.:: Home Page : Articoli : Stampa
Introduciamo la Tobin Tax
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  25/09/2009  15:29:52, in Tobin tax, letto 1619 volte

- Pubblicato sul quotidiano Terra il 29/09/09

Un fantasma si aggira per il mondo, è la Tobin Tax. Il fantasma comparirà a Pittsburg in occasione del vertice mondiale. Per anni c’è stato un vero e proprio ostracismo, per atteggiamenti conservatori e arretratezza culturale. Il Ministro Tremonti per esorcizzare la Tobin Tax si è addirittura inventato la de Tax, peccato siano due cose diverse. La de Tax proposta dal Ministro, sul modello del 5 per mille, comporta una spesa nel bilancio dello Stato e non regola alcunchè. La Tobin Tax invece tassa con una aliquota bassa, meno dell’1 %, tutte le transazioni finanziarie internazionali con lo scopo di conoscere, controllare e tassare in modo tale da scoraggiare i movimenti finanziari compulsivi ed erratici , che muovono masse enormi di capitali speculativi in pochissimo tempo creando disastri finanziari e crisi economiche.

Da questa tassazione verrebbero risorse nuove che potrebbero essere usate per aiutare le aree più povere del pianeta senza pesare sulle finanze pubbliche. La Tobin Tax ha versione recente del prof Spahn che unisce anche misure per difendere le monete da attacchi speculativi, che è esattamente uno dei problemi attuali, basta guardare ai grafici dei rapporti di cambio tra le monete.
Sulla proposta del nobel Tobin ha sviluppato la sua iniziativa Attac che ha raccolto 180.000 firme per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare, che nella legislatura 2001-2006 fu firmata anche da 103 deputati del centro sinistra.

Il parlamento arrivò ad una proposta di legge unificata, condivisa da Attac, ma ovviamente non fu approvata dalla maggioranza di destra dell’epoca. Leggi a favore della Tobin sono state approvate in Francia e in Belgio.

Da questo lavoro trae origine l’introduzione nel programma del secondo Governo Prodi della proposta di introdurre la Tobin Tax, che ha portato ad un convegno organizzato dal Governo, alla proposta di istituire una commissione intergovernativa per coordinare le iniziative sia in parlamento che in Europa, infatti nessuno ha mai pensato che l’intervento sui capitali finanziari si possa fare in un paese solo.

Certo è statoo più deludente che il centro sinistra non sia riuscito a condurre in porto questa inizaitiva, che non consisteva solo nell’approvazione della legge ma in un’ampia iniziativa politica sovranazionale riguardante sedi, controlli, regole che debbono governare i mercati finanziari internazionali.

La crisi ha cambiato le carte in tavole e setttori non certo di sinistra hanno iniziato ad accarezzare l’idea di introdurre questo strumento per contribuire a regolare i movimenti internazionali dei capitali finanziari.

In poco tempo hanno rilanciato la proposta il capo della Consob inglese, che per di più è un ex banchiere, la SpD che l’ha inserita nel suo programma elettorale, Angela Merkel che ha detto di parlare anche a nome di Sarkozy. Tutti con il comune intento di contribuire al controllo e alla regolazione dei mercati fiannziari internazionali.

E’ un successo, se ne parlerà anche al vertice di Pittsburg. Naturalmente non c’è da farsi illusioni, le resistenze sono formidabili e tra il parlarne e attuarla ce ne corre. Soprattutto manca - paradossalmente - il sostegno, l’impegno di quanti si sono spesi in passato. E’ veramente strano che la battaglia ci fosse quando le possibilità erano scarse o nulle e sia assente, o quasi, oggi che qualche possibilità si intravvede.

Proviamo a riprendere l’iniziativa sull’argomento ? La crisi ha cambiato le condizioni oggettive. Un’iniziativa forte potrebbe ottenere qualche risultato. Diamoci da fare le energie ci sono, basta volerlo. Ricostruiamo un movimento forte che abbia al centro la Tobin Tax, altrimenti rischiamo il paradosso che altri si impadroniscano della proposta, stravolgendola o lasciandola cadere. Troviamo una sede e ripartiamo tutti insieme: movimento, forze politiche della sinistra e non solo. Rilanciamo il comune impegno per una grande campagna per introdurre la Tobin tax.

