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Importante l’accordo sulle pensioni. Ora la parola alle lavoratrici e ai lavoratori
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  20/07/2007  13:17:35, in Welfare, letto 1637 volte
L’accordo sulla riforma del sistema previdenziale è un risultato che arriva dopo una trattativa lunga e complessa. Da un lato il governo aveva il compito di trovare un punto di intesa con i sindacati, senza il quale si sarebbe aperta una crisi politica evidente, e dall’altro le confederazioni sindacali hanno cercato l’accordo e, questa notte, lo hanno trovato, facendosi carico del difficile compito derivante dall’accordo e del rapporto con i lavoratori. La sinistra tutta, deve portare rispetto per l’onere che le confederazioni si sono assunte e, a questo punto, consentire loro una libera consultazione dei lavoratori, senza aggiungere difficoltà, esprimendo, magari, facili giudizi sull’esito di una difficile e complessa trattativa. Se i sindacati dovessero uscire con difficoltà da questa fase, penso che tutta la sinistra potrebbe risentirne. Il futuro della sinistra non può prescindere da un atteggiamento solidale verso le confederazioni sindacali, che, non a caso, da mesi, sono sotto il tiro della destra, e qualche volta, anche, della coalizione di governo. Come in tutti gli accordi ci sono luci e ombre, ma quello che conta è il risultato complessivo, e il primo risultato importante è di essere arrivati all’accordo, senza il quale sarebbero rimasti lo scalone e il resto della riforma Maroni. Risultato che né i sindacati , né il centro sinistra potevano permettersi. Se lunedì prossimo avremo qualcos’altro in materia di superamento della precarietà, come sono convinto che avverrà, il partito variegato, che voleva tenersi lo scalone e che, va ricordato, ha cercato in ogni modo di boicottare l’accordo, sarà stato sconfitto. Non credo nemmeno sia utile abbandonarsi a eccessi trionfalistici che sento provenire da settori della maggioranza, perché, ripeto: “è indispensabile lasciare ai sindacati la gestione dell’informazione e la consultazione con il voto dei lavoratori sull’accordo, senza lasciarsi andare a facili critiche e a controproducenti trionfalismi”. Date le condizioni è un buon accordo, perché le confederazioni lo hanno ritenuto tale, e solo lavoratrici e lavoratori potranno confermare nelle sedi previste questo giudizio.