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4 marzo. La legge elettorale sempre più si rivela un vero disastro. Le responsabilità del Pd. In gioco Lega e Berlusconi. Parte raccolta di firme per cambiarla in Senato. L’ipotesi di un referendum abrogativo
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  16/02/2018  10:12:27, in Politica, letto 4387 volte
Ogni giorno che passa è sempre più chiaro la legge elettorale con cui voteremo il 4 marzo per Camera e Senato è un vero disastro. Tanto più se poi ci si ricorda che ci sono voluti ben otto voti di fiducia tra Camera e Senato per farla passare, posti dal governo Gentiloni che aveva promesso al suo insediamento che avrebbe lasciato il compito di approvare la nuova legge elettorale al parlamento. Salvo cambiare idea all’improvviso e chiedere la fiducia sul testo concordato tra i vertici di Pd, Forza Italia e Lega coadiuvati da alcuni nanetti. Qualcuno ha pensato che questa legge fosse molto furba per proteggere i propri interessi di bottega, ma ha sbagliato i conti e per di più ha commesso l’imprudenza di lasciare l’impronta riconoscibile della propria responsabilità. Non a caso è chiamata rosatellum dal cognome del capogruppo del Pd alla Camera.Forza Italia e Lega hanno visto in questa legge l’opportunità di rientrare in gioco alla grande, accarezzando perfino l’idea di vincere le elezioni. La responsabilità principale di questa legge elettorale nefasta è di questi partiti ed elettrici ed elettori faranno bene a ricordarselo il 4 marzo, non votandoli, nanetti compresi. Punto. Berlusconi sdoganato da Renzi con il patto del Nazareno A questo punto l’appello disperato del Pd, in calo secondo tutti i sondaggi, “non fare vincere la destra”, è solo un tentativo maldestro di allontanare da sé le proprie responsabilità. Berlusconi è stato sdoganato prima da Renzi con il patto del Nazareno, quando era ai minimi storici e per di più ineleggibile. Un ulteriore aiuto a Berlusconi l’ha dato questa ignobile legge elettorale che ha consentito di inserire nel simbolo elettorale di Forza Italia: Berlusconi presidente, il quale non solo non potrà essere eletto ma neppure potrà votare perché ha perso i diritti politici dopo la sentenza della magistratura. Eppure vediamo giornalisti che presi dall’entusiasmo chiedono a Berlusconi cosa farà da Presidente del Consiglio se vincerà le elezioni, addirittura chiedono la sua firma sul programma elettorale per verificare se rispetterà gli impegni presi. Roba da matti. Chi ha la responsabilità come il Pd di questo e di molto altro nella legislatura appena conclusa – basta pensare al tentativo fallito di manomettere la Costituzione – ha il coraggio di chiedere agli elettori di votare sotto ricatto, evocando la paura della destra, fingendo di dimenticare che l’elettore ha diverse alternative possibili tra tutti coloro che hanno contrastato questa legge elettorale, ed è un titolo di merito non da poco. Occorre andare a votare contro quei partiti che hanno approvato la legge A questo punto occorre evitare che se si debba tornare a votare – prima o poi accadrà – e ci si torni con questa legge elettorale. Anzitutto occorre andare a votare. Non votare è un errore ed in una certa misura è quello che alcuni partiti sperano perché più sono i non voto più pesano i voti espressi a loro favore. Poi occorre al più presto gettare le basi per arrivare ad una nuova legge elettorale. Per questo è iniziata la raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare del Coordinamento democrazia costutuzionalec, che ha due obiettivi principali: 1) gli elettori debbono potere scegliere direttamente tutti i loro deputati e senatori, mentre questa legge impone i nominati dai capi partito, 2) il numero degli eletti deve essere sostanzialmente proporzionale ai voti ricevuti. Parlamentari che rappresentano i cittadini e non sono nominati dai capi partito è oggi il problema dei problemi. Il rosatellum in Senato può essere cambiato rapidamente Si può fare rapidamente rivoltando come un calzino il rosatellum, questo dice la proposta di legge del Cdc. Quando la proposta di legge avrà raggiunto le 50.000 firme autenticate necessarie, nei 6 mesi previsti, verrà presentata al Senato che entro tre mesi, grazie al nuovo regolamento, la dovrà discutere. A quel punto ciascuno dovrà assumersi le sue responsabilità. Noi cercheremo di aprire uno spazio ma per approvare una nuova legge elettorale occorre arrivare ad avere la maggioranza e in questo parlamento non sarà facile. Per questo teniamo sullo sfondo un’ulteriore iniziativa, se questa non basterà. Se nulla cambierà abbiamo intenzione di promuovere un referendum abrogativo di questa legge elettorale e il voto degli elettori, come dimostra la vittoria del NO il 4 dicembre 2016, avrà finalmente l’occasione di seppellire il rosatellum comunque. *Alfiero Grandi, vicepresidente Coordinamento democrazia costituzionale