dovr&agrave; rendere conto  del suo operato. Prima ha cercato il plebiscito e ha fatto approvare  una legge che anche agli occhi di chi ha una propensione per la  separazione delle carriere contiene castronerie come il sorteggio per la  rappresentanza dei magistrati o l&rsquo;alta corte che &egrave; un obbrobrio  incostituzionale e non sono gli unici punti.</span></p>
<p style="line-height:115%;margin:0cm 0cm 10pt;font-size:11pt;" class="yiv6584485903ydp12d7607eyiv7737021851MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">Ora Giorgia Meloni mette le mani avanti per evitare che la vittoria del NO abbia conseguenze sul governo.<br /></span></p>
<div><span style="font-size:12.0pt;font-family:New;">  Vedremo anzitutto il risultato del voto di elettrici ed elettori e pu&ograve;  essere che comunque vada il governo non cadr&agrave;, ma certo dovrebbe  ripensare alle sue priorit&agrave; e assumere un altro standard di  comportamento nel confronto parlamentare e con la societ&agrave;. Ma con la  vittoria del No avrebbe chiaro che non pu&ograve; fare quello che vuole ma solo  quello che Costituzione e dialettica democratica, politica e sociale,  consentono di fare.</span></div>
<br /></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=880]]></link>
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	<dc:date>2026-03-16T19:28:50+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alfiero Grandi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Appello]]></title>
	<description><![CDATA[<div><img style="WIDTH: 646px; HEIGHT: 448px" src="/public/2026-mar.jpg&#xA;" width="646" height="448" alt="" /></div>
<div><br /></div>
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<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Iniziativa importante a Bologna, un Appello di intellettuali per il No al referendum</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Presentazione di Alfiero Grandi, direttivo nazionale del Comitato della societ&agrave; civile per il NO </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Persone di valore hanno sottoscritto l&rsquo;adesione con cui hanno reso noto il loro impegno per il No nel referendum costituzionale sulla magistratura .</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">La legge Meloni/Nordio&nbsp;scritta dal governo e approvata dal parlamento senza che fosse consentito a deputati e senatori&nbsp;di cambiare neppure una virgola oggi pu&ograve; essere bloccata solo da elettrici ed elettori votando No il 22/23 marzo.&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Con questa forzatura il governo ha gi&agrave; la responsabilit&agrave; di avere annichilito il ruolo del parlamento, centrale nella nostra Costituzione del 1948.&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Se dovesse prevalere il S&igrave; il governo metterebbe a segno un ulteriore forzatura verso il ridimensionamento dell&rsquo;indipendenza della magistratura, il cui ruolo &egrave; centrale per mantenere l&rsquo;equilibrio tra i poteri che la Costituzione sancisce.&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Non va dimenticato che appena la Corte dei Conti ha bocciato le procedure illegali con cui il governo voleva realizzare il ponte sullo stretto &egrave; stata approvata a tambur battente una legge che taglia il suo ruolo nel controllo dei conti pubblici e nel perseguire i reati degli amministratori pubblici infedeli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Verso la magistratura ordinaria &egrave; in atto un vero e proprio &ldquo;bullismo politico&rdquo; da parte del governo. Non da parte di una generica politica ma da questo governo che non ha perso occasione per mesi nell&rsquo;attaccare le sentenze sgradite dei giudici, fino ad indicare ai Pubblici Ministeri i reati da imputare come &egrave; accaduto dopo i fatti di Torino. Il governo ha compiuto un&rsquo;opera sistematica di delegittimazione, il Ministro Nordio ha lanciato accuse gravissime al punto da costringere il Presidente della Repubblica a ricordare che il Csm &egrave; un organo costituzionale e va rispettato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Il governo vuole che la legge Meloni/Nordio entri in vigore per spaccare il Consiglio della Magistratura in 3 parti, creando un Csm per i giudici, uno per i PM e una Corte ad hoc per giudicare i magistrati, malgrado l&rsquo;art 102 della Costituzione vieti di istituire giudici speciali.