Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
(www.strisciarossa.it - 16 gougno 2026)
I partiti di opposizione disponibili a creare un’alternativa credibile alla destra stanno sottovalutando alcuni problemi.
Il cambiamento di governo è una necessità, per certi versi un’urgenza. La difficoltà principale è che gli elettori sono sostanzialmente spettatori di quanto accade tra i partiti che non indicano modalità unitarie per partecipare, contribuire a chiudere questo nefasto governo della destra.
Il referendum costituzionale del marzo scorso ne è la prova evidente. A 3 mesi da un risultato eccezionale (elettori che sono tornati a votare e un consenso importante tra i giovani) questa forte indicazione non è stata raccolta. Eppure era la priorità perché non è scontato che i voti nel referendum diventino consensi all’alternativa.
Due sono stati i fattori decisivi: difesa della Costituzione e consapevolezza che quel voto contava e non poteva essere tradito. La discussione tra i partiti sull’alternativa alla destra non è partita bene, non ha saputo parlare alla novità del risultato referendario.
Il tempo stringe, si rischia di perdere la spinta del Referendum
Il tempo stringe. Il rischio di perdere questa spinta propulsiva esiste. L’urgenza dei problemi è tale che si rischiano incomprensioni nel rapporto con elettori che vogliono capire ed essere coinvolti, non solo dai singoli partiti ma in una discussione sul futuro, sulle scelte. Puntare solo sulla legge elettorale, pur importante, può non bastare per arrivare al cuore e alla mente di chi deve essere convinto.
Per esempio la situazione dell’ex Ilva, la più grande acciaieria europea. Oggi ridotta in condizioni che gridano vendetta, con il rischio di una crisi senza via d’uscita. Giustamente il presidente della Puglia Decaro ha proposto che lo Stato prenda direttamente in mano l’azienda per il periodo necessario, facendo l’ineludibile riconversione green e gli investimenti necessari, come già hanno fatto con successo altre aziende in Europa e in Italia... Continua a leggere...
(l’Unità - 4 giugno 2026)
Sì al nucleare anche se l’Italia ha detto No. Il Governo è eversivo
Dopo la folle crociata contro il green deal, che ha mandato Ko il nostro auto motive e nuove opportunità di crescita, Meloni è alle strette e rilancia un piano già bocciato per due volte con referendum
Il governo vuole reintrodurre il nucleare in Italia, fregandosene dei due referendum che hanno detto no. Le opposizioni che aspirano a conquistare il consenso per costituire un governo di alternativa politica dopo debbono comprendere la pericolosità e per certi versi il carattere eversivo della posizione del governo per la democrazia italiana.
A cosa serve votare se poi parlamento e governo, approfittando di una maggioranza parlamentare che governa grazie ad un premio di maggioranza del 15 %, contraddicono il voto delle elettrici e degli elettori ?
Questo governo sconfitto nel referendum che aveva voluto, convinto di ottenere un plebiscito sulla magistratura, è in affanno e punta a ribaltare quel risultato negativo (per il governo) con il nucleare...
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(Il Fatto quotidiano 3 giugno 2026)
Dopo la debacle, ora ci riprovano
con un tema già deciso dalla CorteInizia alla Camera l’esame della proposta del governo per il ritorno al nucleare. Non è solo problema di politica energetica, di ambiente e di sicurezza, ma è anzitutto una grande questione di democrazia e di Costituzione.
Meloni vuole la legge entro l’estate perché le destre non sono in grado di correggere gli errori e non capiscono il risultato del referendum costituzionale che ha bocciato il loro attacco all’indipendenza della magistratura.
Se dopo l’esito del referendum costituzionale sulla magistratura passasse questo attacco frontale ai referendum abrogativi del 1987 e del 2011 si aprirebbe una crisi di credibilità democratica, istituzionale e costituzionale. Sarebbe un pessimo segnale affossare i risultati dei referendum abrogativi sul nucleare dopo il voto sulla Costituzione. Chi si è convinto che il suo voto era utile ora potrebbe ripensarci...
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