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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
(www.strisciarossa.it - 2 Novembre 2025)
Il governo vuole tornare al nucleare, per questo ha presentato una proposta di legge alla Camera con la quale pretende una delega in bianco a fare tutto e il suo contrario. Ad esempio non chiarisce come avverranno le scelte del nucleare, di quale tipo, mischia fissione e fusione come fossero la stessa cosa, né chiarisce chi lo controllerà (una non meglio definita agenzia) e con quale reale autonomia opererà.
Sono passati ben 8 mesi dal primo consiglio dei ministri dello scorso febbraio, fino a quello dell’effettiva approvazione del testo. Ora la proposta del governo è ufficiale e rivela che in sostanza sta cercando di aggirare i 2 referendum (1987, 2011) che hanno votato No al nucleare civile in Italia e hanno determinato la chiusura delle centrali esistenti. Per di più l’ineffabile ministro Pichetto Fratin ha bloccato il lavoro fin qui compiuto per mettere in sicurezza le scorie radioattive già accumulate, senza chiarire come e quando intende risolvere il problema, limitandosi a rinviare tutto e a fissare un nuovo termine al 2038. Così si aggiungerà ritardo a ritardo.
Nucleare “nuovo”Il governo prima o poi dovrà spiegare alla Corte costituzionale perché e in cosa questo nucleare sarebbe diverso da quello bocciato dai 2 referendum popolari... Continua a leggere...
articolo del 30 ottobre 2025 su Domani
(www.strisciarossa.it - 2 ottobre 2025)
Sarebbe un errore sottovalutare il voto delle elezioni regionali nelle Marche, per le attese andate deluse e per la vittoria della destra di Giorgia Meloni. Inutile girarci attorno. Proprio per non spegnere la speranza che non si ripeta questo esito nelle altre regioni che andranno al voto. Nella preparazione delle elezioni regionali qualcosa non ha funzionato.
Certo in tutte le regioni l’opposizione si presenta sostanzialmente insieme, gli slittamenti dipendono dalla velleità di distinguersi di Carlo Calenda che cerca un centro che non c’è e finisce con il contribuire a far vincere la destra che, al contrario, assume le sue posture politiche più identitarie e di rottura. Fa sorridere la ricerca ancora pochi giorni fa della “deriva democristiana” di Giorgia Meloni, che al contrario nelle dichiarazioni recenti ha rispolverato posizioni di rottura, ad esempio con l’assurda accusa che la Sumud Flotilla poteva fare fallire la proposta di Trump, o per l’adesione alle posizioni di Trump quando ha accusato l’Onu di inefficienza dopo avergli tagliato le risorse e deciso l’uscita da organi internazionali... Continua a leggere...
(www.editorialedomani.it - 25 settembre 2025)
Il Governo ha accelerato l’approvazione delle modifiche della Costituzione che mettono in discussione l’indipendenza della magistratura. Dopo la Camera toccherà al Senato l’approvazione in seconda lettura.
Potrà bloccarne l’entrata in vigore solo il referendum costituzionale che ci sarà nella prossima primavera perchè l’approvazione non ha raggiunto i due terzi dei parlamentari. La destra è convinta di farcela, ma per riuscirci deve alzare i toni dello scontro politico per convincere settori di elettorato sconcertati che occorra stravolgere un caposaldo della Costituzione come l’indipendenza della magistratura. Non a caso Giorgia Meloni ha alzato i toni, sfruttando lo sciagurato assassinio di un dirigente Maga americano (negli Usa non in Italia) e rispolverando i toni dei comizi peggiori. Colpisce che per farlo abbia scelto la platea di Vox, i neofranchisti spagnoli.
I risultati del governo sono scarsi, meglio buttarla in caciara.
E’ una contraddizione che il governo in 3 anni abbia aumentato il numero dei reati (+18) per convincere che si sta facendo qualcosa. In realtà sono aumentati gli anni di carcere infliggibili, mentre le incoerenze legislative hanno avvicinato la galera per un’occupazione di case o per un blocco stradale ai delitti contro la persona.
Questa faccia feroce del governo è in contraddizione con la delegittimazione della magistratura. Sono segnali che contraddicono il sentire di una parte dell’elettorato della destra.
Mantenere nel simbolo di F.I. il nome di Berlusconi, malgrado non possa essere più eletto, configura una vendetta postuma verso la magistratura. F. I. ha scoperto la carica di segretario del partito solo per lasciare nel simbolo Berlusconi presidente... Continua a leggere...
