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“La revisione degli estimi catastali un'indispensabile riforma di equità e di giustizia”
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  11/01/2007  10:50:26, in Catasto, letto 4097 volte
E' in corso una campagna allarmistica e falsificatoria sul possibile aumento dell’imposta comunale sugli immobili (Ici), come conseguenza della riforma del sistema estimativo del catasto dei fabbricati oggetto del disegno di legge delega del governo, che rischia di generare infondate preoccupazioni tra i contribuenti. Al solo fine di contribuire a chiarire la situazione ricordo, innanzitutto, che la proposta di riformare gli estimi dei fabbricati è stata presentata dal governo al Parlamento con il preciso vincolo, scritto, dell'invarianza del gettito, tanto che, né nella delega né nella relazione tecnica sono state indicate maggiori entrate come effetto della riforma. L’unico obiettivo è rendere più efficiente e semplice il catasto e come scritto nella delega “favorire il progressivo miglioramento dei relativi livelli di perequazione, trasparenza e qualità, nonché il recupero dell’evasione ed elusione nel settore immobiliare”. Quindi, nessun aumento. Si saneranno, invece, situazioni in cui, come a esempio in molte grandi città, le periferie pagano un'Ici più alta rispetto a alcune zone centrali, che godono di una valutazione privilegiata non corrispondente alla realtà del mercato immobiliare, come si ricava anche da alcune valutazioni critiche fatte nei giorni scorsi, che ammettono che il rapporto tra valutazione catastale e realtà dei fatti è almeno di 1 a 4. Non si capisce, allora, perchè alcuni soggetti continuino a dare letteralmente i numeri, cercando di attribuire alla riforma proposta dal governo un aumento di tasse che non ci sarà, per la semplice ragione che se la valutazione dei valori immobiliari sarà più alta, e più vicina alla realtà, la percentuale di calcolo verrà contestualmente ridotta in modo da non alterare il risultato finale complessivo, anche perché la delega prevede l’introduzione di meccanismi volti ad assicurare una sostanziale invarianza del gettito complessivo delle imposte erariali e comunali. Certamente chi oggi paga meno di quello che dovrebbe pagherà di più, ma questo consentirà di ridurre la tassazione a chi, fino ad oggi, ha pagato più del necessario. Vorrei anche ricordare che l’eliminazione dall’Irpef della tassazione della prima casa è stata introdotta dal centro sinistra, con la finanziaria del 2001 e, proprio dalla riforma degli estimi, si creerà in futuro lo spazio per cercare di attenuare l’incidenza dell’Ici sulla prima casa. Nel ribadire che l'allarme che alcune associazioni alimentano è semplicemente destituito di fondamento, va aggiunto che anche le cifre sull'aumento dell'Ici, negli ultimi 10 anni, sono in realtà un pò diverse perchè mentre il gettito ICI è aumentato del 33 per cento, l'inflazione, nello stesso periodo, è stata del 26,7 per cento, quindi, l'incremento reale è stato del 6,3 per cento in 10 anni. Si registra, in ogni caso, un passo avanti nelle polemiche di qualche settimana fa, quando si attribuiva al decentramento del catasto ai comuni, un aumento dell'Ici. Oggi, nessuno ne parla più perchè, come avevamo sempre detto, il decentramento del catasto ai comuni, a cui si sta lavorando intensamente, non ha alcun effetto sull’aumento delle tasse ma, al contrario, consentirà una svolta nella lotta all'evasione.