.:: Home Page : Articoli : Stampa
Da questo governo non vogliamo nulla. Solo che se ne vada.
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  24/12/2010  20:35:07, in Politica, letto 1398 volte

- Pubblicato da l'Altro quotidiano e da Paneacqua  il  24/11/10

La maggioranza ottenuta dal Governo (per soli 3 voti e al prezzo di una vera e propria campagna acquisti di deputati) non è comunque la stessa cosa che se non fosse stata ottenuta. Certo, non basta per governare. Tuttavia Berlusconi ha messo Fini sulla difensiva e ha ridotto la possibilità di costituire un Governo di transizione in questa legislatura. E’ probabile che sarà questo Governo ad andare alle elezioni .
Purtroppo la crisi latente del Governo avrà effetti negativi sul paese, sia per quello che fa che per quello (ed è molto di più) che non fa. Due esempi.
L’approvazione della legge Gelmini sull’Università conferma una chiusura totale e pericolosa nei confronti degli studenti, dei precari, del personale insegnante dell’Università. Una sorta di rivalsa storica, 42 anni dopo, sul 68. In realtà su una parodia del 68. Il Presidente Napolitano nel rapporto con gli studenti ha riempito il vuoto del Governo, ma non potrà andare oltre.
L’assenza totale di misure a sostegno della ripresa e dell’occupazione e quindi anche nel 2011 l’occupazione continuerà a diminuire.
Berlusconi conta di reggere con il ricatto della fine della legislatura verso i parlamentari che temono di non essere rieletti. L’affermazione: o una maggioranza solida o il voto, ha questo segno. I tanti Scilipoti in circolazione sono avvertiti.
Il paese ha bisogno di liberarsi al più presto di questo giogo, di questo lento avvelenamento. Chi ha avuto la (s)ventura di ascoltare il discorso di Berlusconi il 23 dicembre non può non avere provato un brivido e la sensazione che il Presidente del Consiglio sia preda di una sindrome psichiatrica.
Ci vorrebbe una nuova legge elettorale per superare il porcellum, ma se per voltare pagina non si potesse che votare con questa legge pazienza. La legge elettorale è importante, non modificata rende tutto più difficile, ma questo non è sufficiente per indurre a tenerci questo Presidente del Consiglio.
Per questo il voto del 14 dicembre non è stato positivo. Logorato ma non fuori gioco.
Del resto lasciare marcire la situazione logora il Governo ma ancora di più l’Italia.
E’ stato ricordato che il debito pubblico italiano è cresciuto dal 2008 di 220 miliardi di euro senza fare nulla. Una cifra enorme.
Uscire dall’immobilismo per evitare che cresca ulteriormente l’astensione, già arrivata a livelli impressionanti e l’opposizione sembra rassegnata. Un rimedio ci può essere come dimostra il movimento degli studenti.
Fino ad ora protagonista è stat la crisi nel centro destra, con al centro il contrasto tra Berlusconi e Fini. Ora è il tempo dell’iniziativa dell’opposizione che ha dato fin troppo l’impressione di essere in attesa degli esiti della crisi della maggioranza.
Se questo comporterà andare al voto anticipato pazienza.
Non si vince una partita come questa senza sfidare i responsabili della crisi e dell’immobilismo.
Il Pd ha ragione quando afferma che senza di lui non esiste alternativa a questo Governo, però ne consegue che deve farsi carico dell’iniziativa per staccargli la spina. La stessa manifestazione dell’11 dicembre non ha avuto questo carattere perché era un’iniziativa importante, ma ancora di partito. Se si vuole chiudere la partita deve entrare in campo la coalizione alternativa, non solo una sua componente per quanto importante.
Nel Pd pesano molto quelli che a volte ritornano. Si torna a sostenere la vocazione maggioritaria che pure ha fatto perdere le elezioni. Eppure proprio Berlusconi dovrebbe insegnare che vince chi è in grado di coalizzare e lui certamente non va tanto per il sottile visto che coalizza anche comprando.
Bersani ha introdotto la novità positiva della coalizione, anche se talora con un’alternanza di prospettive che ha confuso le idee.
Anche le altre forze che possono essere considerati i candidati naturali a fare parte della coalizione hanno il dovere di prendere un’iniziativa per aiutare a sciogliere il nodo, guardando all’obiettivo di battere la destra più che al proprio posizionamento.
Non basta chiedere le primarie, occorre proporre un quadro di alleanze certe e di programma per consolidarle. Meglio meno ma meglio. Tutto si tiene.
Se continua una discussione tutta sulle primarie non si andrà lontano. Possono essere uno strumento utile per scegliere candidato premier e candidature ma non bastano da sole a risolvere i problemi. Mentre il problema principale oggi è proprio dare il più rapidamente possibile credibilità ad una coalizione alternativa e quindi con generosità tutti i soggetti interessati debbono porsi il problema non solo di essere pronti se e quando sarà necessario ma di essere pronti ora per staccare la spina, qualunque sia l’esito finale.
Il patto possibile con i centristi ha un orizzonte interno a questa legislatura, alle eelzioni si deve andare con coalizioni che hanno programmi diversi, non solo per la salute mentale della sinistra ma perfino di quella dei moderati che debbono contendere al pdl.
Il Pd deve decidere che non vuole essere parte della crisi in cui la destra ha precipitato il paese.
Vendola deve comprendere che se il percorso di selezione avverrà attraverso le primarie è bene essere tutti certi che la scelta della leadership della coalizione alternativa non può essere ragione di abbandono della coalizione da parte di chi perde e quindi primarie (evitando entusiasmi eccessivi) e coalizione e programma sono un tutto unico. Altrimenti potrebbero esserci sorprese.
Un dubbio è legittimo sulla facilità con cui si rinuncia ad considerare organicamente nella coalizione la federazione della sinistra. Ci ripenserei, per coinvolgerla organicamente.
Italia dei valori deve accettare il principio di coalizione, per di più ha alcuni argomenti fondamentali che fanno ormai parte del suo patrimonio e quindi può svolgere un ruolo essenziale per la caratterizzazione politica della coalizione alternativa.
Occorre fare presto e chiamare a raccolta energie, mobilitarle. Ha detto bene una studentessa, da questo Governo non vogliamo nulla, solo che se ne vada.
Alfiero Grandi