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Sul quoziente familiare il Governo non ha cambiato opinione
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  18/12/2007  10:58:52, in Fisco, letto 1614 volte

Leggo dichiarazioni, circa il parere fornito sull’ordine del giorno 209, sul quoziente familiare, presentato dall’on. Meloni che, oltre a creare malintesi, sono prive di fondamento e necessitano di qualche chiarimento.

Per esprimere  parere favorevole all’accoglimento, il governo ha chiesto che, dall’ordine del giorno, fosse tolta una parte della premessa, e la proponente ha accettato, rendendone, così, possibile l’accoglimento, che non fa altro che confermare quanto il governo già fa, e ancora di più ha intenzione di fare, e cioè una politica, anche fiscale, a sostegno della famiglia.

Nel dispositivo proposto dall’on. Meloni, è già contenuta la formula di rito (valutando la possibilità di) che il governo ha posto come condizione per accogliere ordini del giorno con formulazioni non accoglibili in toto.

Infatti, mentre la prima parte del dispositivo è del tutto condivisibile, la seconda che parla di quoziente familiare non ha le stesse caratteristiche. La formula “valutare la possibilità di”, consente al governo di continuare a procedere su una strada diversa, senza particolari imbarazzi. Difforme è il caso dell’ordine del giorno “Angeli, Pedrizzi”, che aveva un dispositivo finale centrato solo sul quoziente familiare ed è per questo che non poteva essere accolto e, di conseguenza, ne è stata proposta la sua riformulazione che, purtroppo, è stata rifiutata dai proponenti e ha, quindi, portato alla bocciatura dell’ordine del giorno stesso.

In conclusione, desidero precisare che il governo, allo stato, non ha intenzione di procedere verso una tassazione fondata sul quoziente familiare che sarebbe, tra l’altro, favorevole ai redditi più alti e sfavorevole verso i redditi più bassi.