(www.strisciarossa.it - 21 settembre 2025)
Il Ministro Nordio, che si è impegnato in prima persona per la modifica della Costituzione che limita pesantemente l’indipendenza della magistratura, ammette che, se approvata, essa non cambierà nulla nel funzionamento della giustizia per i cittadini: i processi resterebbero troppo lunghi, e così via.
Sorge spontanea una domanda: perché il governo ha imposto al Parlamento di approvare questa riforma? Perché ha evitato il confronto con le opposizioni, pur sapendo che alcuni settori avrebbero potuto essere disponibili? Azione, ad esempio, ha votato a favore. Perché puntare su soluzioni così controverse e affidare tutto al referendum costituzionale?
Le ragioni sono almeno due.
La prima è che l’intervento sull’indipendenza della magistratura rientra in un disegno più ampio, parte costitutiva del programma della destra: elezione diretta del Presidente del Consiglio, autonomia regionale differenziata – con trasferimento di poteri che la Corte costituzionale ha già dichiarato incompatibili con la Costituzione – e, appunto, l’attacco all’indipendenza della magistratura. Uno stravolgimento della Carta nata dalla Resistenza... Continua a leggere...
(www.strisciarossa.it - 12 settembre 2025)
Ci sono situazioni emblematiche di un’epoca come il lungo tavolo alla Casa Bianca in cui troneggia Trump circondato dai capi delle big tech informatiche e altri miliardari, con patrimoni di oltre 600 miliardi di dollari. Se Musk non fosse in quarantena per le liti con Trump sarebbero 1.000.
La globalizzazione era il terreno naturale di crescita e conquista di mercati da parte di aziende che volevano dominarli. Potenze finanziarie, come Black rock (12.000 miliardi) investivano migliaia di miliardi nel mondo per fare fruttare capitali sempre più ingenti, estendendo una forte rete di dominio finanziario, rendendo la distanza tra chi decide e la realtà fisica del lavoro siderale. I lavoratori spesso hanno lottato contro chiusure o smembramenti di aziende decise in consigli di amministrazione lontani, inarrivabili... Continua a leggere...
Conoscevo Paolo Nerozzi da molti decenni, abbiamo lavorato insieme per periodi intensi della nostra vita sindacale e politica. Voglio ricordare in particolare il periodo trascorso nella funzione pubblica cgil, di cui ero diventato a sorpresa il segretario generale nel 1988, pur non avendo alcun trascorso lavorativo nei settori pubblici, nella convinzione della CGIL nazionale che la nuova categoria unificata di Enti locali, Sanita' pubblica e privata, Aziende pubbliche nazionali e locali, Stato, parastato doveva avere un forte connotato confederale. Un "confederale" come il segretario generale dell'Emilia Romagna era considerata la scelta necessaria per garantire la confederalita' della nuova categoria... Continua a leggere...
Pietro Spataro ha scritto un articolo serio e coraggioso (qui il link), nel quale è evidente il dispiacere nel vedere l’inciampo rappresentato dall’indigesto accordo campano che si prospetta nel Pd e che rischia di rallentare, se non fermare, il cammino iniziato da Schlein nel Pd.
Cito Pietro, ma fa impressione anche la coraggiosa sofferenza pubblica di Ruotolo nell’intervista su Il Fatto che non nasconde i problemi creati dall’accordo e cerca di inserire l’accordo in una soluzione positiva.
L’obiettivo dell’accordo è chiaro: arrivare ad una candidatura unitaria nelle ormai prossime elezioni regionali nella persona di Fico a capo di quello che non so come chiamare, campo largo è bruttino, sarebbe meglio trovare un nome più caratterizzante e mobilitante come alternativa campana... Continua a leggere...
Articolo del 22 agosto su DOMANI
L’incontro tra Trump e Putin in Alaska ha dato un segnale chiaro: le sanzioni Usa sono come non esistenti e le 18 decise dall’Europa contro la Russia sembrano sempre più una coazione a ripetere, lasciando il passo al tappeto rosso di Anchorage. A questo punto si potrebbe - forse - delineare la soluzione ad una guerra che dura ormai da 3 anni e mezzo e ha avvelenato le relazioni nel mondo, stravolgendone le priorità. Solo l’anno prima dell’invasione russa dell’Ucraina il focus era sull’obiettivo del contrasto corale del mondo al cambiamento climatico. Mentre oggi l’accento è sul riarmo e sull’aumento delle spese militari, che colpiranno duramente in Europa. Il cambiamento climatico è diventato argomento subordinato... Continua a leggere...
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