&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">La rappresentanza dei magistrati nei Csm in futuro verrebbe estratta a sorte indebolendo la loro rappresentanza e il loro ruolo unitario a favore della rappresentanza politica nei Csm, per di pi&ugrave; non si sa cosa voglia scrivere il governo nei provvedimenti attuativi.&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Esponenti del governo hanno gi&agrave; prenotato future modifiche della Costituzione, ad esempio Tajani per togliere ai PM la polizia giudiziaria. Nordio sta insistendo per provvedimenti di controllo della magistratura, Meloni accusa i magistrati di invadere con le sentenze il campo della (sua) politica, Salvini coglie ogni occasione per schierarsi contro i magistrati.&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Questo governo vuole una magistratura subalterna ed obbediente e vede nella legge Meloni/Nordio la via per avviare la realizzazione di questi obiettivi.&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Il No deve vincere per difendere autonomia e indipendenza della magistratura, cio&egrave; la Costituzione, per interrompere l&rsquo;iniziativa di una destra che vuole introdurre l&rsquo;autonomia regionale differenziata svuotando le sentenze della Corte costituzionale, che vuole un Capo del governo eletto direttamente (il costituzionalista Ainis l&rsquo;ha definita capocrazia) ridimensionando il Presidente della Repubblica. Una destra che propone una nuova legge elettorale per garantirsi di restare al potere. Questa maggioranza vuole mantenere ad ogni costo il potere ed &egrave; insofferente ai controlli e all&rsquo;equilibrio tra i poteri, unico modo per evitare una deriva autoritaria. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Votare No il 22/23 marzo vuol dire difendere l&rsquo;autonomia e l&rsquo;indipendenza della magistratura e la Costituzione, il cui valore &egrave; pi&ugrave; che mai attuale. Pensiamo in questi giorni all&rsquo;attualit&agrave; dell&rsquo;articolo 11 che afferma che l&rsquo;Italia ripudia la guerra, un principio fondamentale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Questi esponenti della cultura ci offrono la possibilit&agrave; di condividere la loro scelta attivandoci in ogni modo per fare vincere il NO.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br /> Molte associazioni e singole personalit&agrave; hanno gi&agrave; aderito al Comitato della societ&agrave; civile per il NO, l&rsquo;elenco si trova nel sito </span><a href="http://www.referendumgiustizia2026.it/" target="_blank"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">www.referendumgiustizia2026.it</span></a><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new=""></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" times="" new="">Esponenti della cultura e della societ&agrave; civile hanno sottoscritto questo Appello aperto ad ulteriori adesioni <b>:&nbsp;</b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><font size="3"><i><span style="font-family:" times="" new="">Siamo persone impegnate nei nostri ambiti di lavoro e studio, tutte accomunate dalla forte preoccupazione che la riforma costituzionale della magistratura possa indebolire il potere giudiziario, alterando gli equilibri costituzionali, a detrimento della tutela dei diritti fondamentali delle persone.&nbsp;</span></i><span style="font-family:&#xA;" times="" new=""></span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><font size="3"><i><span style="font-family:" times="" new="">I quotidiani attacchi ai magistrati che assumono decisioni sgradite alla maggioranza politica, specie sulle questioni pi&ugrave; delicate relative alla libert&agrave; personale, alla libert&agrave; di manifestare, ai diritti dei minorenni e delle persone straniere, ai temi della tutela dell&rsquo;ambiente e del lavoro, quelli sempre pi&ugrave; aggressivi contro l&rsquo;Intero CSM, organo di autogoverno della magistratura presieduto dal Capo dello Stato, sono rivelatori di un disprezzo per l&rsquo;indipendenza del potere giudiziario, sulla scia di una tendenza globale ad accentrare i poteri nelle mani di esecutivi forti.