Massimo Donini (l’Unità 24/12) affronta il rapporto tra la legge Nordio, che modifica la Costituzione sulla magistratura, e il giudizio sul governo.
Il cambiamento della Costituzione ha un rilievo politico e istituzionale evidente, su questo dovrebbe esserci convergenza tra chi sostiene il Si e chi sostiene il No. Altrimenti perché mai il governo avrebbe fatto approvare ad ogni costo queste modifiche della Costituzione ? Fino a far raccogliere le firme dei parlamentari di maggioranza per chiedere il referendum sul suo stesso provvedimento.
Il governo ha blindato il testo per 4 letture parlamentari impedendo qualsiasi modifica, dell’opposizione e della maggioranza parlamentare e ora punta al plebiscito nel referendum.
La vittoria nel referendum sulla legge Nordio aiuterebbe il governo a fare approvare il “premierato”, altra modifica della Costituzione di cui ha chiesto l’inserimento nel calendario parlamentare. En passant: il premierato è esistito solo in Israele che lo ha poi abbandonato. E’ un surrogato del presidenzialismo, precluso di fatto dal ruolo che svolge il Presidente Mattarella. Questo pericoloso ircocervo sancirebbe una deriva accentratrice, tendenzialmente autoritaria (una capocrazia, Ainis) che snaturerebbe la Costituzione del 1948. Il premierato non è facile da far digerire e quindi gli strateghi delle destre puntano a vincere il referendum sulla legge Nordio e ad approvare una legge elettorale funzionale al premierato che dopo verrebbe approvato dal parlamento, rinviando il referendum costituzionale a dopo le politiche del 2027... Continua a leggere...