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.::Pubblicato in data: 14/07/2026 in Politica, letto 52 volte
(www.strisciarossa.it - 14 luglio 2026)
La destra manifesta un’evidente antipatia per la Costituzione italiana, democratica e nata dalla Resistenza. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio e tuttavia l’egemonia sulla destra è di FdI, che per di più oggi subisce la concorrenza delle posizioni apertamente fasciste di Vannacci. Una competizione che avviene quindi sulla destra.
Le gravi dichiarazioni di Pier Silvio Berlusconi, formalmente senza incarichi politici ma influente su Forza Italia, il quale ha sostenuto che Vannacci va recuperato nello schieramento della destra, dimostrano che pur di vincere vengono messi in naftalina i principi liberali e democratici tanto sbandierati da FI e si punta apertamente ad un accordo per il potere, per vincere ad ogni costo.
Quindi l’opposizione attuale ha il dovere di presentare alle elettrici e agli elettori la sua proposta che non può che essere alternativa alla destra. Se qualcuno non è d’accordo pazienza, ce ne faremo una ragione.
Perché la Costituzione non piace alla destra
La destra ha indicato le ragioni del suo malessere verso la Costituzione. Non ha ancora detto tutto, ma è già arrivata l’autonomia differenziata di Calderoli, mutilata dalle sentenze della Corte costituzionale, che ha affermato perfino che vigilerà sul rispetto delle sue sentenze del dicembre 2024 e del gennaio 2025, ma non si sa come e quando perché le normative sono limitate per il ricorso alla Consulta.
Eppure Calderoli sta ciurlando nel manico in modo talmente evidente da balzare agli occhi, visto che un elemento delle sentenze della Corte era che si potevano concedere poteri solo ad alcune regioni se fondati su reali elementi di diversità. Ma le intese con Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria sono identiche, stessi poteri, stesse conseguenze. Insomma intese identiche che semmai dovrebbero portare a decentrare a tutte le regioni gli stessi poteri.
Ma a quel punto salterebbe il vincolo di invarianza del bilancio dello Stato, che per la verità salterebbe comunque con queste 4 intese ma dato che il governo finge di non vedere (non solo Calderoli, anche Giorgetti e Meloni) il ricorso potrà essere fatto solo dopo l’approvazione delle leggi relative... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 11/07/2026 in Politica, letto 58 volte
(www.ilfattoquotidiano.it -11 luglio 2026)
E’ evidente la contraddizione logica tra un’Ucraina che reggerebbe all’invasione di Putin con forza e addirittura per alcuni starebbe per capovolgere le sorti della guerra imponendone la fine e chi afferma che la Russia è pronta ad aggredire l’Europa. Qualcosa nel ragionamento non funziona. Se la Russia è alle corde, vicina al collasso come potrà aggredire l’Europa ? Come può questa contraddizione diventare una verità rivelata a fondamento del riarmo urgente e costoso, ma che in realtà è stato imposto da Trump per costringere gli europei a comprare armi Usa. Il Consiglio europeo ha preso una decisione particolarmente grave che mette il turbo alla spinta al riarmo dei paesi europei, in particolare della Nato. In sostanza la decisione del Consiglio europeo serve a finanziare tutte le iniziative che sono dual use: civile e militare, prima non era possibile. L’uso di questo termine è diventato comune quando i movimenti per la pace hanno contestato accordi tra Università o centri di ricerca italiani con Israele, che in realtà usava questa collaborazione civile per far transitare tecnologie e conoscenze dal civile al militare. In sostanza è stato rivelato che accordi apparentemente civili, che nulla avrebbero dovuto avere a che fare con la guerra, diventavano di fatto un sostegno all’apparato militare israeliano, non solo a Gaza, ma nel delirio di potenza nell’area, dove è impegnato in ben 7 guerre contemporaneamente. La scelta del Consiglio europeo è particolarmente grave perché prevede esplicitamente un sostegno a tutto campo a piccole aziende e start up avendo ben presente che si tratta in genere dell’informatica più avanzata, dell’Intelligenza artificiale, che quindi possono dare un apporto importante con una rete diffusa in tante aziende troppo piccole per fare da sole, ma che con contributi significativi e raccordi in progetti possono essere inserite in un disegno di sviluppo innovativo armato, o almeno dual use... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 28/06/2026 in Politica, letto 64 volte
(www.strisciarossa.it - 28 giugno 2026)
Nella sala Carroccio del Campidoglio è stato presentato il volume di poesie di Antonio Pileggi “Il ripudio della guerra”, che si aggiunge al precedente “Ius pacis”.
