Immagine  
"
Noi ci impegnamo a stare dalla parte di chi soffre nella miseria e nell'abbandono, facendo voce di chi non ha voce e operando concretamente nella convinzione che nessuno può essere felice da solo.

Chang Gyouchoi - Confucianesimo
"
 
.:: Home Page : Articoli
Pesa la difficoltà di contrapporre alla destra uno schieramento nettamente alternativo
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  04/07/2021  18:35:09, in Politica, letto 1323 volte
(articolo di Alfiero Grandi su www.jobsnews.it del 4/07/21)

La crisi del sistema politico italiano (in particolare dei partiti) rischia di diventare istituzionale e di fare scivolare il nostro paese verso una modifica dei valori, degli obiettivi, costruendo nuove gerarchie sociali che sono il contrario dell’inclusione, mettendo in crisi il ruolo della Costituzione e quindi minacciando la stessa tenuta sociale del nostro paese.

Apparentemente il governo Draghi rappresenta una fase anestetizzata. In realtà non è affatto una pausa, nel paese si agitano tensioni e si sviluppano iniziative. Ci sono movimenti profondi che stanno cambiando collocazioni e orientamenti dei partiti attuali, le loro alleanze e tendono a modificare in profondità il futuro politico del paese. In altre parole i problemi non risolti di identità, di radicamento, di capacità di rappresentare dei partiti stanno portando a convulsioni sempre più profonde, a cui non corrispondono reazioni adeguate, all’altezza dei problemi da affrontare.

La stanchezza e la sfiducia hanno portato in pochi anni alla rapida crescita di partiti, o simil partiti, e al loro altrettanto rapido declino. Questa fase non è conclusa perché la ricerca di punti di riferimento, affidabili, riconoscibili, tra loro alternativi non si è conclusa e quindi le convulsioni del sistema politico continuano e i voti si spostano con rapidità, anche verso l’astensione.

La debolezza del sistema politico dei partiti ha dato spazio a tentativi di occupare le istituzioni cercando di stabilire un rapporto diretto con gli elettori. Questo è stato il tentativo di Renzi che ha cercato di ottenere sul versante istituzionale la conservazione del potere conquistato, che il Pd non era in grado di garantirgli. Solo la sconfitta nel referendum costituzionale del 2016 lo ha fermato nella rincorsa al potere, ma il Pd che avrebbe dovuto cogliere l’occasione per una riflessione di fondo, per fare i conti con il renzismo, ha glissato e il nodo non è affatto risolto, visto che – sia pure dall’esterno del Pd – le azioni corsare hanno portato prima alla crisi della maggioranza del governo Conte 2 e ora continua a pesare sul quadro politico la difficoltà di contrapporre alla destra uno schieramento nettamente alternativo. Difficoltà nella quale sono particolarmente esposti sia il Movimento 5 Stelle che Italia Viva. Due situazioni molto diverse ma accomunate da percorsi a zig zag, come per le elezioni nei Comuni di ottobre, e sulla legge Zan.

Elettrici ed elettori hanno bisogno di chiarezza, di riferimenti coerenti. Il tempo del pensiero debole dovrebbe essere considerato concluso. Occorre tornare ai valori, ai riferimenti certi, alle risposte convincenti, superando un tatticismo che è diventato – largamente – diffuso opportunismo.

La formula né di destra né di sinistra è in crisi, sia pure perché la destra si è manifestata in modo chiarissimo in occasioni importanti ed emblematiche, e promette di farlo ancora di più in occasione delle prossime elezioni politiche.

Se il governo Draghi non può essere inteso come il periodo della ricreazione per i partiti e tanto meno può bastare caratterizzarsi nella competizione politica come il sostenitore più fedele (il partito di Draghi) occorre di conseguenza affrontare i problemi, cercando di spostare l’asse dell’azione di governo sul piano sociale, economico e dei diritti. Quindi la competizione con la destra deve essere aperta e forte.

Il PNRR è decisivo per il futuro dell’Italia. È un’occasione irripetibile, non va mai dimenticato. Tuttavia ci sono scelte che debbono essere fatte e l’Europa ha già richiesto di spostare risorse per miliardi di euro per affrontare obiettivi dimenticati, e per togliere quattrini a scelte non coerenti con gli obiettivi della transizione ecologica. Quindi la Commissione europea è l’unico interlocutore, per ora, del governo Draghi.

Nulla del genere è arrivato dal parlamento italiano. Certo il parlamento è ancora sotto scopa dopo il taglio dei parlamentari confermato dal referendum popolare. Eppure il parlamento non ha trovato la forza di reagire neppure in questa occasione. Non ha avuto la forza e la consapevolezza di dovere non solo approvare ma soprattutto condizionare e correggere, qualificare positivamente le scelte indicate nel PNRR, sbarrando la strada ai conservatori e agli interessi economici che difendono le scelte precedenti per fini di profitto aziendale.

