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No ai tentativi di scippare il referendum sul nucleare.
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  04/04/2011  11:21:37, in Nucleare, letto 1289 volte

- Pubblicato da l'Altro quotidiano e da Paneacqua

Dopo la tragedia del Giappone è del tutto evidente che l’opinione pubblica è preoccupata per le conseguenze che l’incidente nucleare sta avendo sulla vita e sull’ambiente. Le radiazioni stanno contaminando fonti essenziali per la vita come acqua e cibo. L’opinione pubblica è giustamente preoccupata. 

 La tragedia del Giappone ha dimostrato che il terremoto e il maremoto sono avvenimenti eccezionali ma a questi eventi naturali si è aggiunto l’utilizzo improvvido di una tecnologia pericolosa in sé come quella nucleare

 Voto di fiducia per fare approvare la legge, Regioni relegate ad esprimere  un parere che il Governo potrebbe ignorare, Comuni e cittadini praticamente senza diritto di parola, centralizzazione delle scelte di localizzazione, militarizzazione dei siti scelti per costruire le centrali: sono i passaggi principali dell’avventura nucleare voluta dal Governo italiano, che ha tentato la forzatura contro i referendum del 1987. 

 Ora occorre portare a votare la maggioranza delle elettrici e degli elettori per fare abrogare la legge 99/2009. Solo così potremo stare tranquilli. 

 Il Governo non può più negare l’evidenza, come cerca di fare difendendo l’avventura nucleare e affermando assurdità. 

 La prima è che il nucleare sarebbe economicamente conveniente e non è vero. In Finlandia solo per stoccare le scorie radioattive lo Stato sta spendendo almeno 3 miliardi di euro, per di più l’interramento delle scorie è una scelta che Usa e Francia, paesi nucleari di vecchia data, per ora non azzardano. 

 Una centrale Epr, il modello proposto in Italia, costa 8 miliardi di euro e con questi costi, aggiungendo le scorie e lo smantellamento, l’energia elettrica prodotta costerà molto di più delle altre fonti energetiche tradizionali, perfino dell’eolico. 

 Dove sarebbe la promessa autonomia energetica dell’Italia ? Dovremmo importare tutto, dalle tecnologie nucleari sofisticate all’uranio, per di più disponibile in quantità limitata. 

 La questione principale resta la sicurezza. Non basta chiamare una centrale di terza generazione o anche di quarta per renderla sicura. Il nucleare è intrinsecamente una tecnologia non sicura. Non solo quando ci sono incidenti terribili come quelli del Giappone.  Anche incidenti meno gravi colpiscono la vita e la salute delle persone. Durante il normale funzionamento ci sono emissioni di radiazioni su cui c’è una congiura del silenzio. In Germania uno studio condotto su incarico dello Stato ha dimostrato che le leucemie nei bambini entro 5 chilometri dalle centrali aumentano di 2,2 volte. Più si è distanti meglio è. Non a caso in Giappone è stata decisa un’area di evacuazione, perché le radiazioni colpiscono in rapporto alla distanza. Quando qualcuno afferma che tanto le centrali nucleari sono a 200 chilometri dal confine italiano dimentica di dire che la distanza è una maggiore sicurezza per il nostro paese, insieme alle Alpi che proteggono almeno in parte l’Italia. 

 Il Governo cerca di non cambiare la sostanza e si limita ad affermare che rifletterà meglio sulla sicurezza. L’unica centrale nucleare sicura è quella non costruita. 

 Niente trucchi: il Governo deve ritirare la legge, altrimenti si va ai referendum e si vota.