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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
(l’Unità - 4 giugno 2026)
Sì al nucleare anche se l’Italia ha detto No. Il Governo è eversivo
Dopo la folle crociata contro il green deal, che ha mandato Ko il nostro auto motive e nuove opportunità di crescita, Meloni è alle strette e rilancia un piano già bocciato per due volte con referendum Il governo vuole reintrodurre il nucleare in Italia, fregandosene dei due referendum che hanno detto no. Le opposizioni che aspirano a conquistare il consenso per costituire un governo di alternativa politica dopo debbono comprendere la pericolosità e per certi versi il carattere eversivo della posizione del governo per la democrazia italiana. A cosa serve votare se poi parlamento e governo, approfittando di una maggioranza parlamentare che governa grazie ad un premio di maggioranza del 15 %, contraddicono il voto delle elettrici e degli elettori ? Questo governo sconfitto nel referendum che aveva voluto, convinto di ottenere un plebiscito sulla magistratura, è in affanno e punta a ribaltare quel risultato negativo (per il governo) con il nucleare... Continua a leggere...
(Il Fatto quotidiano 3 giugno 2026) Dopo la debacle, ora ci riprovano con un tema già deciso dalla CorteInizia alla Camera l’esame della proposta del governo per il ritorno al nucleare. Non è solo problema di politica energetica, di ambiente e di sicurezza, ma è anzitutto una grande questione di democrazia e di Costituzione. Meloni vuole la legge entro l’estate perché le destre non sono in grado di correggere gli errori e non capiscono il risultato del referendum costituzionale che ha bocciato il loro attacco all’indipendenza della magistratura. Se dopo l’esito del referendum costituzionale sulla magistratura passasse questo attacco frontale ai referendum abrogativi del 1987 e del 2011 si aprirebbe una crisi di credibilità democratica, istituzionale e costituzionale. Sarebbe un pessimo segnale affossare i risultati dei referendum abrogativi sul nucleare dopo il voto sulla Costituzione. Chi si è convinto che il suo voto era utile ora potrebbe ripensarci... Continua a leggere...
(www.strisciarossa.it - 30 maggio 2026)
Il recente voto amministrativo è meno brutto di come l’informazione l’ha presentato, (vedi Ciliberto su Strisciarossa due giorni fa) è curioso che siano altre testate, attente e meno corrive alla propaganda meloniana, a correggere le esagerazioni, inoltre c’è il ballottaggio tra non molto, il totale si farà alla fine. Certo si può concordare con chi mette in luce la differenza abissale tra la spinta potenziale messa in evidenza dal referendum costituzionale del 22/23 marzo, al punto da suscitare qualche entusiasmo di troppo, e questo esito che non segnala lo sfondamento dell’opposizione, semmai è una guerra di posizione, con sfumature che non rientrano nei canoni consueti. Evitiamo il contrario dell’entusiasmo post referendario. Una riflessione profonda sulla CostituzioneI giovani e una parte importante di quanti si erano astenuti in precedenza hanno fatto la differenza nel referendum. Le ragioni confluite nel risultato finale sono più di una ma riguardano un segnale di discontinuità che si voleva dare al paese. Anzitutto sulla Costituzione. Dovrebbe essere chiara la velleità di chi ha cercato di manometterla, contraddicendo il ruolo strategico della Costituzione, che è un insieme di principi, valori, ruoli istituzionali attentamente vagliati, scritti in modo semplice, comprensibile ai più. Negli ultimi decenni troppo volte si è sbagliato a dare per scontato che la Costituzione al riparo da attacchi. Errore blu. La prima conseguenza ora dovrebbe essere proporre la Costituzione come materia scolastica insieme alla storia del periodo in cui fu scritta dopo la cacciata dei nazifascisti. Se è il fondamento dello stare insieme in Italia va almeno fatta conoscere, capire... Continua a leggere...
Dopo due referendum abrogativi (1987 e 2011) che hanno bocciato il nucleare e dopo la debacle nel referendum sulla giustizia, il Governo ci riprova. Di nuovo proponendo il nucleare, spinto dalla disperazione per la manifesta incapacità di affrontare la crisi energetica. Sarebbe una scelta del tutto inadeguata e in violazione della Costituzione che, se praticata, porterebbe inevitabilmente a un nuovo referendum.
