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Ecco dove intervenire per rendere finanziariamente attuabile il programma di Sinistra Arcobaleno
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  11/03/2008  12:32:54, in Politica, letto 1595 volte

pubblicato su: www.sinistra-democratica.it

Il programma della Sinistra Arcobaleno è, certamente, sotto il profilo finanziario, l’unico sostenibile. Contiene novità importanti e comporta l’uso di ingenti risorse, ma diversamente dagli altri, e in particolare da quelli del Pd e del Pdl, indica dove trovare le risorse finanziarie necessarie a attuare il programma.

La prima fonte è il rilancio della lotta all’evasione e all’elusione fiscale. Infatti, dal giugno 2006 su questo fronte sono stati ottenuti risultati significativi, circa 20 miliardi di euro di maggiori entrate. L’obiettivo, però, è tutt’altro che completato, perchè la quota di evasione e di elusione fiscale rappresenta circa un quarto dell’economia italiana, quantificabile, in soldoni, in quasi 200 miliardi di euro l’anno. Il livello europeo di evasione è almeno la metà. E ’ chiaro che queste sono le risorse a cui si può attingere per interventi sociali ormai indifferibili e per sostenere una forte innovazione del sistema economico nazionale, all’insegna della qualità, dello sviluppo e della valorizzazione del lavoro. Nel programma del Pdl è del tutto evidente la marginalità della questione e, infatti, ci si limita a parlare di un coinvolgimento dei comuni, lasciando intendere che l’argomento verrà abbandonato. Anche nel programma del Pd l’accento non è sulla rivendicazione dei risultati ottenuti, anche se parziali, quanto sulla riduzione delle tasse. In altre parole, non c’è un esplicito impegno nella direzione del proseguimento e del rafforzamento della lotta all’evasione che ha caratterizzato questi anni di governo del centrosinistra. Mentre, il contrasto all’evasione non può che essere la strategia di fondo per reperire le risorse necessarie. Solo con risultati importanti in questa direzione, potendo contare sui mezzi per fare gli interventi indispensabili, si potrà portare l’Italia fuori dalle difficoltà attuali. E’ chiaro che una parte del paese sarà scontenta e si tratta di quella che ha gradito in passato la politica dei condoni, ma questa è la condizione per rispondere alla parte sana del paese, a partire dai lavoratori.

La seconda fonte è il rilancio della tassazione delle rendite finanziarie. E’ noto che le rendite oggi sono tassate con un’aliquota di assoluto favore, il 12,5%. Dal punto di vista delle imprese è chiaro che giocare con guadagni sulle speculazioni finanziarie (come sono anche le speculazioni in derivati sui futuri aumenti del petrolio) è tuttora più conveniente che investire nelle aziende, visto che i profitti sono pur sempre tassati al 27,5%. In questo caso la moneta cattiva scaccia, o almeno disincentiva, quella buona. Ancora più grave è la situazione sotto il profilo della tassazione dei redditi. Il principio dovrebbe essere che ogni reddito, qualunque sia la sua provenienza, sia tassato nello stesso modo, con le stesse aliquote. Tenendo conto del privilegio assoluto che hanno oggi le rendite finanziarie, già riformare la loro tassazione portandola al 20% sarebbe un modo per riequilibrare, almeno un poco, i rapporti con i redditi tassati alla fonte, come quelli dei lavoratori e dei pensionati, ma questo vale anche per i redditi dei lavoratori  autonomi tassati con l’Ire. E’, quindi, necessario portare la tassazione delle rendite finanziarie ad un livello europeo, ad esempio al 20%. Proposta che è letteralmente sparita dal programma del Pd, mentre era contenuta nel programma del governo Prodi e non è mai stata smentita, anzi, più volte, ne è stata ribadita la giustezza, pur se poi tutti ricordano che importanti settori dell’attuale Pd hanno fatto di tutto per boicottarla. Di cosa si tratta in pratica? Si tratta, ad esempio, di tassare al 20% le stock option che sono attualmente una fonte retributiva importante per i manager e che ora, basta tenerle 3 anni, sono tassate solo al 12,5%. Così occorre tassare almeno al 20% tutti i proventi di natura finanziaria come: guadagni di borsa, speculazioni, ecc. Resta il problema dei titoli di stato. I titoli detenuti dalle famiglie sono circa il 16% del totale e questi redditi familiari debbono essere salvaguardati, come dice con chiarezza il programma della Sinistra Arcobaleno. Farlo non è difficile e si può fare con diverse modalità tecniche in modo da evitare che le famiglie, in particolare quelle a basso reddito possano avere un danno da una tassazione al 20%. Anche se va ricordato che portare la tassazione delle rendite al 20% darebbe un importante beneficio invece sui conti correnti, perché si fa scendere la tassazione degli interessi dall’attuale 27% al 20% e sappiamo che i conti correnti sono importanti per pensionati e lavoratori perché è su questi che vengono pagati stipendi e pensioni. Quindi, l’obiettivo dell’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, nella nostra impostazione, non riguarda i titoli di stato detenuti dalle famiglie che verrebbero salvaguardati. Da questa misura, con le modalità descritte, può venire un gettito immediato di almeno un miliardo di euro che, nel giro di pochi anni, può arrivare oltre i tre. Questo porterebbe, anzitutto, a un riequilibrio nel prelievo fiscale: troppo basso per gli speculatori e troppo alto per la gente normale. Inoltre, ci sarebbe la disponibilità di maggiori risorse da utilizzare per ridurre le tasse sul lavoro e per altri obiettivi di natura sociale.