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.::Pubblicato in data: 16/10/2026 in Nucleare, letto 47 volte
articolo del 16 ottobre 2026 su Il Fatto
.::Pubblicato in data: 24/09/2026 in Politica, letto 62 volte
articolo del 24 settembre 2025 su Il Fatto
.::Pubblicato in data: 24/09/2026 in Politica, letto 47 volte
(www.adista.it - 24 settembre 2026)
L’aula del Senato ha approvato ieri, 23 settembre, in via definitiva il disegno di legge delega Pichetto sul nucleare, già approvato alla Camera. Lo scopo del provvedimento, che delega il governo a emanare decreti che disciplinino la materia, è di ridare all'Italia una normativa sulle centrali atomiche per permetterne la riapertura. Le centrali nucleari sono chiuse in Italia dal 1987 su volontà del popolo italiana espressa in un referendum. Il referendum del 2011 confermò il no all’uso dell’energia atomica.
Dal Coordinamento per la Democrazia costituzionale, nella persona del vicepresidente Alfiero Grandi, la denuncia che «la legge sul nucleare mette in contrapposizione le decisioni del Parlamento con il voto dei cittadini» e «mettere il Parlamento contro i cittadini è una ferita alla democrazia e alla Costituzione»:“Pichetto Fratin e Giorgia Meloni sono contenti di avere ottenuto l’approvazione definitiva della legge per il ritorno al nucleare in Italia. Lo erano anche Scaiola e Berlusconi, poi arrivò il referendum del 2011 e furono meno contenti, la legge fu cancellata. Questa volta il governo non ha detto, come invece per la legge costituzionale sulla magistratura, che promuoverà il referendum, cercando così di dimostrare che la maggioranza degli italiani vuole il nucleare chiedendo di votare No alla cancellazione. Evidentemente non è così sicuro di interpretarne la volontà. Questa legge è un obbrobrio, il governo ottiene deleghe a fare tutto e il suo contrario, a emanare decreti correttivi per anni, a centralizzare le autorizzazioni in barba ai poteri degli Enti locali e delle Regioni. La Lega dormiva? Pichetto per l’eolico off shore ha decentrato tutto, tanto non c’era fretta. Infatti non c’è un impianto approvato, eppure richiedono solo qualche anno per essere realizzati e nell’insieme darebbero energia elettrica più del nucleare e a costi minori. La questione più grave è che la destra che voleva il premierato, cioè l’investitura popolare del capo del governo, impone con questa legge il ritorno al nucleare contro il voto popolare. Dov’è la coerenza? Il popolo va bene solo quando ti dà ragione? La legge sul nucleare mette in contrapposizione le decisioni del parlamento con il voto dei cittadini, che a maggioranza degli aventi diritto al voto si è espresso contro. Mettere il parlamento contro i cittadini è una ferita alla democrazia e alla Costituzione. C’è chi dice che è passato molto tempo dai referendum; bene chiediamo allora un pronunciamento della Corte, che ne aveva già emessi altri, tutti a tutela dell’esito dei referendum, e vediamo cosa ne pensa. Altrimenti c’è sempre la possibilità del referendum abrogativo, del resto non c’è 2 senza 3, dicono.”