&nbsp;</span></i><span style="font-family:" times="" new=""></span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><font size="3"><i><span style="font-family:" times="" new="">La riforma costituzionale proposta, se approvata, apre pericolosamente la strada a questa prospettiva.&nbsp;</span></i><span style="font-family:" times="" new=""></span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><font size="3"><i><span style="font-family:" times="" new="">Per queste ragioni ci esprimiamo con convinzione per il NO al referendum del 22/23 marzo e aderiamo al comitato per la societ&agrave; civile presieduto dal prof. Giovanni Bachelet</span></i><span style="font-family:" times="" new=""></span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><font size="3"><span style="font-family:" times="" new="">Gianfranco Pasquino<br /> Nadia Urbinati<br /> Carlo Galli <br /> Luigi Ferrajoli<br /> Stefano Bonaga<br /> Alberto Piccinini<br /> Maria Pia Guermandi<br /> Federico Martelloni<br /> Thomas Casadei<br /> Fabrizio Tonello<br /> Antonella Agnoli<br /> Pier Luigi Cervellati<br /> Leonardo Grassi<br /> Vezio De Lucia<br /> Sergio Caserta</span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><font size="3"><span style="font-family:" times="" new=""><br /></span></font></p>
<font size="3" style="color: rgb(0, 0, 255); font-weight: bold;">adesioni@referendumgiustizia2026.it</font></div>
<div>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:&#xA;normal"><font size="3"><span style="font-family:" times="" new=""><br /></span></font></p>
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<br /></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=879]]></link>
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	<dc:date>2026-03-07T13:18:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alfiero Grandi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Referendum, è in gioco l'equilibrio dei poteri: il governo vuole la subalternità della magistratura]]></title>
	<description><![CDATA[<div>(www.strisciarossa.it - 5 marzo 2026)</div>
<div><br /></div>
<div>Giorgia Meloni ha attaccato numerose sentenze dileggiando le decisioni dei giudici per descrivere una magistratura inadeguata. Un atteggiamento non degno di una Presidente del Consiglio.<br /><br />Quando la Corte dei Conti ha dimostrato che le norme in vigore – italiane ed europee – non consentivano di procedere con il ponte sullo stretto il governo ha gridato all’invasione di campo dei magistrati ed &egrave; subito stata approvata una legge per tagliare le unghie ai controlli dei magistrati contabili.<br /><br />Il Ministro Nordio, noto gaffeur, ha dichiarato che il CSM sarebbe dedito a pratiche para-mafiose dimenticando (?) che lo presiede il Presidente della Repubblica. Infatti Mattarella ha dovuto reagire partecipando alla prima riunione del Csm per difenderne il ruolo previsto dalla Costituzione e invitando ad abbassare i toni  nella campagna referendaria.<br /><br />I toni sono saliti perch&egrave; esponenti del governo (Giorgia Meloni in testa) hanno deciso di insegnare il mestiere ai giudici e ai P. M. indicando perfino il reato (tentato omicidio) per gli arrestati dopo gli scontri di Torino, salvo constatare che non erano coinvolti nell’aggressione al poliziotto.<br /><br />Salvini ha contribuito alla canea contro i giudici difendendo il poliziotto che ha ucciso un giovane pusher, peccato che ora tutti riconoscano che &egrave; come minimo una mela marcia – a partire dal capo della polizia – visto &egrave; rimasto schiacciato da prove inoppugnabili di responsabilit&agrave; di omicidio. Va ricordato che dopo questo episodio il governo aveva deciso uno scudo in caso di reati dei poliziotti nel corso delle azioni. Oggi, dopo l’evidenza dei fatti, questo meccanismo &egrave; edulcorato rispetto alle intenzioni iniziali ma resta l’idea di un doppio canale nella giustizia, distinguendo tra normale cittadino e agente di polizia.