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.::Pubblicato in data: 04/06/2026 in Nucleare, letto 43 volte
(l’Unità - 4 giugno 2026)
Sì al nucleare anche se l’Italia ha detto No. Il Governo è eversivo
Dopo la folle crociata contro il green deal, che ha mandato Ko il nostro auto motive e nuove opportunità di crescita, Meloni è alle strette e rilancia un piano già bocciato per due volte con referendum Il governo vuole reintrodurre il nucleare in Italia, fregandosene dei due referendum che hanno detto no. Le opposizioni che aspirano a conquistare il consenso per costituire un governo di alternativa politica dopo debbono comprendere la pericolosità e per certi versi il carattere eversivo della posizione del governo per la democrazia italiana. A cosa serve votare se poi parlamento e governo, approfittando di una maggioranza parlamentare che governa grazie ad un premio di maggioranza del 15 %, contraddicono il voto delle elettrici e degli elettori ? Questo governo sconfitto nel referendum che aveva voluto, convinto di ottenere un plebiscito sulla magistratura, è in affanno e punta a ribaltare quel risultato negativo (per il governo) con il nucleare... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 03/06/2026 in Nucleare, letto 54 volte
(Il Fatto quotidiano 3 giugno 2026) Dopo la debacle, ora ci riprovano con un tema già deciso dalla CorteInizia alla Camera l’esame della proposta del governo per il ritorno al nucleare. Non è solo problema di politica energetica, di ambiente e di sicurezza, ma è anzitutto una grande questione di democrazia e di Costituzione. Meloni vuole la legge entro l’estate perché le destre non sono in grado di correggere gli errori e non capiscono il risultato del referendum costituzionale che ha bocciato il loro attacco all’indipendenza della magistratura. Se dopo l’esito del referendum costituzionale sulla magistratura passasse questo attacco frontale ai referendum abrogativi del 1987 e del 2011 si aprirebbe una crisi di credibilità democratica, istituzionale e costituzionale. Sarebbe un pessimo segnale affossare i risultati dei referendum abrogativi sul nucleare dopo il voto sulla Costituzione. Chi si è convinto che il suo voto era utile ora potrebbe ripensarci... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 30/05/2026 in Nucleare, letto 53 volte
(www.strisciarossa.it - 30 maggio 2026)
Il recente voto amministrativo è meno brutto di come l’informazione l’ha presentato, (vedi Ciliberto su Strisciarossa due giorni fa) è curioso che siano altre testate, attente e meno corrive alla propaganda meloniana, a correggere le esagerazioni, inoltre c’è il ballottaggio tra non molto, il totale si farà alla fine. Certo si può concordare con chi mette in luce la differenza abissale tra la spinta potenziale messa in evidenza dal referendum costituzionale del 22/23 marzo, al punto da suscitare qualche entusiasmo di troppo, e questo esito che non segnala lo sfondamento dell’opposizione, semmai è una guerra di posizione, con sfumature che non rientrano nei canoni consueti. Evitiamo il contrario dell’entusiasmo post referendario. Una riflessione profonda sulla CostituzioneI giovani e una parte importante di quanti si erano astenuti in precedenza hanno fatto la differenza nel referendum. Le ragioni confluite nel risultato finale sono più di una ma riguardano un segnale di discontinuità che si voleva dare al paese. Anzitutto sulla Costituzione. Dovrebbe essere chiara la velleità di chi ha cercato di manometterla, contraddicendo il ruolo strategico della Costituzione, che è un insieme di principi, valori, ruoli istituzionali attentamente vagliati, scritti in modo semplice, comprensibile ai più. Negli ultimi decenni troppo volte si è sbagliato a dare per scontato che la Costituzione al riparo da attacchi. Errore blu. La prima conseguenza ora dovrebbe essere proporre la Costituzione come materia scolastica insieme alla storia del periodo in cui fu scritta dopo la cacciata dei nazifascisti. Se è il fondamento dello stare insieme in Italia va almeno fatta conoscere, capire... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 26/05/2026 in Nucleare, letto 68 volte
Dopo due referendum abrogativi (1987 e 2011) che hanno bocciato il nucleare e dopo la debacle nel referendum sulla giustizia, il Governo ci riprova. Di nuovo proponendo il nucleare, spinto dalla disperazione per la manifesta incapacità di affrontare la crisi energetica. Sarebbe una scelta del tutto inadeguata e in violazione della Costituzione che, se praticata, porterebbe inevitabilmente a un nuovo referendum.