Giorgia Meloni al Senato ha reagito con violenza alla critiche, ritenendo, a torto, che toni altisonanti possano coprire la povertà dei risultati che il Governo può vantare. Per questo in vista della campagna elettorale, di fatto già iniziata, punta a rinserrare le file della destra al governo, sconvolte dalla vittoria del No nel referendum costituzionale. In questo pacchetto di iniziative c’è la legge elettorale concepita come un surrogato del premierato e un modo per cercare di non perdere le elezioni, ma con altri punti di rilievo, l’autonomia regionale differenziata per il momento sotto traccia ma che Calderoli è pronto a rilanciare fregandosene delle sentenze della Corte costituzionale e il ritorno al nucleare civile, in barba a ben due referendum abrogativi che hanno detto il contrario.
Lorenzo Bini Smaghi, della BCE, non un pericoloso ambientalista, in un’intervista ha detto: «Il green deal è stato rimesso in discussione perché troppo costoso per i cittadini. Oggi ci si accorge che ... Continua a leggere...
(Sulla rivista dell'agenzia Adista, articolo sul nucleare civile che il governo vorrebbe reintrodurre in Italia articolo di Alfiero Grandi sul nucleare civile che il governo vorrebbe reintrodurre in Italia)
Lorenzo Bini Smaghi, BCE, in un’intervista ha detto: Il “green deal” è stato rimesso in discussione perché troppo costoso per i cittadini. Oggi ci si accorge che dipendere troppo dal fossile è ancora più costoso. Una valutazione che affonda l’attacco della destra al green deal da cui sono derivati passi indietro importanti. Prima ancora di una valutazione sulla utilità e sui rischi del nucleare da fissione per produrre energia elettrica la sua re-introduzione aggiungerebbe un altro tassello alla dipendenza dall’estero dell’Italia. Oggi ci si rende conto che la scelta di fondo sulle energie da fonti rinnovabili è indispensabile per contrastare il cambiamento climatico (che solo l’insostenibile posizione negazionista trumpiana può ritenere non obbligata) e ancora di più è conveniente per i costi inferiori e perché renderebbe il nostro paese sempre meno dipendente dalle crisi internazionali... Continua a leggere...
Alla Camera inizia la discussione degli emendamenti sulla proposta di legge del governo per tornare al nucleare civile. Questa proposta è un programma politico revanchista per tornare al nucleare, aumentando la dipendenza dall’estero visto che non abbiamo le materie prime e per di più non aiuterebbe l’Italia ad affrontare la crisi energetica creata dalla guerra insensata di Trump all’Iran.
L’Italia ha già un costo dell’energia più alto dei competitori, ora rischia una crisi energetica che non verrebbe risolta dal pessimo provvedimento del governo, anzi a questo fine è inutile. Va ricordato che il governo ha rinviato la chiusura delle centrali elettriche a carbone, in assoluto le più inquinanti, al 2038.
Eppure è proprio il Ministro Pichetto Fratin ad affermare che “la produzione da fotovoltaico, eolico, idroelettrico costa meno dell’energia elettrica prodotta dal gas e che se per il 2030 riuscissimo a raggiungere la metà dei nostri consumi da rinnovabili i prezzi calerebbero sensibilmente”.
Il governo potrebbe iniziare subito a ridurre i prezzi almeno per l’energia elettrica prodotta dalle fonti rinnovabili, ma Il Ministro dovrebbe ammettere che se le rinnovabili non aumentano di quanto sarebbe necessario per il 20230 la responsabilità è sua, visto che ha costruito un castello di regole che ne ritardano l’installazione... Continua a leggere...
(www.strisciarossa.it - 2 Novembre 2025)
Il governo vuole tornare al nucleare, per questo ha presentato una proposta di legge alla Camera con la quale pretende una delega in bianco a fare tutto e il suo contrario. Ad esempio non chiarisce come avverranno le scelte del nucleare, di quale tipo, mischia fissione e fusione come fossero la stessa cosa, né chiarisce chi lo controllerà (una non meglio definita agenzia) e con quale reale autonomia opererà.