Conosco Antonio da anni. Abbiamo partecipato, insieme a tanti altri, alla difesa della Costituzione nel Coordinamento per la Democrazia costituzionale, che ebbe un ruolo determinante nel 2016 nel referendum che cancellò quella che Besostri definì la deforma della Costituzione, voluta da Matteo Renzi.
La questione non è – parafrasando Moretti – se si vede di più la presenza di Renzi o la sua assenza nella foto emblematica con cui 4 leader hanno voluto dare il segnale che l’opposizione sta avviando la preparazione dell’alternativa alla destra. Destra che sta facendo carte false per rimanere al potere.
Un libro di Antonio Pileggi
Nessuno può escludere a priori altri se intendono contribuire alla sconfitta della destra che ha bisogno di contributi diversi per vincere, tuttavia il segnale dell’assemblea Fiom va tenuto in conto. La soluzione può venire solo con la scelta politica della coalizione sulla Costituzione... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 16/06/2026 in Politica, letto 109 volte
(www.strisciarossa.it - 16 giugno 2026)
I partiti di opposizione disponibili a creare un’alternativa credibile alla destra stanno sottovalutando alcuni problemi.
Il cambiamento di governo è una necessità, per certi versi un’urgenza. La difficoltà principale è che gli elettori sono sostanzialmente spettatori di quanto accade tra i partiti che non indicano modalità unitarie per partecipare, contribuire a chiudere questo nefasto governo della destra.
Il referendum costituzionale del marzo scorso ne è la prova evidente. A 3 mesi da un risultato eccezionale (elettori che sono tornati a votare e un consenso importante tra i giovani) questa forte indicazione non è stata raccolta. Eppure era la priorità perché non è scontato che i voti nel referendum diventino consensi all’alternativa.
Due sono stati i fattori decisivi: difesa della Costituzione e consapevolezza che quel voto contava e non poteva essere tradito. La discussione tra i partiti sull’alternativa alla destra non è partita bene, non ha saputo parlare alla novità del risultato referendario.
Il tempo stringe, si rischia di perdere la spinta del Referendum
Il tempo stringe. Il rischio di perdere questa spinta propulsiva esiste. L’urgenza dei problemi è tale che si rischiano incomprensioni nel rapporto con elettori che vogliono capire ed essere coinvolti, non solo dai singoli partiti ma in una discussione sul futuro, sulle scelte. Puntare solo sulla legge elettorale, pur importante, può non bastare per arrivare al cuore e alla mente di chi deve essere convinto.