<br /><br />Si potrebbe allungare la lista, visto che sono tanti gli episodi che confermano l’insofferenza del governo verso i controlli e le decisioni dei magistrati. Eppure i magistrati sono i garanti dell’applicazione della legge se &egrave; conforme alla Costituzione e alle norme europee ed internazionali.<br /><br />Chi ha vinto le elezioni non ha il diritto di decidere senza vincoli, ancora di pi&ugrave; se la maggioranza delle elettrici e degli elettori nel 2022 non ha votato per la maggioranza parlamentare di destra, che ha avuto solo il 44% dei voti, con un’affluenza del 63,8%, ma ha avuto un premio del 15% di parlamentari.<br /><br />Chi vince le elezioni deve rispettare i limiti costituzionali al suo potere. In democrazia l’equilibrio tra i poteri &egrave; fondamentale, al contrario dei comportamenti di Trump che ha atteggiamenti di eversione istituzionale, negli Usa e nello scenario internazionale come dimostra l’attacco all’Iran al di fuori di ogni legittimit&agrave; internazionale. Eppure Trump ha estimatori a destra, a partire da Giorgia Meloni. La democrazia c’&egrave; quando non esiste un potere assoluto perch&egrave; ci sono poteri e contropoteri di controllo, ad esempio la magistratura.<br /><br />Questo referendum &egrave; sulla proposta Meloni/Nordio di cambiare ben 7 articoli della Costituzione per portare la magistratura verso la subalternit&agrave; al governo. Non tutto &egrave; reso esplicito dal governo, ad esempio in conseguenza delle modifiche della Costituzione verranno le norme attuative, gi&agrave; pronte ma secretate da Nordio. Perch&eacute; questa segretezza ?<br /><br />Nordio dovrebbe rendere pubblici i provvedimenti attuativi delle modifiche, ma non lo far&agrave; perch&eacute; si potrebbe scoprire un peggioramento di quanto gi&agrave; affermano le norme costituzionali cambiate.<br /><br />Del resto Tajani- non l’ultimo arrivato – si &egrave; lasciato sfuggire che ai PM verr&agrave; tolto il controllo della polizia giudiziaria per le indagini, quindi prenota ulteriori modifiche della Costituzione.<br /><br />La separazione delle carriere voluta da Licio Gelli &egrave; ora lodata dal figlio che appoggia la legge Meloni/Nordio, in realt&agrave; met&agrave; delle sentenze dicono cose diverse dall’accusa. Una buona formazione etica e costituzionale, un controllo del Csm sui comportamenti dei singoli e la certezza che il PM &egrave; un magistrato che ha l’obbligo di indagare a tutto campo per trovare colpevoli e prove sono garanzie forti.<br /><br />Se passasse la controriforma Meloni/Nordio il Csm si spaccherebbe in 3: uno per i giudici, uno per i PM e un’alta corte di disciplina che emetter&agrave; sentenze su cui non potr&agrave; esserci appello alla Cassazione, dimenticando che l’art.102 vieta i tribunali speciali. Per di pi&ugrave; giudici e Pm componenti dei 3 organi saranno estratti a sorte, con l’obiettivo dichiarato di distruggere le associazioni dei magistrati.<br /><br />Questo &egrave; il nucleo patogeno della Meloni/Nordio e serve a colpire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, immaginando che in futuro il governo potr&agrave; indicare le priorit&agrave; di indagine e superare l’azione penale obbligatoria.<br /><br />Forse &egrave; materia non semplice da comprendere ma gli effetti sarebbero chiarissimi. L’autonomia della magistratura porta a risultati di grande interesse sociale, ambientale, economico. Del resto nel dopoguerra molte norme ereditate dalla legislazione fascista sono state cambiate non solo per iniziativa del nuovo parlamento ma anche con sentenze dei giudici che si sono rivolti alla Corte costituzionale ottenendo cambiamenti significativi, spingendo il parlamento a legiferare in modo conforme alla Costituzione.<br /><br />In una democrazia viva c’&egrave; spazio per tutti: i cittadini fanno sentire la loro voce, i partiti chiedono il voto agli elettori per il parlamento, il parlamento da la fiducia al governo, la magistratura svolge senza interferenze del governo il suo ruolo, come del resto debbono poter fare le altre autorit&agrave; di controllo e verifica.