.::Pubblicato in data: 14/09/2026 in Politica, letto 57 volte
(www.adista.it - 14 settembre 2026)
Nel referendum costituzionale del 22/23 marzo scorso si è realizzato un risultato fomidabile, il No ha ottenuto 5 milioni di voti in più di quelli su cui la coalizione alternativa alla destra può contare, sconfitto l’attacco alla magistratura e alla Costituzione e insieme verificate le condizioni per una sconfitta elettorale della destra. Una parte importante sono elettori che si astenevano e sono tornati a votare. Altri elettori di destra che non hanno condiviso il tentato linciaggio della magistratura e l’attacco alla Costituzione repubblicana che dal 1948 regola la democrazia italiana. Il risultato emerge dal confronto tra la percentuale di voti per il No molto alta nel mezzogiorno a cui corrisponde un incremento minore in voti assoluti. Infine i giovani si sono schierati a maggioranza per il No. In sostanza è emerso un forte movimento nell’elettorato, ma i sondaggi indicano scostamenti minimi, semmai è Vannacci la novità che preoccupa la destra. Sappiamo che non c’è automatismo tra voto nel referendum e voto per l’opposizione nelle prossime elezioni. Quelli disponibili vanno convinti, gli va almeno chiesto il voto. Dopo 5 mesi ancora non ci si è rivolti a loro rivendicando l’eredità della battaglia su Costituzione e democrazia. Anzi la sera del 23 marzo sono state lanciate le primarie, sottovalutando che i veri protagonisti del voto sono stati elettrici ed elettori. Sembrava in corso un ripensamento ma a fine agosto sono tornate in primo piano le primarie, dimenticando che se dai centralità alla scelta del leader della coalizione inevitabilmente il ruolo del programma della coalizione ne viene indebolito, ma è esattamente quello a cui le persone prestano attenzione... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 11/09/2026 in Politica, letto 184 volte
(www.adista.it - 11 settembre 2026)
Clamorosa retromarcia di Fratelli d’Italia sulla legge elettorale, ma così la destra si avvicina al traguardo. La destra, divisa e confusa ha chiaro solo che non vuole abbandonare il potere conquistato per i gravi errori dell’attuale opposizione che si è divisa nel 2022. Questa legge serve a questo obiettivo. Va denunciato l’uso strumentale, si potrebbe dire privato, di un bene pubblico come la legge elettorale che non consentirà agli elettori di decidere i parlamentari che li debbono rappresentare. Elezionie campagne elettorali Questa legge elettorale così è ancora più incostituzionale. La giravolta di Giorgia Meloni aumenta le ragioni di incostituzionalità. La legge impone di scrivere il nome del candidato Presidente del Consiglio per costringere il Presidente della Repubblica ad accettarlo, va contro l’articolo 92 della Costituzione, e impone a tutti i partiti di indicarlo se vogliono partecipare pienamente alla competizione elettorale. Il voto dei cittadini non sarà più del tutto libero e tanto meno uguale perché chi vince si prende 70 deputati e 35 senatori e i nomi sono decisi dall’alto, le preferenze, dopo la rinuncia di Giorgia Meloni resteranno per una piccola riserva indiana di parlamentari. Va sostenuta l’iniziativa della Rete per un voto libero ed uguale che sta già organizzando avvocati, cittadini sottoscrittori, iniziative politiche e finanziarie per presentare i ricorsi alla magistratura sull’incostituzionalità della legge appena entrerà in vigore. Anche i parlamentari dell’opposizione debbono partecipare alla sottoscrizione dei ricorsi insieme ai cittadin... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 25/08/2026 in Politica, letto 119 volte
(www.strisciarossa.it - 25 agosto luglio 2026)
Il confronto per costruire la coalizione costituzionale alternativa sta partendo di nuovo in modo non convincente. Dopo il referendum costituzionale del 22-23 marzo scorso c’è stata una prima partenza sbagliata, precipitata sule primarie per scegliere il leader dell’alternativa alla destra. Vista la diffusa memoria corta meglio ricordare quella fase. Si sono sommati più errori. Mentre il referendum metteva in campo una grande e per certi versi inattesa vittoria si doveva concentrare l’attenzione su come raccogliere e tentare di rappresentare sul piano politico questa spinta. Fino ad oggi non è stato fatto, si vede dai risultati dei sondaggi che indicano spostamenti dello zero virgola, non paragonabili alla spinta di 5 milioni di elettori in più. Certo non è un automatismo che il voto referendario si trasferisca sulla alternativa politica, è un risultato che va conquistato. Basta riflettere sul voto nel mezzogiorno dove alla destra sono mancati molti voti malgrado gli appelli assillanti, ma non è automatico che si trasferiscano nelle prossime elezioni politiche sull’alternativa. Per ottenere il massimo risultato occorre dimostrare il rischio che rappresenta la destra al potere per la Costituzione, per la stessa qualità della democrazia, per la frantumazione sociale e politica che provocano le decisioni del governo. Il fronte progressista vanifica la formidabile spinta del referendum sulla giustiziaSe ora tornano al centro dell’attenzione le primarie anziché le ragioni che motivano la validità di un’alternativa costituzionale e le scelte politiche conseguenti, Giorgia Meloni potrebbe averne un aiuto imprevisto... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 14/07/2026 in Politica, letto 206 volte
(www.strisciarossa.it - 14 luglio 2026)
La destra manifesta un’evidente antipatia per la Costituzione italiana, democratica e nata dalla Resistenza. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio e tuttavia l’egemonia sulla destra è di FdI, che per di più oggi subisce la concorrenza delle posizioni apertamente fasciste di Vannacci. Una competizione che avviene quindi sulla destra.