Per esempio la situazione dell’ex Ilva, la più grande acciaieria europea. Oggi ridotta in condizioni che gridano vendetta, con il rischio di una crisi senza via d’uscita. Giustamente il presidente della Puglia Decaro ha proposto che lo Stato prenda direttamente in mano l’azienda per il periodo necessario, facendo l’ineludibile riconversione green e gli investimenti necessari, come già hanno fatto con successo altre aziende in Europa e in Italia... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 04/06/2026 in Nucleare, letto 110 volte
(l’Unità - 4 giugno 2026)
Sì al nucleare anche se l’Italia ha detto No. Il Governo è eversivo
Dopo la folle crociata contro il green deal, che ha mandato Ko il nostro auto motive e nuove opportunità di crescita, Meloni è alle strette e rilancia un piano già bocciato per due volte con referendum Il governo vuole reintrodurre il nucleare in Italia, fregandosene dei due referendum che hanno detto no. Le opposizioni che aspirano a conquistare il consenso per costituire un governo di alternativa politica dopo debbono comprendere la pericolosità e per certi versi il carattere eversivo della posizione del governo per la democrazia italiana. A cosa serve votare se poi parlamento e governo, approfittando di una maggioranza parlamentare che governa grazie ad un premio di maggioranza del 15 %, contraddicono il voto delle elettrici e degli elettori ? Questo governo sconfitto nel referendum che aveva voluto, convinto di ottenere un plebiscito sulla magistratura, è in affanno e punta a ribaltare quel risultato negativo (per il governo) con il nucleare... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 03/06/2026 in Nucleare, letto 121 volte
(Il Fatto quotidiano 3 giugno 2026) Dopo la debacle, ora ci riprovano con un tema già deciso dalla CorteInizia alla Camera l’esame della proposta del governo per il ritorno al nucleare. Non è solo problema di politica energetica, di ambiente e di sicurezza, ma è anzitutto una grande questione di democrazia e di Costituzione. Meloni vuole la legge entro l’estate perché le destre non sono in grado di correggere gli errori e non capiscono il risultato del referendum costituzionale che ha bocciato il loro attacco all’indipendenza della magistratura. Se dopo l’esito del referendum costituzionale sulla magistratura passasse questo attacco frontale ai referendum abrogativi del 1987 e del 2011 si aprirebbe una crisi di credibilità democratica, istituzionale e costituzionale. Sarebbe un pessimo segnale affossare i risultati dei referendum abrogativi sul nucleare dopo il voto sulla Costituzione. Chi si è convinto che il suo voto era utile ora potrebbe ripensarci... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 30/05/2026 in Nucleare, letto 107 volte
(www.strisciarossa.it - 30 maggio 2026)
Il recente voto amministrativo è meno brutto di come l’informazione l’ha presentato, (vedi Ciliberto su Strisciarossa due giorni fa) è curioso che siano altre testate, attente e meno corrive alla propaganda meloniana, a correggere le esagerazioni, inoltre c’è il ballottaggio tra non molto, il totale si farà alla fine. Certo si può concordare con chi mette in luce la differenza abissale tra la spinta potenziale messa in evidenza dal referendum costituzionale del 22/23 marzo, al punto da suscitare qualche entusiasmo di troppo, e questo esito che non segnala lo sfondamento dell’opposizione, semmai è una guerra di posizione, con sfumature che non rientrano nei canoni consueti. Evitiamo il contrario dell’entusiasmo post referendario. Una riflessione profonda sulla CostituzioneI giovani e una parte importante di quanti si erano astenuti in precedenza hanno fatto la differenza nel referendum. Le ragioni confluite nel risultato finale sono più di una ma riguardano un segnale di discontinuità che si voleva dare al paese. Anzitutto sulla Costituzione. Dovrebbe essere chiara la velleità di chi ha cercato di manometterla, contraddicendo il ruolo strategico della Costituzione, che è un insieme di principi, valori, ruoli istituzionali attentamente vagliati, scritti in modo semplice, comprensibile ai più. Negli ultimi decenni troppo volte si è sbagliato a dare per scontato che la Costituzione al riparo da attacchi. Errore blu. La prima conseguenza ora dovrebbe essere proporre la Costituzione come materia scolastica insieme alla storia del periodo in cui fu scritta dopo la cacciata dei nazifascisti. Se è il fondamento dello stare insieme in Italia va almeno fatta conoscere, capire... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 26/05/2026 in Nucleare, letto 106 volte
Dopo due referendum abrogativi (1987 e 2011) che hanno bocciato il nucleare e dopo la debacle nel referendum sulla giustizia, il Governo ci riprova. Di nuovo proponendo il nucleare, spinto dalla disperazione per la manifesta incapacità di affrontare la crisi energetica. Sarebbe una scelta del tutto inadeguata e in violazione della Costituzione che, se praticata, porterebbe inevitabilmente a un nuovo referendum.
