La controriforma Meloni-Nordio è inaccettabile. Ispirata dalla destra che sogna una vendetta contro i giudici in nome di Silvio Berlusconi, quasi fosse un perseguitato dai giudici anziché un condannato che ha dovuto scontare una pena. Non a caso Forza Italia ha nel simbolo il nome del defunto che ne è tuttora il presidente e Tajani è “solo” segretario del partito.
La Meloni-Nordio è inaccettabile perché la destra oggi egemone persegue lo stravolgimento della Costituzione antifascista del 1948, mai del tutto accettata, e vuole dare un colpo al ruolo della magistratura (giudici e pubblici ministeri) per governare senza vincoli e controlli. Infatti ha gridato all’invasione di campo dei magistrati quando la Corte dei Conti ha bloccato le forzature sulle norme in vigore per il ponte sullo stretto, o quando i giudici hanno difeso i diritti dei migranti negati dalla detenzione nei costosi “lager” costruiti in Albania da questo governo.
Il governo della destra vuole una magistratura subalterna, come ha fiaccato il ruolo del Parlamento facendo approvare, senza cambiare una virgola, la legge Meloni-Nordio. Il governo ha svuotato il ruolo del Parlamento di cui esercita di fatto i poteri e ora vuole una magistratura accomodante, subalterna.

Per questo il governo vuole che il Csm, garante dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, venga suddiviso in tre parti, due mini Csm per giudici e Pm e un’Alta Corte per gestire la parte disciplinare sia dei giudici che dei Pm, di nuovo tutti magistrati. Il Csm suddiviso in tre sarebbe una rappresentanza più debole e per di più i componenti della magistratura verrebbero sorteggiati, non eletti come ora, indebolendolo ulteriormente... Continua a leggere...
(www.strisciarossa.it - 9 febbraio 2026)
La Corte di Cassazione ha svolto bene il suo compito. Infatti l’Ufficio centrale per i referendum ha ammesso le oltre 500.000 firme a sostegno della richiesta di referendum promossa da 15 cittadini riconoscendo pienamente che ciascuno dei soggetti aventi diritto ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione può chiedere il referendum su leggi che come la Meloni-Nordio vogliono cambiare la Costituzione e quindi ha un ruolo riconosciuto e tutelato.
Tanto è vero che la Corte di Cassazione ha strapazzato la sentenza del Tar del Lazio che aveva ritenuto ininfluente il ruolo di queste 546.000 firme perché il referendum ormai era certo in quanto l’avevano promosso i parlamentari di maggioranza e di opposizione. Di più la Cassazione ha spiegato al Tar con chiarezza che la sua sentenza si è occupata di una materia che non gli compete perché solo la Corte di Cassazione è titolata a pronunciarsi sulla validità delle richieste dei referendum che possono provenire da almeno il 20% dei parlamentari, da 5 regioni o da almeno 500.000 cittadini... Continua a leggere...