.:: Home Page : Articoli : Stampa
Come costruire una vera alternativa costituzionale
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  02/11/2026  08:53:57, in Politica, letto 35 volte
(www.strisciarossa.it - 2 agosto novembre 2026)

Il governo di destra manifesta derive politiche e istituzionali sempre più pericolose. Saltano i nervi perché la realtà non si è piegata alla fantasiosa descrizione fatta dall’influencer Giorgia Meloni che rappresenta, infatti, una realtà che non esiste. Anzi, sistematicamente la ignora o nega le richieste dell’Italia che manifesta.

Sono affermazioni gravissime quelle della presidente del Consiglio contro la Gip di Milano che ha solo constatato che nell’ordine di arresto di Youssef Siher non erano indicate prove. Con il capro espiatorio Siher Meloni pensava di allontanare da sé le responsabilità politiche per le proteste, senza neppure tentare di capirne le ragioni. Eppure, il referendum del 22/23 marzo scorso ha bocciato la modifica costituzionale del governo e ha salvato l’indipendenza della magistratura, per questo oggi una giudice può fare una sentenza in piena libertà e per questo le affermazioni di Giorgia Meloni sono un errore istituzionale da matita blu.

Se vincerà l’alternativa costituzionale, come spero, tutto questo dovrà cambiare: dovrà essere cancellata la legge ignobile che ha stravolto le funzioni della Corte dei Conti, così come le 8 leggi che hanno moltiplicato a dismisura reati e pene. Ma andranno cancellate anche altre leggi, come il ritorno al nucleare, salvaguardando così il voto di 2 referendum abrogativi, vinti con la maggioranza degli aventi diritto.

 

Il governo Meloni sta lentamente precipitando

Altri episodi indicano che il governo sta deragliando dal suo ruolo istituzionale.

Il ministro dei trasporti Matteo Salvini ha sostenuto che i paracadutisti a Milano dovevano avere i blindati Lince (per sparare sulla folla come fece Bava Beccaris nel 1898?). In realtà i paracadutisti non possono svolgere compiti di ordine pubblico, la Costituzione non lo permette perché non sono una polizia: è una bufala propagandistica.

Il ministro delle imprese (e del made in Italy) Adolfo Urso è precipitato nel silenzio. Dopo avere addossato per 4 anni la colpa ai predecessori si è trovato di fronte alla prevista crisi verticale dell’ex Ilva con la chiusura dell’area a caldo: i lavoratori si trovano senza futuro, per responsabilità del governo. Le cordate di investitori nell’ex Ilva di cui ha straparlato Urso sono, infatti, evaporate. Incapacità, supponenza, sottovalutazione della gravità della crisi con il risultato che la gestione del disastro costerà molto di più del salvataggio possibile.

Il ministro della salute Orazio Schillaci aveva promesso lo stanziamento di almeno 5,5 miliardi aggiuntivi per la sanità, ma nella legge di bilancio è previsto meno della metà. Le Regioni sono in rivolta perché l’esenzione sul bollo rischia di pesare sulle loro spalle e i fondi per la sanità sono del tutto insufficienti. Un gioco delle tre carte.

E che dire delle armi? Sumenta la spesa di 8 miliardi. E in questa cifra ci sarebbero i soldi per la sanità, per la scuola, per dare ai pensionati l’intera rivalutazione dell’inflazione e anche altro. Sanchez ha dimostrato che si poteva rifiutare l’aumento della spesa in armamenti, anche Giorgia Meloni avrebbe potuto farlo ma non l’ha fatto. Sull’aumento dei prezzi e quindi dell’inflazione il governo è latitante, non ha idee e proposte, si accontenta dell’obolo delle compagnie petrolifere.

Il caso più grave è l’ineffabile ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che continua a sequestrare il drenaggio fiscale, lo farà per 5 anni per un totale di 40 miliardi più o meno. In più ha sequestrato 17 miliardi dalle pensioni non rivalutate nel 2022/2023 e ora ripete lo scherzetto prelevando 1,3 miliardi, ripetuti per sempre, dalla rivalutazione delle pensioni per effetto dell’inflazione. Inoltre, se l’Eni fa ottimi profitti per l’aumento dei carburanti lo stato incassa più Iva e accise, copyright di Giorgia Meloni nella campagna elettorale del 2022.

La linea Giorgetti è la più subdola e pericolosa: trattenere i maggiori incassi procurati dall’inflazione per fare gli interventi che la destra decide, ad esempio la flat tax finno a 100.000 euro per le partite Iva, differenziando ancora di più il prelievo fiscale. Il risultato è che i redditi da lavoro e da pensione hanno subito un salasso, a cui si aggiunge un’inflazione fuori controllo e il governo non ha idee su come intervenire.

Carlo Cottarelli, in genere moderato, ha usato parole forti sull’energia (delenda Cartago), intendendo che bisogna finirla con i fossili, forzando la transizione verso l’elettrico e quant’altro possa ridurre l’esposizione dell’Italia alle crisi esterne. Peccato che per oltre 4 anni il governo ha bloccato la transizione verso le energie rinnovabili. Questo è il governo che ha puntato sulla favola del nucleare che, se si dovesse decidere, arriverebbe non prima di 10/15 anni, mentre la crisi dei prezzi dell’energia è ora e dovremmo risolverla con altri mezzi. Ormai è certo che gli obiettivi fissati per le rinnovabili non verranno raggiunti per responsabilità di un governo incapace.

 

 

Il centrosinistra ascolti i giovani e i lavoratori

Questo governo è ormai un pericolo, insiste su scelte sbagliate. L’Italia rischia di avvitarsi in una crisi difficile. Quando un tentativo di regime non riesce a raggiungere gli obiettivi iniziano gli atti inconsulti, gli strappi alla democrazia. Copyright Trump, Netanyahu, Bolsonaro, ecc. Forse la legge elettorale per la quale ha fatto tante forzature e creato ben 8 punti di incostituzionalità non dà alla destra certezza di vittoria elettorale e si ricorre quindi ad altri mezzi.

Il centrosinistra deve comprendere bene i pericoli di questa fase di transizione. Anzitutto sviluppando una opposizione forte e chiara in Parlamento, a cominciare da questa legge di bilancio che non deve passare così com’è, indigeribile. Il centrosinistra non può dare l’impressione che si limiti a stigmatizzare le decisioni del governo Meloni, occorre entrare in sintonia con il paese che non ne può più. Chiamate i manifestanti alle audizioni. Quando sono in piazza i giovani e i sindacati con grandi manifestazioni – il 20 ci sarà lo sciopero generale della Cgil a fianco degli studenti – occorre che anche l’iniziativa parlamentare sia in sintonia con loro.

È molto importante che sul drenaggio fiscale il governo venga messo sul banco degli accusati. Ma non basta: occorre affermare che il futuro governo dell’alternativa lo restituirà e che le pensioni avranno almeno il recupero dell’inflazione che c’era prima del governo Meloni. Impegni chiari, non è il momento delle sfumature. Occorre radicalità. Il programma non è una carta scritta, è politica viva nata dalle lotte e dalle contestazioni, per dare una risposta al disagio sociale e alla rabbia di chi vede negato il proprio futuro.

Occorrono segnali forti e chiari nei confronti dei giovani e dei lavoratori che scendono in piazza. Bisogna fare di tutto per contrastare e fare cadere il governo prima possibile. Con l’impegno chiaro a rovesciare, domani, le politiche che hanno portato l’Italia al disastro.