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Cade ? Non cade ?
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  06/11/2011  10:09:42, in Politica, letto 1186 volte

 - Pubblicato da l'Altro quotidiano, da Paneacqua e da www.ebdomadario.com 

La sorte del Governo catalizza - comprensibilmente - l’attenzione. Berlusconi ha capito che sottomettersi alle indicazioni della Bce ed europee è una sorta di assicurazione sulla vita del Governo. Ciò non toglie che il Governo fa fatica a decidere le misure richieste per le divisioni interne e per il forte stato confusionale nella maggioranza..

Il risultato è che la credibilità del Governo scende a precipizio, come si è visto nel vertice del G 20 a Cannes, e l’attacco speculativo sullo spread tra Italia e Germania continua e - purtroppo - si rafforza. La questione prioritaria per l’Italia è, da tempo, proprio la permanenza di questo Governo, la sua totale mancanza di credibilità. Purtroppo finchè questo problema non sarà risolto la crisi di credibilità continuerà e il nostro paese continuerà ad avvitarsi in una crisi senza sbocco.

La soluzione immaginata di un Governo di transizione senza Berlusconi non sembra percorribile. Se anche il Governo dovesse cadere il numero di parlamentari su cui potrebbe contare gli consentirebbe di chiedere le elezioni anticipate, perché un Governo di transizione (politico o tecnico che sia) non avrebbe comunque i numeri per governare in un periodo così turbolento.

La soluzione del Governo di transizione con Berlusconi, proposta da altri, fa semplicemente inorridire. E’ come nominare sceriffo il capo dei banditi.

La prudenza in una fase delicata come questa è comprensibile. Tuttavia la prudenza non può trasformarsi in uno stato di semplice attesa, come nel deserto dei tartari. Stare fermi rischia di togliere ogni credibilità all’alternativa politica possibile.

Il paese ha già i nervi scoperti. Qualcuno è rimasto talmente impressionato dalla notizia che i conti correnti potevano essere tassati da andare in banca a ritirare i propri risparmi. La cosa incredibile è che questa gravissima notizia è uscita solo dopo che la scelta è stata esclusa. A qualcuno sarà sembrata rassicurante, al paese no. Sono sintomi di un fortissimo nervosismo, di incertezza, di sfiducia. Del resto di fronte ad un Governo tanto irresponsabile c’è poco da meravigliarsi.

Fatto l’elogio della prudenza, questa non può arrivare fino a consentire la rovina del nostro paese. L’opinione pubblica è fortemente sfiduciata e disorientata. Il gruppo dirigente del centrodestra è screditato, distante.

Per questo l’alternativa politica deve essere visibile e credibile. E rapida.

Casini sta facendo la sua parte preparando le condizioni per il transito dei fuorusciti dal Pdl. Ma anche per questo ha poco a che spartire con un’alternativa politica. Mentre è giusto e necessario stabilire un asse con l’Udc sulle questioni istituzionali, sulle regole, su questioni di fondo, in vista di un bipolarismo di stampo europeo.

Il Centrosinistra purtroppo non presenta ancora il suo lato migliore. In particolare il PD continua ad essere indebolito da divisioni interne.

Il Centrosinistra non è stato ancora costituito. Se ne parla ma non sono stati stabiliti con chiarezza i confini dell’alleanza alternativa e i suoi contenuti, unica via per costruire le condizioni per decidere con le primarie anche la candidatura alla guida del Governo.

E’ vero che l’opposizione da sola non basta a mettere sotto il Governo. Tuttavia Di Pietro non ha torto quando ricorda che se l’attuale maggioranza in parlamento dovesse tenere, resta solo la possibilità di fare crescere nel paese una reazione che ne chieda le dimissioni, con la forza di un’alternativa politica in campo.

Sabato 5 novembre il PD darà vita certamente ad una grande manifestazione. E’ importante che delegazioni degli altri soggetti politici del centro sinistra abbiano deciso di parteciparvi. Tuttavia la svolta sarà chiara ed evidente solo quando le manifestazioni e le iniziative saranno comuni a tutta l’opposizione, non solo di una parte.