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FIERA, BABBO NATALE NON C’È
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  18/01/2006  15:00:59, in Bologna, letto 10572 volte
Circolano leggende metropolitane volte a dimostrare che il centro destra bolognese (in realtà inconcludente e ininfluente in campo nazionale) si sarebbe adoperato per convincere il Governo a concedere i necessari, e dovuti, finanziamenti anche alla Fiera di Bologna e al resto del sistema fieristico regionale, correggendo così l’intervento unilaterale a favore della sola Fiera di Milano deciso con la finanziaria 2006 per ben 23 milioni di euro, e più in generale l’atteggiamento discriminatorio verso Bologna che dura ormai da 5 anni. In realtà di questa iniziativa strombazzata dal centro destra di Bologna non si avverte alcun segnale reale. Infatti il Governo continua semplicemente ad ignorare Bologna. È noto infatti che quasi tutte le Fiere italiane hanno bisogno di fare forti investimenti, in particolare nella sistemazione della viabilità e dell’accesso, che nelle condizioni attuali crea disagi a tutti, compresi i cittadini coinvolti. Questi investimenti hanno necessità di un sostegno dello Stato perché sono molto onerosi e sono indispensabili perché il sistema fieristico è una componenete importante dello sviluppo locale e nazionale. Dalla finanziaria 2002 (la prima del centro destra) gli interventi fatti approvare dal Governo hanno sempre privilegiato solo alcune realtà (soprattutto Milano) disconoscendo i problemi di altre realtà e segnatamente quelli di Bologna, che è pur sempre la seconda Fiera italiana. Sembrava che la finanziaria 2006 potesse essere l’occasione per correggere la situazione che si trascina dall’autunno 2001, ma non è stato così. Un deputato bolognese di An è stato paragonato, forse complice il periodo natalizio, a Babbo Natale, perché si è lasciato andare ad ottimistiche quanto infondate dichiarazioni sul prossimo arrivo di cospicui finanziamenti anche per la Fiera di Bologna, addirittura per oltre 4 milioni di euro. Naturalmente se fosse vero ne saremmo tutti felici, perché vorrebbe dire che il Governo ha autocriticamente riconosciuto la vera e propria discrimi nazione compiuta a danno di Bologna senza alcun fondamento oggettivo. Non è stato così perché la finanziaria 2006 ormai è stata definitivamente approvata e tutto è rimasto come prima, senza alcun cambio di rotta. Anzi è stato inserito nella finanziaria 2006 un emendamento che, aggravando la situazione, rifinanzia altre fiere oltre Milano ma continua ad escludere Bologna. Un vero e proprio schiaffo alla città e in particolare ai chiacchieroni che hanno cercato di travestirsi da Babbo Natale. Per essere precisi vediamo punto per punto: 1. L’emendamento alla legge finanziaria 2006 che prevedeva un contributo agli investimenti delle Fiere italiane in materia di viabilità per un importo pari a quello che era già previsto per la fiera di Milano è stato bocciato dalla maggioranza di centro destra e dal Governo. Nella versione predisposta dall’Unione l’emendamento, a mia prima firma, è stato bocciato senza sentire ragioni, mentre non è mai arrivato in discussione nella versione Raisi perché An non lo ha neppure segnalato al voto. Va ricordato che la procedura parlamentare per la legge finanziaria 2006 prevedeva che i gruppi parlamentari segnalassero gli emendamenti da discutere perché erano troppo numerosi per essere esaminati tutti. Quindi questo finanziamento non esiste nel testo della legge finanziaria 2006. 2. L’emendamento che riprendeva il vecchio articolo 17 del ddl sulla competitività (tassazione più favorevole sugli utili reinvestiti dalle Fiere), che sta languendo al Senato, è stato lasciato cadere anche nella versione più moderata presentata da un deputato di Forza Italia. Eppure il centro sinistra si era impegnato formalmente in Commissione Bilancio a sostenere questo emendamento, arrivando ad accantonare la propria proposta pur di vedere approvata la proposta. Anche di questo sostegno agli investimenti delle Fiere nella legge finanziaria 2006 non c’è alcuna traccia. 3. L’unico provvedimento ancora approvabile è la proposta di legge, a mia prima firma, già approvata dalla Camera, modificata solo nelle date di entrata in vigore al Senato e ora sottoposta alla definitiva approvazione della Camera. Questo testo è ora all’esame della Commissione Attività Produttive della Camera. Per l’approvazione definitiva di questa proposta di legge la via più certa è ottenere la sede legislativa in Commissione Attività Produttive della Camera. I tempi ormai brevissimi per il lavoro parlamentare consigliano di seguire questa via abbreviata. L’Unione ha già chiesto in modo unanime la sede legislativa per questa proposta di legge, mentre fino ad ora il centro destra non ha concesso le sue firme, indispensabili per procedere. Se dovesse restare l’attuale situazione di stallo questo provvedimento di legge difficilmente arriverà in aula e quindi è purtroppo possibile che non venga approvato. Anche questi finanziamenti sono vincolati all’approvazione definitiva della legge, la cui sorte si deciderà nei pochi giorni di vita che restano all’attuale legislatura. 4. Non risultano approvati altri provvedimenti di sostegno finanziario alla Fiera di Bologna e al sistema dell’Emilia-Romagna. Quindi non solo non esiste Babbo Natale (certamente non lo è il deputato di An che si è presentato come tale) ma anzi c’è il rischio dell’ennesima beffa e cioè che alla Fiera di Bologna e al sistema fieristico dell’Emilia-Romagna in questa legislatura non arrivi un solo euro. È auspicabile che in questi giorni si sviluppi un’iniziativa per salvare il salvabile, almeno approvando definitivamente la legge in discussione alla Camera. Un sostegno delle Istituzioni locali, come ha già fatto il Consiglio comunale di Bologna, e della stessa Fiera di Bologna possono fare la differenza nel convincere i deputati del centro destra a togliersi la barba finta di Babbo Natale e a comportarsi lealmente verso la città. In ogni caso gli elettori verranno puntualmente informati dei reali comportamenti del centro destra di Bologna e non ci sono travestimenti capaci di evitare la prova della verità che si baserà sui fatti e non sulle chiacchiere.