Immagine  
"
Se le finestre della casa sono molte, diminuisce la tranquillità, ma aumenta la sua luce.

Alì Al'Khawwas
"
 
.:: Home Page : Articoli
Profondo rosso. Crisi finanziaria, il doppio binario di Tremonti
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  07/10/2008  10:27:03, in Finanza, letto 1798 volte

Pubblicato su www.aprileonline.info

e Sinistra democratica news

La crisi finanziaria innescata dai mutui subprime è costata almeno 2300 miliardi di dollari a cui vanno aggiunti gli interventi per tentare di tamponarne le conseguenze. In altre parole, in poco tempo è come se si fosse dissolto il doppio del PIL dell'Italia. Difficile non intervenire per tentare di limitare i danni dello tsunami finanziario in atto, ma non si può chiedere all'intervento pubblico di sparire subito dopo.

Tremonti ha detto che la finanza globale è la peste del XXI secolo e in effetti quanto sta accadendo in questi giorni conferma che la speranza che la crisi finanziaria iniziata con i subprime (ma in realtà iniziata prima, almeno con le truffe come Enron, Bond Argentini, Parmalat, ecc.) potesse risolversi rapidamente si sta rivelando fallace e infatti continuano gli sconquassi finanziari, i clamorosi fallimenti delle banche d'affari, cresce la preoccupazione dei risparmiatori. Le iniziative per cercare di tamponarne gli effetti sono sempre più costose. L'iniziativa del Governo USA è lievitata ormai a 850 miliardi di dollari - se basteranno - e ora la Germania prepara una rete di protezione di 500 miliardi di euro che, tenuto conto del cambio, è paragonabile all'intervento americano.