Giorgia Meloni al Senato ha reagito con violenza alla critiche, ritenendo, a torto, che toni altisonanti possano coprire la povertà dei risultati che il Governo può vantare. Per questo in vista della campagna elettorale, di fatto già iniziata, punta a rinserrare le file della destra al governo, sconvolte dalla vittoria del No nel referendum costituzionale. In questo pacchetto di iniziative c’è la legge elettorale concepita come un surrogato del premierato e un modo per cercare di non perdere le elezioni, ma con altri punti di rilievo, l’autonomia regionale differenziata per il momento sotto traccia ma che Calderoli è pronto a rilanciare fregandosene delle sentenze della Corte costituzionale e il ritorno al nucleare civile, in barba a ben due referendum abrogativi che hanno detto il contrario.
Lorenzo Bini Smaghi, della BCE, non un pericoloso ambientalista, in un’intervista ha detto: «Il green deal è stato rimesso in discussione perché troppo costoso per i cittadini. Oggi ci si accorge che ... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 16/05/2026 in Nucleare, letto 94 volte
(Sulla rivista dell'agenzia Adista, articolo sul nucleare civile che il governo vorrebbe reintrodurre in Italia articolo di Alfiero Grandi sul nucleare civile che il governo vorrebbe reintrodurre in Italia)
Lorenzo Bini Smaghi, BCE, in un’intervista ha detto: Il “green deal” è stato rimesso in discussione perché troppo costoso per i cittadini. Oggi ci si accorge che dipendere troppo dal fossile è ancora più costoso. Una valutazione che affonda l’attacco della destra al green deal da cui sono derivati passi indietro importanti. Prima ancora di una valutazione sulla utilità e sui rischi del nucleare da fissione per produrre energia elettrica la sua re-introduzione aggiungerebbe un altro tassello alla dipendenza dall’estero dell’Italia. Oggi ci si rende conto che la scelta di fondo sulle energie da fonti rinnovabili è indispensabile per contrastare il cambiamento climatico (che solo l’insostenibile posizione negazionista trumpiana può ritenere non obbligata) e ancora di più è conveniente per i costi inferiori e perché renderebbe il nostro paese sempre meno dipendente dalle crisi internazionali... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 28/04/2026 in Nucleare, letto 91 volte
Alla Camera inizia la discussione degli emendamenti sulla proposta di legge del governo per tornare al nucleare civile. Questa proposta è un programma politico revanchista per tornare al nucleare, aumentando la dipendenza dall’estero visto che non abbiamo le materie prime e per di più non aiuterebbe l’Italia ad affrontare la crisi energetica creata dalla guerra insensata di Trump all’Iran.
L’Italia ha già un costo dell’energia più alto dei competitori, ora rischia una crisi energetica che non verrebbe risolta dal pessimo provvedimento del governo, anzi a questo fine è inutile. Va ricordato che il governo ha rinviato la chiusura delle centrali elettriche a carbone, in assoluto le più inquinanti, al 2038.
Eppure è proprio il Ministro Pichetto Fratin ad affermare che “la produzione da fotovoltaico, eolico, idroelettrico costa meno dell’energia elettrica prodotta dal gas e che se per il 2030 riuscissimo a raggiungere la metà dei nostri consumi da rinnovabili i prezzi calerebbero sensibilmente”.
Il governo potrebbe iniziare subito a ridurre i prezzi almeno per l’energia elettrica prodotta dalle fonti rinnovabili, ma Il Ministro dovrebbe ammettere che se le rinnovabili non aumentano di quanto sarebbe necessario per il 20230 la responsabilità è sua, visto che ha costruito un castello di regole che ne ritardano l’installazione... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 16/03/2026 in Politica, letto 150 volte
(www.strisciarossa.it - 16 marzo 2026)
Deve essere serio il rischio di perdere il referendum sulla legge Meloni/Nordio se Giorgia Meloni nel comizio di Milano ha rotto gli argini e ha usato per la polemica con il NO una demagogia di infimo ordine, insistendo nella delegittimazione della magistratura, creando a questo punto un serio problema sia politico che istituzionale. Può una Presidente del Consiglio che ha giurato sulla Costituzione picconare uno dei poteri fondamentali della democrazia italiana? Quando Cossiga molti anni fa ebbe un atteggiamento analogo fu sottoposto a impeachement, ora che si fa?... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 07/03/2026 in Politica, letto 143 volte

Iniziativa importante a Bologna, un Appello di intellettuali per il No al referendum
Presentazione di Alfiero Grandi, direttivo nazionale del Comitato della società civile per il NO
Persone di valore hanno sottoscritto l’adesione con cui hanno reso noto il loro impegno per il No nel referendum costituzionale sulla magistratura .