Le gravi dichiarazioni di Pier Silvio Berlusconi, formalmente senza incarichi politici ma influente su Forza Italia, il quale ha sostenuto che Vannacci va recuperato nello schieramento della destra, dimostrano che pur di vincere vengono messi in naftalina i principi liberali e democratici tanto sbandierati da FI e si punta apertamente ad un accordo per il potere, per vincere ad ogni costo.
Quindi l’opposizione attuale ha il dovere di presentare alle elettrici e agli elettori la sua proposta che non può che essere alternativa alla destra. Se qualcuno non è d’accordo pazienza, ce ne faremo una ragione.
Perché la Costituzione non piace alla destra
La destra ha indicato le ragioni del suo malessere verso la Costituzione. Non ha ancora detto tutto, ma è già arrivata l’autonomia differenziata di Calderoli, mutilata dalle sentenze della Corte costituzionale, che ha affermato perfino che vigilerà sul rispetto delle sue sentenze del dicembre 2024 e del gennaio 2025, ma non si sa come e quando perché le normative sono limitate per il ricorso alla Consulta.
Eppure Calderoli sta ciurlando nel manico in modo talmente evidente da balzare agli occhi, visto che un elemento delle sentenze della Corte era che si potevano concedere poteri solo ad alcune regioni se fondati su reali elementi di diversità. Ma le intese con Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria sono identiche, stessi poteri, stesse conseguenze. Insomma intese identiche che semmai dovrebbero portare a decentrare a tutte le regioni gli stessi poteri.
Ma a quel punto salterebbe il vincolo di invarianza del bilancio dello Stato, che per la verità salterebbe comunque con queste 4 intese ma dato che il governo finge di non vedere (non solo Calderoli, anche Giorgetti e Meloni) il ricorso potrà essere fatto solo dopo l’approvazione delle leggi relative... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 11/07/2026 in Politica, letto 179 volte
(www.ilfattoquotidiano.it -11 luglio 2026)
E’ evidente la contraddizione logica tra un’Ucraina che reggerebbe all’invasione di Putin con forza e addirittura per alcuni starebbe per capovolgere le sorti della guerra imponendone la fine e chi afferma che la Russia è pronta ad aggredire l’Europa. Qualcosa nel ragionamento non funziona. Se la Russia è alle corde, vicina al collasso come potrà aggredire l’Europa ? Come può questa contraddizione diventare una verità rivelata a fondamento del riarmo urgente e costoso, ma che in realtà è stato imposto da Trump per costringere gli europei a comprare armi Usa. Il Consiglio europeo ha preso una decisione particolarmente grave che mette il turbo alla spinta al riarmo dei paesi europei, in particolare della Nato. In sostanza la decisione del Consiglio europeo serve a finanziare tutte le iniziative che sono dual use: civile e militare, prima non era possibile. L’uso di questo termine è diventato comune quando i movimenti per la pace hanno contestato accordi tra Università o centri di ricerca italiani con Israele, che in realtà usava questa collaborazione civile per far transitare tecnologie e conoscenze dal civile al militare. In sostanza è stato rivelato che accordi apparentemente civili, che nulla avrebbero dovuto avere a che fare con la guerra, diventavano di fatto un sostegno all’apparato militare israeliano, non solo a Gaza, ma nel delirio di potenza nell’area, dove è impegnato in ben 7 guerre contemporaneamente. La scelta del Consiglio europeo è particolarmente grave perché prevede esplicitamente un sostegno a tutto campo a piccole aziende e start up avendo ben presente che si tratta in genere dell’informatica più avanzata, dell’Intelligenza artificiale, che quindi possono dare un apporto importante con una rete diffusa in tante aziende troppo piccole per fare da sole, ma che con contributi significativi e raccordi in progetti possono essere inserite in un disegno di sviluppo innovativo armato, o almeno dual use... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 28/06/2026 in Politica, letto 180 volte
(www.strisciarossa.it - 28 giugno 2026)
Nella sala Carroccio del Campidoglio è stato presentato il volume di poesie di Antonio Pileggi “Il ripudio della guerra”, che si aggiunge al precedente “Ius pacis”.