Giorgia Meloni al Senato ha reagito con violenza alla critiche, ritenendo, a torto, che toni altisonanti possano coprire la povertà dei risultati che il Governo può vantare. Per questo in vista della campagna elettorale, di fatto già iniziata, punta a rinserrare le file della destra al governo, sconvolte dalla vittoria del No nel referendum costituzionale. In questo pacchetto di iniziative c’è la legge elettorale concepita come un surrogato del premierato e un modo per cercare di non perdere le elezioni, ma con altri punti di rilievo, l’autonomia regionale differenziata per il momento sotto traccia ma che Calderoli è pronto a rilanciare fregandosene delle sentenze della Corte costituzionale e il ritorno al nucleare civile, in barba a ben due referendum abrogativi che hanno detto il contrario.
Lorenzo Bini Smaghi, della BCE, non un pericoloso ambientalista, in un’intervista ha detto: «Il green deal è stato rimesso in discussione perché troppo costoso per i cittadini. Oggi ci si accorge che ... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 16/05/2026 in Nucleare, letto 130 volte
(Sulla rivista dell'agenzia Adista, articolo sul nucleare civile che il governo vorrebbe reintrodurre in Italia articolo di Alfiero Grandi sul nucleare civile che il governo vorrebbe reintrodurre in Italia)
Lorenzo Bini Smaghi, BCE, in un’intervista ha detto: Il “green deal” è stato rimesso in discussione perché troppo costoso per i cittadini. Oggi ci si accorge che dipendere troppo dal fossile è ancora più costoso. Una valutazione che affonda l’attacco della destra al green deal da cui sono derivati passi indietro importanti. Prima ancora di una valutazione sulla utilità e sui rischi del nucleare da fissione per produrre energia elettrica la sua re-introduzione aggiungerebbe un altro tassello alla dipendenza dall’estero dell’Italia. Oggi ci si rende conto che la scelta di fondo sulle energie da fonti rinnovabili è indispensabile per contrastare il cambiamento climatico (che solo l’insostenibile posizione negazionista trumpiana può ritenere non obbligata) e ancora di più è conveniente per i costi inferiori e perché renderebbe il nostro paese sempre meno dipendente dalle crisi internazionali... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 28/04/2026 in Nucleare, letto 126 volte
Alla Camera inizia la discussione degli emendamenti sulla proposta di legge del governo per tornare al nucleare civile. Questa proposta è un programma politico revanchista per tornare al nucleare, aumentando la dipendenza dall’estero visto che non abbiamo le materie prime e per di più non aiuterebbe l’Italia ad affrontare la crisi energetica creata dalla guerra insensata di Trump all’Iran.
L’Italia ha già un costo dell’energia più alto dei competitori, ora rischia una crisi energetica che non verrebbe risolta dal pessimo provvedimento del governo, anzi a questo fine è inutile. Va ricordato che il governo ha rinviato la chiusura delle centrali elettriche a carbone, in assoluto le più inquinanti, al 2038.
Eppure è proprio il Ministro Pichetto Fratin ad affermare che “la produzione da fotovoltaico, eolico, idroelettrico costa meno dell’energia elettrica prodotta dal gas e che se per il 2030 riuscissimo a raggiungere la metà dei nostri consumi da rinnovabili i prezzi calerebbero sensibilmente”.
Il governo potrebbe iniziare subito a ridurre i prezzi almeno per l’energia elettrica prodotta dalle fonti rinnovabili, ma Il Ministro dovrebbe ammettere che se le rinnovabili non aumentano di quanto sarebbe necessario per il 20230 la responsabilità è sua, visto che ha costruito un castello di regole che ne ritardano l’installazione... Continua a leggere...
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