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Decentramento del catasto ai Comuni una pacifica “rivoluzione” istituzionale
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  04/10/2007  12:55:20, in Catasto, letto 2136 volte
I dati forniti dall'Anci in merito alle decisioni che stanno prendendo i Comuni in materia di decentramento del catasto sono molto incoraggianti. Come è noto, sulla base di un protocollo di intesa, firmato circa un anno fa, è iniziato un iter, prima legislativo e poi attuativo, per il passaggio del catasto ai Comuni, prefigurando, per il futuro, un sistema catastale nazionale unico per quanto attiene alle regole, ma con due soggetti istituzionali alleati e collaboranti nella gestione: lo Stato e i Comuni. E' una svolta istituzionale di grande rilievo che deve portare a un catasto italiano moderno, efficiente e più vicino ai cittadini. Lo Stato ha bisogno dei Comuni per questa pacifica “rivoluzione” istituzionale, e i Comuni hanno bisogno di questo affidamento di poteri per ricongiungere le competenze e le conoscenze riguardanti il territorio che amministrano. Conservatori tenaci stanno cercando di bloccare questo processo e, tuttavia, la risposta forte dei Comuni incoraggia a proseguire nella riforma. Tanto più che, nel 2009, è prevista una seconda possibilità, per quei Comuni che oggi non hanno operato la scelta, di optare per la gestione diretta del catasto. Quindi, il numero dei Comuni che intendono gestire il catasto è destinato a crescere ulteriormente. Va chiarito, inoltre, che il decentramento non c'entra nulla con la riforma degli estimi che è prevista in un disegno di legge, non ancora approvato, e che, in ogni caso, è destinata a entrare in vigore solo dopo il decentramento del catasto. Al contrario il decentramento sarà di grande aiuto nella lotta all'evasione e all'elusione fiscale, oltre che a una più corretta e aggiornata valutazione degli immobili. Questa importante riforma istituzionale è stata sostanzialmente boicottata dal centro destra per cinque anni, malgrado tante chiacchiere sul federalismo. Ora è il centro sinistra a decentrare con il contributo di tanti Comuni amministrati sia dal centro sinistra che dal centro destra e che, a partire da Milano, sono impegnati in questa direzione. Due avvenimenti, infine, si intrecciano idealmente in questi giorni: la riduzione dell'Ici e, quindi, delle tasse sulla casa di abitazione, e il decentramento con il passaggio della gestione dei poteri catastali dallo Stato ai Comuni, che li eserciteranno direttamente come previsto dalla legge.