Facendo un primo conto approssimativo la crisi finanziaria innescata dai mutui subprime è costata almeno 2300 miliardi di dollari a cui vanno aggiunti gli interventi per tentare di tamponarne le conseguenze. In altre parole, in poco tempo è come se si fosse dissolto il doppio del PIL dell'Italia. Senza contare le flessioni delle borse nel mondo, migliaia di miliardi di dollari bruciati.
Oggi (ma solo oggi) pochi negano che la crisi sia stata causata dalla dimensione smisurata della finanziarizzazione dell'economia che per almeno il 90% nulla ha a che fare con un qualunque processo reale nella produzione, nei servizi, nell'uso dell'intelligenza, ecc. Va aggiunto che alla constatazione del disastro non si accompagna un'analoga autocritica. Tanto è vero che l'intervento pubblico per fermare la crisi finanziaria ed economica è visto, in America come in Italia, come temporaneo per poi riconsegnare tutto al cosiddetto mercato.
In altre parole per alcuni, l'intervento pubblico va bene per affrontare la crisi, ed è ovviamente a carico della collettività, appena però la malattia sarà passata tutto tornerà al privato. Le dichiarazioni dei guru americani e della Marcegaglia sono pressoché identiche. Le resistenze al mega soccorso proposto da Bush si spiegano anche con questi atteggiamenti: quando le cose vanno male il problema è di tutti, quando vanno bene i profitti sono rigorosamente privati. Da anni le analisi di Marx non erano così attuali.
Difficile non intervenire per tentare di limitare i danni dello tsunami finanziario in atto, ma non si può chiedere all'intervento pubblico di sparire subito dopo. Il punto che si pone oggi è un nuovo rapporto tra intervento pubblico e mercato, perché la crisi dimostra che il laissez faire è semplicemente incapace di garantire la collettività. Dopo decenni di liberismo dominante, oggi questa dottrina e questa pratica sono in crisi e si delinea un nuovo tipo di capitalismo di stato. Del resto cosa sono i Fondi Sovrani, oggi così importanti, se non fondi di proprietà di uno Stato?
Dopo la crisi del 1929 furono adottati provvedimenti che non si limitavano a tamponare le falle prodotte dai comportamenti improvvidi che avevano portato a quella drammatica crisi prima finanziaria e poi economica, ma intervenivano anche sul funzionamento del sistema che li consentiva e per alleggerire la pressione della crisi sulle classi subalterne.
Ad esempio, il sistema bancario dopo il 1929 era stato ridisegnato in modo da evitare almeno il ripetersi delle modalità che avevano favorito quella crisi finanziaria, prima negli USA e poi nel mondo, Italia compresa, affrontando anzitutto la commistione tra imprese e banche. Infatti prima non c'era una netta distinzione di compiti e di responsabilità. Di nuovo in tempi più recenti si è riproposto il problema. Dopo le crisi dei bond argentini, della Cirio, della Parmalat la commissione di indagine parlamentare italiana aveva indicato l'esigenza di adottare radicali misure di netta separazione tra banca e impresa, per distinguere nettamente tra prodotti finanziari e loro distribuzione ai clienti, ai privati. C'erano tesi diverse, tra chi proponeva misure più radicali come la netta distinzione societaria tra produttore e distributore di prodotti finanziari e chi riteneva sufficiente una separazione organizzativa nella struttura bancaria o finanziaria (le cosiddette muraglie cinesi) ma in ogni caso la tendenza era verso la creazione di un tendenziale conflitto di interessi in modo da proteggere meglio i risparmiatori.
Non a caso nella crisi Parmalat gli Istituti di credito hanno dovuto pagare indennizzi pesanti per avere rifilato prodotti finanziari già considerati invendibili agli ignari risparmiatori.
Ora invece il CICR (comitato presieduto da Tremonti e presente il Governatore della Banca d'Italia) ha deciso di consentire alle banche di acquistare una quota più rilevante delle imprese partecipate, misurando la partecipazione al proprio patrimonio e non più a quello dell'impresa. Questo significa che le banche possono essere coinvolte nei destini delle aziende in termini molto maggiori di quanto fino ad ora previsto.
A questo va aggiunto che è in fase di avanzata approvazione, con l'appoggio della Banca d'Italia, anche una maggiore presenza delle imprese nel capitale delle banche. In sostanza le imprese azioniste diventerebbero in futuro ancora più intrecciate con le banche con buone probabilità di godere di trattamenti di favore nella concessione di finanziamenti da parte delle loro partecipate. Qualche regola di buona creanza è presente oggi negli statuti ma poco di più. Come disse un autorevole imprenditore: compro azioni per fare un investimento ma mi impegno a non pesare nella vita della banca, ma tutto era affidato al suo buon cuore.
In piena crisi finanziaria in Italia continua ad essere depenalizzato il falso in bilancio e sta entrando in vigore una legislazione benevola verso chi fallisce. Insomma si ricreano gli antichi pericoli che contribuirono alla crisi del 1929, e non solo a quella.
Purtroppo anche dal versante europeo vengono segnali contraddittori. Da un lato con Basilea 2 vengono precisati i criteri della capitalizzazione, vista come la garanzia che non vi siano sorprese negative. Dall'altro con le normative che ridisegnano il rapporto tra banca e impresa vengono allentati vincoli e garanzie che contraddicono la precedente indicazione.
Va ricordato poi che dal 1992 è stata superata la distinzione tra le attività bancarie e quelle di investimento consentendo il ritorno alla banca generale che può fare tutto.
La crisi finanziaria in corso impone di rivedere questi ed altri processi. Purtroppo mentre le parole di Tremonti sembrano andare verso maggiori controlli sul mercato finanziario, in pratica il Governo si muove nella direzione opposta, contraddicendo le affermazioni fin qui fatte. Anche Banca d'Italia parla da poco di maggiori controlli mentre per troppo tempo ha affermato che anziché regole più severe era preferibile avere un controllo dell'opinione pubblica sui comportamenti.
Dopo la crisi del 1929 e la seconda guerra mondiale si arrivò a delineare nel mondo un sistema di relazioni finanziarie ed economiche che ha retto per alcuni decenni ma che è poi stato abbandonato e oggi è diventato manifestamente inadeguato dopo la massiccia iniezione di liberalizzazioni. La prima rottura avvenne quando gli USA, che erano stati protagonisti del nuovo ordine mondiale, decisero di abbandonare la convertibilità del dollaro che era la moneta fondamentale, affossando di fatto il sistema senza delinearne un altro altrettanto solido. Il serpente monetario prima e l'Euro dopo sono stati una parziale risposta dell'Europa al caotico mercato finanziario dopo la fine degli accordi di Bretton Wood. Per il resto si è andati avanti per spinte contraddittorie. Anche il G8 sui movimenti finanziari è stata di fatto una sede del tutto inutile, nella quale sono stati fatti al massimo appelli a comportarsi bene.
Ora si pone il problema di non insistere, o almeno non solo, con l'immissione di capitali a buon mercato e a spese dei cittadini per sostenere il mercato finanziario così com'è. Né basterà mettere a carico della finanza pubblica i costi dei guasti creati dalla finanza privatissima. Certo di fronte ad una crisi occorre intervenire ma i soldi dovrebbero essere impiegati per garantire la collettività non per sovvenzionare gli speculatori. Le immissioni di liquidità fini a sé stesse sono solo un modo per trasferire i costi della crisi sulle spalle della collettività e non impediscono il ricrearsi della stessa situazione in futuro.
Occorre ricostruire un rapporto credibile tra l'attività finanziaria e le attività produttive, dei servizi, del lavoro intellettuale, interrompendo la deriva della creazione di ricchezza fittizia attraverso movimenti finanziari destituiti di ogni fondamento reale.
Ci sono prodotti finanziari che semplicemente vanno vietati o almeno fortemente limitati. Non si possono consentire derivati come i futures che ormai fanno il bello e il cattivo tempo sui prezzi delle materie prime, del petrolio perchè di fatto inducono un'aspettativa di prezzo del tutto speculativa che finisce con il determinarne il prezzo reale.
Questi ed altri prodotti finanziari, come i fondi spazzatura, non hanno alcuna ragione di esistere. Quindi ci sono prodotti finanziari che vanno semplicemente esclusi. E' la conferma che occorrono nuove regole sui mercati finanziari in Europa e nel mondo.
Chi può fare questo? Fino ad oggi ha prevalso la tesi che non possiamo adottare provvedimenti finchè non li adottano anche altri. A parte il fatto che oggi chi potesse dare garanzie di trasparenza potrebbe lucrare su un delta positivo perché è del tutto chiaro che la fiducia è crollata e chi per primo dimostrerà di essere affidabile potrà attirare investitori dal resto del mondo. Si pone il problema di una sede mondiale credibile, c'è chi ha parlato di ONU dell'economia. E' vero che l'azione per sminuire il ruolo dell'ONU non aiuta certo oggi ad avanzare ipotesi di questo tipo, eppure non ci sono alternative: o il caos provocato da crisi ricorrenti, puntualmente messe a carico dei cittadini del mondo, oppure un nuovo quadro di regole e di strumenti comprendente la riforma di quelli esistenti in un quadro coerente.
Anche l'Europa deve cambiare in profondità. Emergono tutti insieme problemi come lo squilibrio tra sede politica di governo dell'economia europea (assente) e BCE, ruolo monetarista e conservatore della BCE, regole di Maastricht ormai fuori dal tempo. L'Europa porrebbe svolgere un ruolo positivo per sé e per il mondo nell'individuare sedi e modalità di funzionamento dei mercati finanziari a condizione di individuare una sede di politica economica e di abbandonare il talmud monetarista che fino ad oggi l'ha guidata.
La cosa che lascia interdetti è che la sinistra non ha una reazione all'altezza della sfida. Eppure molte cose le danno ragione, ma sembra quasi che questa conferma sia arrivata troppo tardi. Chi ricorda oggi che la Tobin tax aveva l'obiettivo di controllare i processi finanziari speculativi? Sarebbe veramente curioso che chi ha provocato o permesso la crisi finanziaria, mettendo a rischio i soldi di tutti, oggi fosse anche il protagonista delle soluzioni. Forse sarebbe il caso di svegliarsi.
Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa
 
