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Referendum costituzionale, firma l’appello per dire no alle riforme che riducono la democrazia
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  12/03/2016  15:00:19, in Politica, letto 1683 volte

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Manca ormai solo il voto della Camera ad aprile per l'approvazione di una
revisione costituzionale che riduce il Senato a un'assemblea non eletta dai
cittadini e sottrae poteri alle Regioni per consegnarli al governo, mentre
scompaiono le Province. Potevano essere trovate altre soluzioni,
equilibrate, di modifica dell'assetto istituzionale, ascoltando le
osservazioni, le proposte, le critiche emerse perfino nel seno della
maggioranza. Si è preferito forzare la mano creando un confuso pasticcio
istituzionale, non privo di seri pericoli. La revisione sarà oggetto di
referendum popolare nel prossimo autunno, ma la conoscenza in proposito è
scarsissima. I cittadini, cui secondo Costituzione appartiene la sovranità,
non sono mai stati coinvolti nella discussione. Domina la scena la voce del
governo che ha voluto e dettato al Parlamento questa deformazione della
Costituzione, che viene descritta come passo decisivo per la semplificazione
dell'attività legislativa e per il risparmio sui costi della politica: il
risparmio è tutto da dimostrare e la semplificazione non ci sarà. Avremo
invece la moltiplicazione dei procedimenti legislativi e la proliferazione
di conflitti di competenza tra Camera e nuovo Senato, tra Stato e Regioni.
Il risultato è prevedibile: sono ridotte le autonomie locali e regionali,
l'iniziativa legislativa passa decisamente dal Parlamento al governo, in
contraddizione con il carattere parlamentare della nostra Repubblica, e per
di più il governo non sarà più l'espressione di una maggioranza del paese.
Già l'attuale parlamento è stato eletto con una legge elettorale definita
Porcellum. Ancora di più in futuro: con la nuova legge elettorale (c.d.
Italicum) - risultato di forzature parlamentari e di voti di fiducia - una
minoranza, grazie ad un abnorme premio di maggioranza e al ballottaggio, si
impadronirà alla Camera di 340 seggi su 630.
Ridotto a un'ombra il Senato, il Presidente del consiglio avrà il dominio
incontrastato sui deputati in pratica da lui stesso nominati. Gli organi di
garanzia (Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, Csm) ne
usciranno ridimensionati, o peggio subalterni. Se questa revisione
costituzionale sarà definitivamente approvata la Repubblica democratica nata
dalla Resistenza ne risulterà stravolta in profondità. E' gravissimo che un
Parlamento eletto con una legge giudicata incostituzionale dalla Corte abbia
sconvolto il patto costituzionale che sorregge la vita politica e sociale
del nostro paese.  Nel deserto della comunicazione pubblica e con la Rai
sempre più nelle mani del governo, chiediamo a tutte le persone di cultura
e di scienza di esprimersi in un vasto dibattito pubblico, anzitutto per
informare e poi per invitare i cittadini a partecipare in tutte le forme
possibili per ottenere i referendum, firmando la richiesta, e per bocciare
con il voto nei referendum queste pessime leggi. Sentiamo forte e
irrinunciabile il compito di costruire e diffondere conoscenza per giungere
al voto con una piena consapevolezza popolare, prima nel referendum sulla
Costituzione e poi nei referendum abrogativi sulla legge elettorale. Per
ottenere questi referendum sulla Costituzione e sulla legge elettorale
occorrono almeno 500.000 firme, per questo dal prossimo aprile vi invitiamo
a sostenere pienamente questo impegno.
Facciamo appello a tutte le persone di buona volontà affinché diano il loro
contributo creativo a questo essenziale dovere civico.

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Ecco i primi firmatari:

Nicola Acocella, Marco Albeltaro, Vittorio Angiolini, Alberto Asor Rosa,
Gaetano Azzariti, Michele Bacci, Andrea Bajani, Laura Barile, Carlo
Bertelli, Francesco Bilancia, Franco Bile, Sofia Boesch, Ginevra Bompiani,
Sandra Bonsanti, Mario Bova, Giuseppe Bozzi, Alberto Bradanini, Alberto
Burgio, Maria Agostina Cabiddu, Giuseppe Campione, Luciano Canfora, Paolo
Caretti, Lorenza Carlassare, Loris Caruso, Riccardo Chieppa, Luigi Ciotti,
Pasquale Colella, Daria Colombo, Michele Conforti, Fernanda Contri, Girolamo
Cotroneo, Nicola D'Angelo, Claudio De Fiores,  Claudio Della Valle, Ida
Dominijanni, Angelo D'Orsi, Roberto Einaudi, Vittorio Emiliani, Luigi
Ferrajoli, Gianni Ferrara, Vincenzo Ferrari, Maria Luisa Forenza, Patrizia
Fregonese, Mino Gabriele, Alberto Gajano, Giuseppe Rocco Gembillo, Roberto
Gennarelli, Paul Ginsborg, Antonio Giuliano, Fabio Grossi, Riccardo
Guastini, Monica Guerritore, Elvira Guida, Leo Gullotta, Alexander Hobel,
Elena Lattanzi, Paolo Leon, Antonio Lettieri, Rosetta Loy, Paolo Maddalena,
Valerio Magrelli, Fiorella Mannoia, Maria Mantello, Ivano Marescotti,
Annibale Marini, Anna Marson, Federico Martino, Enzo Marzo, Citto Maselli,
Stefano Merlini, Gian Giacomo Migone, Giuliano Montaldo, Tomaso Montanari,
Paolo Napolitano, Giorgio Nebbia, Guido Neppi Modona, Diego Novelli,
Piergiorgio Odifreddi, Massimo Oldoni, Moni Ovadia, Alessandro Pace,
Valentino Pace, Antonio Padellaro, Giovanni Palombarini, Giorgio Parisi,
Gianfranco Pasquino, Valerio Pocar, Daniela Poggi, Michele Prospero, Alfonso
Quaranta, Antonella Ranaldi, Norma Rangeri, Ermanno Rea, Giuseppe Ugo
Rescigno, Marco Revelli, Stefano Rodotà, Umberto Romagnoli, Gennaro Sasso,
Vincenzo Scalisi, Giacomo Scarpelli, Silvia Scola, Giuseppe Sergi, Tullio
Seppilli, Toni Servillo, Salvatore Settis, Armando Spataro, Mario Tiberi,
Alessandro Torre, Nicola Tranfaglia, Marco Travaglio, Nadia Urbinati, Gianni
Vattimo, Daniele Vicari, Massimo Villone, Maurizio Viroli, Mauro Volpi,
Roberto Zaccaria, Gustavo Zagrebelsky, Alex Zanotelli.