Alfiero Grandi

 

Un fantasma si aggira per il mondo, è la Tobin Tax. Il fantasma comparirà a Pittsburg in occasione del vertice mondiale. Per anni c’è stato un vero e proprio ostracismo, per atteggiamenti conservatori e arretratezza culturale. Il Ministro Tremonti per esorcizzare la Tobin Tax si è addirittura inventato la de Tax, peccato siano due cose diverse. La de Tax proposta dal Ministro, sul modello del 5 per mille, comporta una spesa nel bilancio dello Stato e non regola alcunchè. La Tobin Tax invece tassa con una aliquota bassa, meno dell’1 %, tutte le transazioni finanziarie internazionali con lo scopo di conoscere, controllare e tassare in modo tale da scoraggiare i movimenti finanziari compulsivi ed erratici, che muovono masse enormi di capitali speculativi in pochissimo tempo creando disastri finanziari e crisi economiche. Da questa tassazione verrebbero risorse nuove che potrebbero essere usate per aiutare le aree più povere del pianeta senza pesare sulle finanze pubbliche. La Tobin Tax ha versione recente del prof Spahn che unisce anche misure per difendere le monete da attacchi speculativi, che è esattamente uno dei problemi attuali, basta guardare ai grafici dei rapporti di cambio tra le monete. Sulla proposta del nobel Tobin ha sviluppato la sua iniziativa Attac che ha raccolto 180.000 firme per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare, che nella legislatura 2001-2006 fu firmata anche da 103 deputati del centro sinistra. Il parlamento arrivò ad una proposta di legge unificata, condivisa da Attac, ma ovviamente non fu approvata dalla maggioranza di destra dell’epoca. Leggi a favore della Tobin sono state approvate in Francia e in Belgio. Da questo lavoro trae origine l’introduzione nel programma del secondo Governo Prodi della proposta di introdurre la Tobin Tax, che ha portato ad un convegno organizzato dal Governo, alla proposta di istituire una commissione intergovernativa per coordinare le iniziative sia in parlamento che in Europa, infatti nessuno ha mai pensato che l’intervento sui capitali finanziari si possa fare in un paese solo. Certo è statoo più deludente che il centro sinistra non sia riuscito a condurre in porto questa inizaitiva, che non consisteva solo nell’approvazione della legge ma in un’ampia iniziativa politica sovranazionale riguardante sedi, controlli, regole che debbono governare i mercati finanziari internazionali. La crisi ha cambiato le carte in tavole e setttori non certo di sinistra hanno iniziato ad accarezzare l’idea di introdurre questo strumento per contribuire a regolare i movimenti internazionali dei capitali finanziari. In poco tempo hanno rilanciato la proposta il capo della Consob inglese, che per di più è un ex banchiere, la SpD che l’ha inserita nel suo programma elettorale, Angela Merkel che ha detto di parlare anche a nome di Sarkozy. Tutti con il comune intento di contribuire al controllo e alla regolazione dei mercati fiannziari internazionali. E’ un successo, se ne parlerà anche al vertice di Pittsburg. Naturalmente non c’è da farsi illusioni, le resistenze sono formidabili e tra il parlarne e attuarla ce ne corre. Soprattutto manca - paradossalmente - il sostegno, l’impegno di quanti si sono spesi in passato. E’ veramente strano che la battaglia ci fosse quando le possibilità erano scarse o nulle e sia assente, o quasi, oggi che qualche possibilità si intravvede. Proviamo a riprendere l’iniziativa sull’argomento ? La crisi ha cambiato le condizioni oggettive. Un’iniziativa forte potrebbe ottenere qualche risultato. Diamoci da fare le energie ci sono, basta volerlo. Ricostruiamo un movimento forte che abbia al centro la Tobin Tax, altrimenti rischiamo il paradosso che altri si impadroniscano della proposta, stravolgendola o lasciandola cadere. Troviamo una sede e ripartiamo tutti insieme: movimento, forze politiche della sinistra e non solo. Rilanciamo il comune impegno per una grande campagna per introdurre la Tobin tax. Alfiero Grandi