Clamorosa retromarcia di Fratelli d’Italia sulla legge elettorale, ma così la destra si avvicina al traguardo. La destra, divisa e confusa ha chiaro solo che non vuole abbandonare il potere conquistato per i gravi errori dell’attuale opposizione che si è divisa nel 2022. Questa legge serve a questo obiettivo. Va denunciato l’uso strumentale, si potrebbe dire privato, di un bene pubblico come la legge elettorale che non consentirà agli elettori di decidere i parlamentari che li debbono rappresentare.
Elezionie campagne elettorali
Questa legge elettorale così è ancora più incostituzionale. La giravolta di Giorgia Meloni aumenta le ragioni di incostituzionalità. La legge impone di scrivere il nome del candidato Presidente del Consiglio per costringere il Presidente della Repubblica ad accettarlo, va contro l’articolo 92 della Costituzione, e impone a tutti i partiti di indicarlo se vogliono partecipare pienamente alla competizione elettorale.
Il voto dei cittadini non sarà più del tutto libero e tanto meno uguale perché chi vince si prende 70 deputati e 35 senatori e i nomi sono decisi dall’alto, le preferenze, dopo la rinuncia di Giorgia Meloni resteranno per una piccola riserva indiana di parlamentari.
Va sostenuta l’iniziativa della Rete per un voto libero ed uguale che sta già organizzando avvocati, cittadini sottoscrittori, iniziative politiche e finanziarie per presentare i ricorsi alla magistratura sull’incostituzionalità della legge appena entrerà in vigore. Anche i parlamentari dell’opposizione debbono partecipare alla sottoscrizione dei ricorsi insieme ai cittadin...
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