La legge Meloni/Nordio scritta dal governo e approvata dal parlamento senza che fosse consentito a deputati e senatori di cambiare neppure una virgola oggi può essere bloccata solo da elettrici ed elettori votando No il 22/23 marzo.
Con questa forzatura il governo ha già la responsabilità di avere annichilito il ruolo del parlamento, centrale nella nostra Costituzione del 1948.
Se dovesse prevalere il Sì il governo metterebbe a segno un ulteriore forzatura verso il ridimensionamento dell’indipendenza della magistratura, il cui ruolo è centrale per mantenere l’equilibrio tra i poteri che la Costituzione sancisce.
Non va dimenticato che appena la Corte dei Conti ha bocciato le procedure illegali con cui il governo voleva realizzare il ponte sullo stretto è stata approvata a tambur battente una legge che taglia il suo ruolo nel controllo dei conti pubblici e nel perseguire i reati degli amministratori pubblici infedeli.
Verso la magistratura ordinaria è in atto un vero e proprio “bullismo politico” da parte del governo. Non da parte di una generica politica ma da questo governo che non ha perso occasione per mesi nell’attaccare le sentenze sgradite dei giudici, fino ad indicare ai Pubblici Ministeri i reati da imputare come è accaduto dopo i fatti di Torino. Il governo ha compiuto un’opera sistematica di delegittimazione, il Ministro Nordio ha lanciato accuse gravissime al punto da costringere il Presidente della Repubblica a ricordare che il Csm è un organo costituzionale e va rispettato.
Il governo vuole che la legge Meloni/Nordio entri in vigore per spaccare il Consiglio della Magistratura in 3 parti, creando un Csm per i giudici, uno per i PM e una Corte ad hoc per giudicare i magistrati, malgrado l’art 102 della Costituzione vieti di istituire giudici speciali.
La rappresentanza dei magistrati nei Csm in futuro verrebbe estratta a sorte indebolendo la loro rappresentanza e il loro ruolo unitario a favore della rappresentanza politica nei Csm, per di più non si sa cosa voglia scrivere il governo nei provvedimenti attuativi... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 05/03/2026 in Politica, letto 166 volte
(www.strisciarossa.it - 5 marzo 2026)
Giorgia Meloni ha attaccato numerose sentenze dileggiando le decisioni dei giudici per descrivere una magistratura inadeguata. Un atteggiamento non degno di una Presidente del Consiglio. Quando la Corte dei Conti ha dimostrato che le norme in vigore – italiane ed europee – non consentivano di procedere con il ponte sullo stretto il governo ha gridato all’invasione di campo dei magistrati ed è subito stata approvata una legge per tagliare le unghie ai controlli dei magistrati contabili. Il Ministro Nordio, noto gaffeur, ha dichiarato che il CSM sarebbe dedito a pratiche para-mafiose dimenticando (?) che lo presiede il Presidente della Repubblica. Infatti Mattarella ha dovuto reagire partecipando alla prima riunione del Csm per difenderne il ruolo previsto dalla Costituzione e invitando ad abbassare i toni nella campagna referendaria... Continua a leggere...
.::Pubblicato in data: 20/02/2026 in Politica, letto 158 volte
(www.strisciarossa.it - 20 febbraio 2026)
Giorgia Meloni ha fatto dichiarazioni gravi sulla magistratura, stonate se vengono dalla Presidente del Consiglio che agisce come capo di una fazione, forte della maggioranza parlamentare ma molto lontana dalla postura di chi dovrebbe governare per tutta l’Italia, anche per conto di chi non l’ha votata. Ha detto agli inquirenti quali reati dovevano attribuire agli arrestati a Torino, al giudice di Palermo ha contestato la sentenza sulla Sea Watch, nave salva migranti, trattenuta illegalmente in fermo per 6 mesi. Ormai la Presidente del Consiglio ritiene di avere il diritto e il potere di sostituirsi ai giudici e questo dice chiaramente qual è l’obiettivo della controriforma Meloni/Nordio sulla magistratura. Del resto questa postura che invade di altri poteri dello Stato come la magistratura è in forte sintonia con lo stile imposto da Trump e dal movimento MAGA, da cui ha preso le distanze perfino il “pericoloso” Merz, capo del governo tedesco, staccatosi da questa deriva negli Usa proprio sull’esercizio dei diritti fondamentali... Continua a leggere...
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