<br /><br />La magistratura ha preso decisioni che vanno valorizzate. Vanno ricordate quelle sui diritti dei migranti e ora la procura di Milano sta indagando sullo sfruttamento insopportabile della Glovo e ora su Deliveroo, aziende che organizzano le consegne a domicilio con i riders. In passato ci sono stati tentativi di regolare la situazione senza i risultati sperati. E’ importante che ora i riders, affiancati dalla Cgil, abbiano ottenuto un intervento della magistratura (in questo caso i PM) per indagare sull’accusa di caporalato e super sfruttamento dei lavoratori.<br /><br />Questi lavoratori hanno scarso o nullo potere contrattuale, sono governati da un algoritmo deciso dalle aziende per il massimo sfruttamento dei lavoratori che sono autonomi per finta, visto che il loro lavoro &egrave; costruito su parametri decisi dall’azienda che per punire usa l’algoritmo.<br /><br /> <br /><br />La procura ha avviato un’indagine di grande valore, che coinvolge non solo i 60.000 interessati ma riguarda un settore importante di lavoro povero che influenza negativamente tutto il mercato del lavoro nel settore. I PM hanno avviato le indagini e insieme hanno nominato un commissario per le aziende cos&igrave; da garantire continuit&agrave; di lavoro e il superamento del loro ignobile sfruttamento, facendo riferimento (a proposito del valore della Costituzione) all’articolo 36 che prevede una retribuzione equa per vivere. Dopo i riders stanno emergendo altre situazioni lavorative parimenti inaccettabili.<br /><br />Da tutto questo si possono gi&agrave; ricavare conseguenze precise. Il governo si comporta come le tre scimmiette, non ha dato sostegno alla magistratura, anzi &egrave; evidente un fastidio perch&eacute; in questa come in altre azioni di tutela del lavoro da parte della magistratura viene confermato che manca un’azione politica adeguata sulle condizioni di lavoro. Il governo &egrave; latitante sul salario minimo che sarebbe molto utile per chi lavora, ignora la necessit&agrave; di regole sugli algoritmi aprendo una contrattazione sui criteri, con i relativi controlli. Il lavoratore non pu&ograve; esser solo di fronte al moloch-algoritmo che lo divora. Per non parlare della sanit&agrave;, delle pensioni, della sicurezza sul lavoro, delle forme assicurative su varie materie, tutto &egrave; cinvolto.<br /><br />Il sindacato &egrave; fondamentale quando non si presta come la Cisnal ad una contrattazione di comodo. Sono urgenti norme chiare di rappresentanza e rappresentativit&agrave; dei sindacati per superare i contratti pirata al ribasso a cui si prestano sigle pi&ugrave; o meno inventate, arrivando all’erga omnes nell’applicazione dei contratti rappresentativi. Da un’azione della magistratura pu&ograve; derivare il rilancio della contrattazione e la pressione per norme di legge che questo governo e in particolare questa Ministra continuano ad ignorare.<br /><br />Questa battaglia di civilt&agrave; per il lavoro ha bisogno di tutti e deve riguardare tutti,  quindi ha bisogno di una magistratura autonoma, che si muove con indipendenza per attuare le leggi e richiamare l’ispirazione della Costituzione dove mancano regole per sostenere i diritti dei pi&ugrave; deboli in una societ&agrave; e in un’economia sempre pi&ugrave; divaricate tra i pochi che decidono e aumentano potere e ricchezza e i tanti che vivono in condizioni di subalternit&agrave; e di emarginazione.<br /><br />Per questo il 22/23 marzo occorre votare No. Dispiace che persone che si dichiarano di sinistra accompagnino l’indegna campagna di una destra che mente al paese e vuole indebolire il ruolo dei magistrati per arrivare a condizionarli, a controllarli.