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PACS, il sottosegretario Grandi protesta: "Diritti subito"
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  14/12/2006  15:30:33, in Diritti, letto 1794 volte

Quando in commissione è arrivato il momento di annunciare il ritiro da parte del Governo dell'emendamento sulle successioni per i conviventi “more uxorio” il sottosegretario Alfiero Grandi ha fatto obiezione di coscienza ed è uscito. Aveva già chiesto al suo collega Nicola Sartor di sostituirlo in quel compito, visto che non era d’accordo con la decisione presa. “Nulla contro l’ordine del giorno, che anzi condivido – spiega Grandi all’uscita dall’Aula della Commissione – spero che si faccia al più presto una legge buona e moderna. Ma siccome considero che la norma fiscale studiata era positiva, non modificava il codice civile e non faceva altro che riconoscere quello che già c’è, allora per me non c’è relazione alcuna tra l’ordine del giorno e l’emendamento. Rispetto l’intesa raggiunta tra governo e maggioranza, ma non posso andare contro la mia coscienza”. Per il sottosegretario all’Economia l’Italia non può più attendere. La legge ci vuole e ci vogliono nuovi diritti. “Penso che dopo gli episodi della vedova di Nassiriya tenuta lontana dalle commemorazioni della morte dei caduti – dichiara – il Paese debba porre rimedio ad una situazione di palese ingiustizia”. L’emendamento “incriminato e poi affondato” prevedeva che ai conviventi fosse riservato lo stesso trattamento fiscale che si riconosce al coniuge o ai figli nelle successioni. In particolare, con le nuove norme i regolarmente sposati godono di una franchigia di 100mila euro e di un’aliquota ridotta al 4%. I fratelli mantengono la franchigia ma hanno un’aliquota al 6%