.:: Home Page : Articoli : Stampa
“Tassare le rendite al 20% è ragionevole”
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  26/09/2007  18:15:40, in Fisco, letto 3058 volte
Intervista di Angela Mauro per Liberazione
“E' una bandiera di tutta l’Unione. Prodi non chiuda, parliamone collegialmente”
Non ci vengano a dire che la sinistra si è inventata una sua bandiera con la tassazione delle rendite al 20 per cento: è la bandiera di tutta la coalizione. Alfiero Grandi difende il diritto di Prc, Sd, Pdci e Verdi, di insistere sul “riequilibrio” della tassazione delle rendite, così come previsto “nel programma dell’unione, in un ddl collegato alla scorsa Finanziaria, nell’ultimo Dpef e in mozioni di maggioranza sia del Senato che della Camera. Di fronte allo stop di Prodi, secondo cui è meglio aspettare tempi migliori per trarre maggiori benefici dall’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, il sottosegretario all’economia, esponente di Sinistra Democratica, si dice disponibile alla discussione, ma puntualizza: prima di fare annu8nci è necessario che il premier rispetti una discussione collegiale nel governo.
La discussione ancora non c’è stata, ma prodi ha già parlato. Un vertice di maggioranza è previsto per questa sera, prima ci sarà il vertice della sinistra.
È vero, come dice Prodi, che questo non è il momento più favorevole per aumentare la tassazione delle rendite?
Discutiamone, ma io penso che sia opinabile. È vero che adesso i guadagni di borsa sono ridotti e che portare al 20 per cento oggi la tassazione sulle rendite finanziarie produrrebbe un guadagno minore rispetto a periodi migliori. Gli effetti si vedrebbero più in là, quando si riprenderanno le borse, con maggiori entrate secondo me stimabili in un miliardo di euro: comunque ossigeno alla ricerca di risorse per questa Finanziaria. Al di là del fatto che la sinistra è sempre disponibile a discutere, al contrario di altri nella maggioranza, ci sono ragioni forti per sostenere la tassazione delle rendite al 20 per cento: sarebbe un riequilibrio se pensiamo che la tassazione sugli investimenti produttivi è al 33 per cento, mentre quella sulle rendite è al 12,5 per cento. Vorrei anche chiarire che questo ragionamento esclude un aumento della tassazione sui Bot. Quanto a quelli di nuova emissione, se si aumenta la tassazione al 20 per cento, si deve anche aumentare il loro valore, altrimenti nessuno li acquista. Chiediamo insomma di tassare al 20 per cento solo le rendite da operazioni speculative, finanziarie, stock optino.
Spicca l’opposizione di Dini. Al Senato è quanto basta per mettere l’Unione in serio pericolo. Prodi ha parlato con lui, prima di stoppare le richieste della sinistra…
Prodi dimostra comunque equilibrio nel suo ragionamento. Ma la nostra è una proposta legittima. Quest’anno per la prima volta la Finanziaria comincerà a ridistribuire, ma entro spazi stretti. Non c’è dubbio che un riequilibrio della tassazione, riequilibrio non aumento come vuole certa propaganda, potrebbe garantire il reperimento di risorse da destinare ad una migliore tassazione sulla casa, ad aiutare gli incapienti, le famiglie numerose. Il documento unitario della sinistra sulla Finanziaria non è un prendere o lasciare, ma ci venga consentito di portare le nostre buone ragioni, discutiamone e troviamo una sintesi.
Quali altri punti del documento della sinistra sono a suo dire irrinunciabili nel confronto con Prodi?
L’utilizzo delle riserve auree di Bankitalia. È un ragionamento da non abbandonare.
Anche se quest’estate la BCE ha detto no?
È un’opposizione che potrebbe sciogliersi se ci fosse un’intesa tra governo e Bankitalia. Il problema è che in Italia è ancora aperta la questione su chi sia proprietario della Banca Centrale: va risolto. Ma allo stesso tempo l’uso delle riserve auree non può essere un tabù.
Anche questa richiesta si scontra con l’opposizione di Dini…
Dini si comporta come un dottor Stranamore, teme che usare l’oro di Bankitalia ridurrebbe l0’impegno verso il risanamento. Ma gli italiani non sono dei minus habens da tutelare con un’oligarchia illuminata che decide per il popolo. L’Italia avrebbe bisogno di riacquistare fiducia nel futuro. Discutiamo del fatto che altri paesi prima di noi, per esempio Francia e Austria, hanno usato le riserve auree delle loro banche centrali destinando le risorse così recuperate alla ricerca.
Lei è presidente di una Commissione d’indagine sulla regolarità dei giochi.
L’intento della Commissione non era quello di sovrapporsi al lavoro della magistratura e della Corte dei Conti. Noi abbiamo indagato su come funziona il sistema, abbiamo individuato dei problemi e abbiamo chiesto spiegazioni ai monopoli.
L’inchiesta parla di slot machine non collegate alla rete, di possibili legami con la mafia. Ha sempre funzionato così?
Gli esempi da lei citati sono di competenza della magistratura. Noi abbiamo individuato buchi dovuti alla decisione del governo Berlusconi di istituire, con la Finanziaria 2003, una rete informatica per il controllo delle macchinette da gioco. Lo hanno fatto buttandosi un po’ all’avventura, senza valutare bene. Ora si tratta di capire come risolvere i problemi, perché smantella tutto un sistema, legato ad un giro d’affari di 15 mila euro, all’occupazione di molte persone e con entrate nelle casse dello Stato per oltre 2 miliardi di euro, sarebbe un rimedio peggiore della malattia.
Un’ultima battuta sul processo unitario a sinistra. Come va?
Avanti tutta! Quando parliamo con una sola voce, pesiamo di più. La federazione è il percorso più realistico, ma dobbiamo costruire le condizioni per cui si possa arrivare ad un soggetto unico della sinistra.