<br /><br />Il problema politico nel voto del 22/23 marzo &egrave; sotto i nostri occhi, se la destra vincesse il referendum dopo avere gi&agrave; ridotto il parlamento ad un ruolo subalterno al governo e riuscisse a mettere sotto controllo la magistratura arriverebbe alle elezioni nel 2027 con maggiore forza, con l’obiettivo di mantenere il potere come dimostra la legge elettorale proposta dal governo, “Mussolinum” l’ha definita Ainis. Nel segreto dell’urna &egrave; sperabile ci sia il ravvedimento operoso di quanti hanno creduto che in ballo ci fosse la separazione delle carriere e hanno via via scoperto che l’affermazione: “voter&ograve; comunque contro la destra nel 2027” (Barbera) non coglie il ruolo politico cruciale di questo voto referendario.<br /><br />La destra si batte qui ed ora. Occorre respingere una legge ignobile che vuole manomettere l’autonomia della magistratura per sete di potere e per non avere scomodi controllori che agiscono “in nome del popolo italiano”.</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=878]]></link>
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	<dc:date>2026-03-05T10:49:12+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alfiero Grandi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[USIAMO BENE IL TEMPO CHE CI SEPARA DAL REFERENDUM SULLA MAGISTRATURA: IL NO PUO' VINCERE]]></title>
	<description><![CDATA[<div>(www.strisciarossa.it - 20 febbraio 2026)</div>
<div><br /></div>
<div>Giorgia Meloni ha fatto dichiarazioni gravi sulla magistratura, stonate se vengono dalla Presidente del Consiglio che agisce come capo di una fazione, forte della maggioranza parlamentare ma molto lontana dalla postura di chi dovrebbe governare per tutta l’Italia, anche per conto di chi non l’ha votata. Ha detto agli inquirenti quali reati dovevano attribuire agli arrestati a Torino, al giudice di Palermo ha contestato la sentenza sulla Sea Watch, nave salva migranti, trattenuta illegalmente in fermo per 6 mesi. Ormai la Presidente del Consiglio ritiene di avere il diritto e il potere di sostituirsi ai giudici e questo dice chiaramente qual &egrave; l’obiettivo della controriforma Meloni/Nordio sulla magistratura.<br /><br />Del resto questa postura che invade di altri poteri dello Stato come la magistratura &egrave; in forte sintonia con lo stile imposto da Trump e dal movimento MAGA, da cui ha preso le distanze perfino il “pericoloso” Merz, capo del governo tedesco, staccatosi da questa deriva negli Usa proprio sull’esercizio dei diritti fondamentali.<br /><br />Trump non sopporta i magistrati che non eseguono i suoi ordini anche quando sono palesemente contrari alla Costituzione americana. Alcuni sono stati cacciati, altri sono stati spinti ad andarsene come i 7 giudici che avrebbero voluto indagare sui delitti a sangue freddo dell’Ice versi civili inermi. L’obiettivo di Trump &egrave; ridurre al silenzio i poteri che in uno stato democratico dovrebbero avere garantita la loro autonomia di intervento, come i magistrati. C’&egrave; stato un tempo in cui gli Stati Uniti erano portati ad esempio del check and balance, cio&egrave; dei contropoteri che debbono garantire che nessuno possa trasformarsi in sovrano.<br /><br />Questo cattivo esempio americano viene fatto proprio in Italia da Giorgia Meloni. Altrimenti perch&eacute; la Presidente del Consiglio commenterebbe in negativo le sentenze attaccando la magistratura? Questo serve a Giorgia Meloni per tentare di dimostrare che nella magistratura ci sono deviazioni interne, senza riguardo al danno che sta facendo sulla credibilit&agrave; della magistratura come istituzione. Come ha giustamente ricordato il Presidente Mattarella quando ha ritenuto di dover difendere il ruolo del Csm da attacchi sguaiati come quello del Ministro Nordio che &egrave; arrivato a parlare di comportamenti paramafiosi, di magistrati da sottoporre a controllo psicologico.<br /><span style="font-weight: bold;"><br />La deriva MAGA della destra italiana ha fatto saltare tutte le regole</span><br /><br />Purtroppo l’onda MAGA sta influenzando la destra al Governo in Italia, a partire da Giorgia Meloni. Questo attacco sistematico, senza riguardo alla diversit&agrave; dei ruoli, avr&agrave; conseguenze sul rapporto con la magistratura, sul suo ruolo. Fare terra bruciata &egrave; una tecnica militare ma non &egrave; democratica, perch&eacute; la democrazia presume confronto, dissenso nel rispetto delle regole. Qui le regole saltano.