Follia: danno Putin alle corde e l’Europa si arma per la Russia
(www.ilfattoquotidiano.it -11 luglio 2026)
E’ evidente la contraddizione logica tra un’Ucraina che reggerebbe all’invasione di Putin con forza e addirittura per alcuni starebbe per capovolgere le sorti della guerra imponendone la fine e chi afferma che la Russia è pronta ad aggredire l’Europa. Qualcosa nel ragionamento non funziona. Se la Russia è alle corde, vicina al collasso come potrà aggredire l’Europa ? Come può questa contraddizione diventare una verità rivelata a fondamento del riarmo urgente e costoso, ma che in realtà è stato imposto da Trump per costringere gli europei a comprare armi Usa.
Il Consiglio europeo ha preso una decisione particolarmente grave che mette il turbo alla spinta al riarmo dei paesi europei, in particolare della Nato. In sostanza la decisione del Consiglio europeo serve a finanziare tutte le iniziative che sono dual use: civile e militare, prima non era possibile. L’uso di questo termine è diventato comune quando i movimenti per la pace hanno contestato accordi tra Università o centri di ricerca italiani con Israele, che in realtà usava questa collaborazione civile per far transitare tecnologie e conoscenze dal civile al militare. In sostanza è stato rivelato che accordi apparentemente civili, che nulla avrebbero dovuto avere a che fare con la guerra, diventavano di fatto un sostegno all’apparato militare israeliano, non solo a Gaza, ma nel delirio di potenza nell’area, dove è impegnato in ben 7 guerre contemporaneamente.
La scelta del Consiglio europeo è particolarmente grave perché prevede esplicitamente un sostegno a tutto campo a piccole aziende e start up avendo ben presente che si tratta in genere dell’informatica più avanzata, dell’Intelligenza artificiale, che quindi possono dare un apporto importante con una rete diffusa in tante aziende troppo piccole per fare da sole, ma che con contributi significativi e raccordi in progetti possono essere inserite in un disegno di sviluppo innovativo armato, o almeno dual use.
Particolarmente rilevante la parte che collega cyber e difesa, aprendo evidentemente al settore spazio, ai droni, ai sistemi di difesa e di attacco nell’ambito dell’EIC step defence con nuove risorse a sostegno dell’innovazione.
Questi sostegni sono previsti per chi opera nello spazio europeo, ma ora viene aggiunta l’Ucraina e gli argini saltano, mettendo l’Unione europea direttamente in rapporto con l’Ucraina, non più con il solo sostegno di armi ma con l’integrazione nella progettazione e nella produzione di sistemi di armamenti. Zelensky da tempo punta a coinvolgere l’Europa nella guerra, come prima ha cercato di fare con gli Usa.
Questo sarebbe uno slittamento ulteriore verso un coinvolgimento dell’Europa nella guerra in Ucraina, ben oltre il sostegno dato finora.
Le richieste di finanziamenti partono dal 30 giugno, fino alla fine di ottobre, per avere i primi risultati ad inizio 2027. In sostanza il nuovo governo italiano dopo le elezioni si troverà non solo con le decisioni miliardarie di nuovi armamenti decisi dal governo, rese esplicite dal Ministro Crosetto, ma anche con un ulteriore gradino verso il riarmo europeo, indirizzato a un’integrazione con l’Ucraina e con una finalizzazione degli investimenti in ricerche con applicazioni militari. Le armi sono prodotte per essere usate, in previsione di una possibile guerra con la Russia che, se fosse un pericolo reale, andrebbe invece scongiurata con ogni mezzo.
Anzi parafrasando quanto detto da papa Leone XIV: la pace andrebbe preparata dalla costruzione della pace, non con il riarmo.
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