Nessun commento trovato.

Testo (max 2000 caratteri)
Nome
eMail



Scrivi i caratteri che leggi nell'immagine, rispettando le maiuscole


Trattamento dei dati
Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell'art. 13 del D.lgs. n.196/2003, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni:

    • I dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalità concernenti l'attività informativa di questo spazio
    • Il conferimento dei dati è facoltativo e l'eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza.
    • I dati da Lei forniti non saranno oggetto di diffusione se non quelli specifici di questo sito web.
Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
Iscriviti alla newsletter
 

Cerca per parole chiave
 



Titolo
Atti Ufficiali (2)
Avvisi (2)
Avvisi ai lettori blog (3)
Bologna (3)
Catasto (36)
Contributi al Blog (1)
Diritti (4)
Economia (64)
Finanza (23)
Finanziaria (10)
Fisco (27)
generale (1)
Internazionale (2)
Interviste (12)
Lavoro (32)
Ministero delle Finanze (10)
Nucleare (53)
Ogm (1)
Omeopatia (1)
Pace (1)
Politica (218)
Politoca (1)
Pubblicazioni (11)
Sondaggio (1)
Tobin tax (12)
Trentin (1)
Welfare (7)

Catalogati per mese:
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019

Ultimi commenti:
Ciao a tutti. Ho visto i comme...
21/10/2019  10:49:10
.:: irena
GERARDRAFINON@GMAIL.COMHai bis...
17/10/2019  10:29:31
.:: GERARD
Ciao !Hai bisogno di un serviz...
16/10/2019  22:55:35
.:: Richard William
Sei interessato a un prestito ...
16/10/2019  04:28:56
.:: Sophie
Il détient des problèmes finan...
15/10/2019  21:36:19
.:: DECASAMarieRose



Titolo



Ci sono 18 persone collegate