<br /><br />È preoccupante che 5 ore dopo l’appello del Presidente Mattarella ad abbassare i toni e a rispettare il ruolo costituzionale dei diversi poteri, a partire dal Csm, Giorgia Meloni abbia sferrato un nuovo duro attacco ad una sentenza di un magistrato. È evidente che l’appello a moderare i toni non &egrave; stato ascoltato e possiamo prevedere che il timore di perdere il referendum spinger&agrave; la destra a urlare ancora di pi&ugrave;. Altro che moderazione.<br />Il Presidente Mattarella ha fatto benissimo a chiedere di abbassare i toni, &egrave; il suo ruolo, ma la destra spinge nella direzione contraria. Quella che sembrava dopo l’estate una marcia trionfale, un autentico plebiscito a favore della controriforma Meloni/Nordio oggi rischia di finire male per i promotori e questo sta provocando fibrillazioni ed esagerazioni.<br /><br />I sondaggi vanno presi con prudenza ma &egrave; evidente che il governo &egrave; preoccupato e alza i toni per mobilitare il suo elettorato che non sembra del tutto convinto che ci sia coerenza tra i provvedimenti securitari, che moltiplicano reati, anni di carcere ecc. come il terzo pacchetto sicurezza – inaccettabile e manettaro – e questa insistenza nel demolire la credibilit&agrave; e quindi il ruolo della magistratura che ovviamente non rafforza la certezza del diritto nel nostro paese.<br />Alla delegittimazione della magistratura occorre rispondere non solo ricordando quante volte il giudice emette sentenze diverse dalle richieste dell’accusa, che ci sono sentenze che hanno assolto esponenti del governo come Salvini e soprattutto che ci sono sentenze che dimostrano che per fortuna la magistratura &egrave; indipendente e emette sentenze a favore dei cittadini e dei lavoratori. Basta ricordare la decisione dei PM di Milano che hanno messo sotto accusa la filiale italiana di Glovo (consegne a domicilio) per caporalato e sfruttamento e insieme hanno nominato un commissario per consentire la continuazione dell’attivit&agrave; con l’obbligo di correggere gli aspetti contrari alla legge, per di pi&ugrave; nell’assordante silenzio del governo che pure avrebbe non poco da fare in materia.<br /><span style="font-weight: bold;"><br />Non seguiamo il governo nel suo alzare i toni</span><br /><br />Tuttavia guai a sottovalutare il tentativo del governo di alzare i toni per le macerie che lascer&agrave;.<br /><br />Sarebbe un errore sottovalutare l’avversario, ma ancora di pi&ugrave; non mettere in campo tutte le potenzialit&agrave; per fare vincere il No. Il governo sta usando tutto il potere che ha per vincere, dalla risonanza di cui gode sui media, fino a gettare ingenti risorse nella campagna elettorale. Il NO non ha speranza di surclassare questo potenziale finanziario e mediatico ma ha un’arma pi&ugrave; importante a disposizione ed &egrave; la mobilitazione di tutte le energie umane disponibili. È questo che ha cambiato i rapporti di forza rendendo contendibile il risultato referendario, ma c’&egrave; ancora molto da fare. Ci sono margini ancora non utilizzati. Ad esempio sono molto importanti gli appelli, le iniziative prese dalle persone che entrano in campo e si pronunciano. Dobbiamo puntare sul protagonismo delle persone, dei singoli chiamandoli ad aiutare, a sostenere la campagna del NO. Moltiplichiamo gli appelli, le prese di posizione, le iniziative per informare e costruire rapporti con le persone. Su questo il No &egrave; pi&ugrave; forte, pu&ograve; contare su una maggiore passione politica e pu&ograve; contrastare il peso dei finanziamenti ingenti su cui pu&ograve; contare il Si.<br /><br />Dobbiamo essere non solo inclusivi ma sollecitatori di energie, di protagonismi per estendere il pi&ugrave; possibile la partecipazione, come &egrave; stato fatto con la raccolta delle firme che hanno rappresentato un importante volano di mobilitazione fino alla fine di gennaio, i 546.000 firmatari possono essere un punto di forza ineguagliabile.