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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
(www.unita.it - 8 gennaio 2026)
Gli strateghi delle destre puntano a vincere il referendum sulla legge Nordio e ad approvare una legge elettorale funzionale al premierato che dopo verrebbe approvato dal parlamento, rinviando il referendum costituzionale a dopo le politiche del 2027
Massimo Donini (l’Unità 24/12) affronta il rapporto tra la legge Nordio, che modifica la Costituzione sulla magistratura, e il giudizio sul governo.
Il cambiamento della Costituzione ha un rilievo politico e istituzionale evidente, su questo dovrebbe esserci convergenza tra chi sostiene il Si e chi sostiene il No. Altrimenti perché mai il governo avrebbe fatto approvare ad ogni costo queste modifiche della Costituzione ? Fino a far raccogliere le firme dei parlamentari di maggioranza per chiedere il referendum sul suo stesso provvedimento.
Il governo ha blindato il testo per 4 letture parlamentari impedendo qualsiasi modifica, dell’opposizione e della maggioranza parlamentare e ora punta al plebiscito nel referendum.
La vittoria nel referendum sulla legge Nordio aiuterebbe il governo a fare approvare il “premierato”, altra modifica della Costituzione di cui ha chiesto l’inserimento nel calendario parlamentare. En passant: il premierato è esistito solo in Israele che lo ha poi abbandonato. E’ un surrogato del presidenzialismo, precluso di fatto dal ruolo che svolge il Presidente Mattarella. Questo pericoloso ircocervo sancirebbe una deriva accentratrice, tendenzialmente autoritaria (una capocrazia, Ainis) che snaturerebbe la Costituzione del 1948. Il premierato non è facile da far digerire e quindi gli strateghi delle destre puntano a vincere il referendum sulla legge Nordio e ad approvare una legge elettorale funzionale al premierato che dopo verrebbe approvato dal parlamento, rinviando il referendum costituzionale a dopo le politiche del 2027... Continua a leggere...
(www.strisciarossa.it - 12 gennaio 2026)
Il governo ha imposto la riforma della giustizia al Parlamento e ora vorrebbe imporla ad elettrici ed elettori tagliando i tempi previsti dalla legge per la raccolta delle firme e per la campagna elettorale. L’esecutivo ha infatti compiuto una evidente forzatura fissando la data della consultazione per il 22 e 23 marzo. Ha lanciato una sfida a quei cittadini che sostengono il No alla riforma Nordio e stanno raccogliendo le firme avendo come scadenza (prevista dalla legge) il 30 gennaio. Per questo, di fronte a questa scelta del governo Meloni, la raccolta deve continuare con ancora maggiore impegno e questo rafforzerà ulteriormente le ragioni di tutto lo schieramento dei sostenitori del No.
In 21 giorni raccolte 350 mila firme
In soli 21 giorni sono arrivate, infatti, più del 70% delle 500.00 firme necessarie per ottenere il referendum e per ottenere per il comitato promotore un ruolo di rango costituzionale, con tutti i diritti connessi. La raccolta delle firme è parte integrante della campagna elettorale per il No che sta iniziando con la formazione dei comitati in tutti i comuni, grazie anche al contributo di tanti sindaci. Il Comitato promotore delle firme ha comunque diritto di opporsi in tutte le sedi alla decisione del governo, che ha anticipato la data del referendum compiendo un atto di imperio... Continua a leggere...
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