Sono passati ben 8 mesi dal primo consiglio dei ministri dello scorso febbraio, fino a quello dell’effettiva approvazione del testo. Ora la proposta del governo è ufficiale e rivela che in sostanza sta cercando di aggirare i 2 referendum (1987, 2011) che hanno votato No al nucleare civile in Italia e hanno determinato la chiusura delle centrali esistenti. Per di più l’ineffabile ministro Pichetto Fratin ha bloccato il lavoro fin qui compiuto per mettere in sicurezza le scorie radioattive già accumulate, senza chiarire come e quando intende risolvere il problema, limitandosi a rinviare tutto e a fissare un nuovo termine al 2038. Così si aggiungerà ritardo a ritardo.
Nucleare “nuovo”Il governo prima o poi dovrà spiegare alla Corte costituzionale perché e in cosa questo nucleare sarebbe diverso da quello bocciato dai 2 referendum popolari... Continua a leggere...
(www.strisciarossa.it - 28 luglio 2025)
È in pieno svolgimento una potente azione di lobby per rilegittimare il nucleare civile in Italia, dismesso dopo il referendum del 1987 in cui ha vinto il NO. Dismissione del nucleare civile confermata dal referendum del 2011 che ha bocciato il tentativo Berlusconi-Scaiola di ribaltare con una nuova legge il referendum del 1987.
In pressione sul governo e sull’opinione pubblica è entrata in campo anche Confindustria con un progetto per la reintroduzione del nucleare civile in Italia, mentre un recente studio della Banca d’Italia arrivava a conclusioni prudenti, molto diverse. Prima di entrare nel merito delle proposte in campo alcuni problemi vanno esaminati in via preliminare.
La Corte costituzionale: impossibile riproporre una legge abrogata dal referendum... Continua a leggere...
(www.strisciarossa.it - 2 luglio 2025) C’era una volta la (falsa) provetta mostrata da Powell (USA) all’ONU che doveva provare al mondo l’esistenza dei mezzi di sterminio di massa di Saddam Hussein e quindi giustificare l’attacco militare degli Usa, con il supporto degli alleati “volenterosi” all’Iraq nel 2003. Netanyahu ha ripetuto una sceneggiata simile per giustificare con il pericolo della bomba nucleare l’attacco (preventivo) all’Iran. L’obiettivo di Netanyahu era impedire un accordo sul nucleare tra Stati Uniti e Iran. Netanyahu voleva trascinare Trump al suo fianco nella guerra contro l’Iran e c’è riuscito. Dopo avere fornito a Israele le bombe per bombardare Gaza, Trump ha deciso il bombardamento americano dei siti nucleari iraniani per giustificare la richiesta di tregua. Va detto che a Trump sarebbe bastato smettere di fornire le bombe a Israele. Purtroppo Israele sta continuando a straziare Gaza, con il tragico rosario di decine e decine di morti al giorno... Continua a leggere...
(www.scrisciarossa.it - 4 Marzo 2025)
Annunciato da tempo, il governo ha approvato il disegno di legge delega che viene venduto come il rientro del nucleare in Italia. Conferma, in realtà, l’incapacità di compiere le scelte in materia di politica energetica e di rispondere al venire meno del gas abbondante e a basso costo e la conseguente urgenza di politiche per contrastare il cambiamento climatico con investimenti nelle energie rinnovabili. Non sono bastati due referendum abrogativi stravinti dal No nel 1987 e nel 2011 che hanno bocciato il nucleare civile in Italia per convincere il governo e la maggioranza che questa scelta va contro la volontà espressa dalle elettrici e dagli elettori a larga maggioranza degli aventi diritto al voto, non solo dei votanti.
Un ritorno annunciato tra propaganda e ambiguità
Con questa scelta il governo si caratterizza per un ruolo restauratore delle peggiori politiche di Berlusconi, per bloccare le innovazioni in tutti i settori che hanno urgente bisogno di cambiamenti come nell’auto o tentando di rinviare provvedimenti innovativi... Continua a leggere...
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