Conosco Antonio da anni. Abbiamo partecipato, insieme a tanti altri, alla difesa della Costituzione nel Coordinamento per la Democrazia costituzionale, che ebbe un ruolo determinante nel 2016 nel referendum che cancellò quella che Besostri definì la deforma della Costituzione, voluta da Matteo Renzi.
La questione non è – parafrasando Moretti – se si vede di più la presenza di Renzi o la sua assenza nella foto emblematica con cui 4 leader hanno voluto dare il segnale che l’opposizione sta avviando la preparazione dell’alternativa alla destra. Destra che sta facendo carte false per rimanere al potere.
Un libro di Antonio Pileggi
Nessuno può escludere a priori altri se intendono contribuire alla sconfitta della destra che ha bisogno di contributi diversi per vincere, tuttavia il segnale dell’assemblea Fiom va tenuto in conto. La soluzione può venire solo con la scelta politica della coalizione sulla Costituzione... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 16/06/2026 in Politica, letto 222 volte
(www.strisciarossa.it - 16 giugno 2026)
I partiti di opposizione disponibili a creare un’alternativa credibile alla destra stanno sottovalutando alcuni problemi.
Il cambiamento di governo è una necessità, per certi versi un’urgenza. La difficoltà principale è che gli elettori sono sostanzialmente spettatori di quanto accade tra i partiti che non indicano modalità unitarie per partecipare, contribuire a chiudere questo nefasto governo della destra.
Il referendum costituzionale del marzo scorso ne è la prova evidente. A 3 mesi da un risultato eccezionale (elettori che sono tornati a votare e un consenso importante tra i giovani) questa forte indicazione non è stata raccolta. Eppure era la priorità perché non è scontato che i voti nel referendum diventino consensi all’alternativa.
Due sono stati i fattori decisivi: difesa della Costituzione e consapevolezza che quel voto contava e non poteva essere tradito. La discussione tra i partiti sull’alternativa alla destra non è partita bene, non ha saputo parlare alla novità del risultato referendario.
Il tempo stringe, si rischia di perdere la spinta del Referendum
Il tempo stringe. Il rischio di perdere questa spinta propulsiva esiste. L’urgenza dei problemi è tale che si rischiano incomprensioni nel rapporto con elettori che vogliono capire ed essere coinvolti, non solo dai singoli partiti ma in una discussione sul futuro, sulle scelte. Puntare solo sulla legge elettorale, pur importante, può non bastare per arrivare al cuore e alla mente di chi deve essere convinto.
Per esempio la situazione dell’ex Ilva, la più grande acciaieria europea. Oggi ridotta in condizioni che gridano vendetta, con il rischio di una crisi senza via d’uscita. Giustamente il presidente della Puglia Decaro ha proposto che lo Stato prenda direttamente in mano l’azienda per il periodo necessario, facendo l’ineludibile riconversione green e gli investimenti necessari, come già hanno fatto con successo altre aziende in Europa e in Italia... Continua a leggere...
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