<br />È vero che ci sono posizioni per il Si che vengono dal mondo dell’opposizione in senso lato. È un diritto avere posizioni diverse, ma proprio per questo non debbono esserci timidezze o malintesi. Oggi la situazione non &egrave; pi&ugrave; quella della bicamerale, qualunque sia il giudizio su quella esperienza. Questa controriforma sulla giustizia Meloni/Nordio &egrave; stata confezionata dal governo, imposta al parlamento (non dimentichiamo che il ruolo del parlamento &egrave; arrivato al ruolo pi&ugrave; mortificante con la destra al governo), l’opposizione &egrave; stata ignorata. Tanto che i protagonisti dell’epoca della bicamerale sono oggi per il No. Funzionerebbe meglio la giustizia se i magistrati fossero pi&ugrave; dipendenti dal governo? No. L’esecutivo ha cancellato leggi (abuso d’ufficio) tolto strumenti (intercettazioni) all’attivit&agrave; degli inquirenti, se riuscisse a mettere sotto controllo i magistrati dividendoli tra PM e giudici, sottraendo al Csm spaccato in due il controllo disciplinare demandato ad un terzo organo, componendo i Csm con magistrati sorteggiati come se fosse una tombola, avremmo una magistratura pi&ugrave; debole, con meno identit&agrave;, meno capace di difendere la sua autonomia e indipendenza di giudizio dal governo.<br /><br />La separazione delle carriere &egrave; una foglia di fico che non riesce a nascondere il vero obiettivo di rompere i legami tra i magistrati continuando nel vittimismo stucchevole di una magistratura che avrebbe l’obiettivo di mettere in difficolt&agrave; il governo mentre &egrave; proprio il governo che fa leggi contrarie ai principi costituzionali e che non funzionano. Il vero obiettivo di questa campagna contro la magistratura &egrave; ottenere che i provvedimenti del governo siano attuati senza controlli di legittimit&agrave; sulle regole scritte. I provvedimenti del governo sono inattuabili e censurabili perch&eacute; sono scritti male, sono manifesti di propaganda non leggi rispettose dei principi fondamentali della Costituzione. Per questo la Costituzione sta stretta al governo e la vuole cambiare. Si sta rendendo conto che i vincoli costituzionali esistono e vuole rimuoverli cambiando la Costituzione, su cui pure il governo ha giurato. È evidente un percorso che delinea la fuoruscita dalla Costituzione del 1948, di cui fanno parte una nuova legge elettorale che regali la maggioranza a chi non la raggiunge, il premierato in cui il voto diretto sul capo del governo concentri i poteri sul capo dell’esecutivo sottraendo poteri al presidente della repubblica, riducendo il parlamento ad essere subalterno al governo. L’articolazione dei poteri dello stato in esecutivo, legislativo e giudiziario, fondamento della Costituzione del 1948, con reciproca autonomia e controllo rischia di saltare e il governo assumerebbe su di s&eacute; un ruolo di primazia sugli altri.<br /><br />Non si pu&ograve; giudicare questa controriforma sulla magistratura ignorandone il significato di grimaldello anti Costituzione che sta assumendo, anche chi pensa che alcune misure siano accettabili dovrebbe considerare con pi&ugrave; attenzione le conseguenze istituzionali e democratiche che avrebbe la vittoria dei Si.<br />C’&egrave; il merito e c’&egrave; il contesto, aspetti fortemente legati tra loro.<br />È evidente che il 22/23 marzo in gioco ci sar&agrave; molto di pi&ugrave; della controriforma sulla magistratura e quindi &egrave; il momento di dare una sveglia generale a tutte le energie democratiche per arrivare a mettere in campo un fronte ampio, forte, in grado di fare vincere il No, che sarebbe la migliore risposta alle sparate incendiarie di Nordio e di Giorgia Meloni. Cosa accadr&agrave; al destino del governo si vedr&agrave;, per ora &egrave; importante difendere Costituzione e democrazia da un attacco mai visto finora, facendo vincere il No, unico modo per fermare la controriforma Meloni/Nordio.</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=877]]></link>
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	<dc:date>2026-02-20T19:30:19+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alfiero Grandi</dc:creator>
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