Nell’ambito del PNRR ci sono scelte diverse possibili: di destra e di sinistra, innovative o conservatrici, questo dovrebbe portare ad affrontare un duro confronto con i conservatori, che si annidano anche in aziende a partecipazione pubblica. Ma tutto questo è lontano, rarefatto, sostanzialmente delegato al governo, che è oggetto di pressione e di lobbismo degli interessi economici e finanziari dominanti, che allo stato non trovano contrappesi adeguati.

Il decreto legge governance lascia seri dubbi sulle procedure indicate, non tanto sulla velocizzazione ma sulle modalità conclusive di decisione, sulla reale apertura alle opinioni degli esperti, delle associazioni, dei cittadini organizzati a livello territoriale. Al di là delle formule come sarà possibile avere voce in capitolo e come si potrà impedire che il governo vada oltre i limiti nelle decisioni conclusive? L’approvazione del PNRR è automaticamente una delega su tutti i singoli interventi? Questi problemi non riguardano il ruolo dei partiti? C’è un’unica delega in bianco su tutto?

Tra questi c’è il problema principe dello sblocco dei licenziamenti. Dopo il duro periodo della pandemia, che non è detto sia realmente finito, ci troviamo di fronte al riconoscimento che il mondo delle imprese che più ha sofferto la crisi aveva ed ha bisogno di sostegno, non altrettanto verso i lavoratori che hanno beneficiato del blocco dei licenziamenti nel periodo della pandemia. I sindacati sono rimasti fin troppo soli ad affrontare questo tormentato capitolo. Tutti sapevano che lo sblocco rischiava di creare un’alluvione di licenziamenti ma non ci sono stati interventi adeguati verso il governo. Notizie di stampa dicono che il ministro Orlando ha minacciato di andarsene ma non è bastato a modificare a sufficienza le decisioni del governo, fortemente condizionate da Confindustria. Una controprova generale si trova nella composizione della cabina di regia decisa dal decreto legge sulla governance che non prevede la presenza permanente in questa sede dei ministri che si occupano del Lavoro e del Mezzogiorno. Se il lavoro non è considerato un problema permanente, né lo è la qualificazione meridionale degli investimenti non si tratta solo di una dimenticanza o di una sottovalutazione, ma di una scelta discutibile, soprattutto se dovesse uscire confermata dall’approvazione del parlamento, senza modifiche.

La questione riguarda anzitutto il Pd e la sinistra nella maggioranza, ma non solo perché anche altre posizioni politiche sono coinvolte da una ricerca di ruolo. C’è ancora tempo per modificare, ma se non avverrà si capirà meglio perché il sindacato è stato lasciato solo nel contrastare lo sblocco dei licenziamenti.

Il buono ottenuto è merito del sindacato e i limiti dell’intesa con il governo sono figli del mancato impegno dei partiti della maggioranza.

Se questo è il modo di concepire il ruolo dei partiti che stanno nella maggioranza e nel governo non ne deriverà nulla di buono. La crisi politica continuerà. La frattura con la vita reale dei cittadini aumenterà e quindi la capacità di rappresentanza ne risentirà, ma anche in questo caso la situazione non sarà uguale per tutti. La destra ne beneficerà, altri faticheranno non poco a spiegare come mai hanno fatto le guardie svizzera delle politiche del governo Draghi senza cercare di condizionarne le scelte e di cambiarle. Meglio parlarne apertamente ora prima che le conseguenze politiche portino ad una deriva destinata a modificare in profondità la nostra democrazia e non certo in senso migliorativo

Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa
 
Nessun commento trovato.

Testo (max 2000 caratteri)
Nome
eMail



Scrivi i caratteri che leggi nell'immagine, rispettando le maiuscole


Trattamento dei dati
Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell'art. 13 del D.lgs. n.196/2003, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni:

    • I dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalità concernenti l'attività informativa di questo spazio
    • Il conferimento dei dati è facoltativo e l'eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza.
    • I dati da Lei forniti non saranno oggetto di diffusione se non quelli specifici di questo sito web.
Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
Iscriviti alla newsletter
 

Cerca per parole chiave
 



Titolo
Atti Ufficiali (2)
Avvisi (3)
Avvisi ai lettori blog (3)
Bologna (3)
Catasto (36)
Contributi al Blog (1)
Diritti (4)
Economia (64)
Finanza (23)
Finanziaria (10)
Fisco (27)
generale (1)
Internazionale (2)
Interviste (12)
Lavoro (32)
Ministero delle Finanze (10)
Nucleare (56)
Ogm (1)
Omeopatia (2)
Pace (1)
Politica (309)
Pubblicazioni (13)
Sondaggio (1)
Tobin tax (12)
Trentin (1)
Welfare (7)

Catalogati per mese:
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019
Gennaio 2020
Febbraio 2020
Marzo 2020
Aprile 2020
Maggio 2020
Giugno 2020
Luglio 2020
Agosto 2020
Settembre 2020
Ottobre 2020
Novembre 2020
Dicembre 2020
Gennaio 2021
Febbraio 2021
Marzo 2021
Aprile 2021
Maggio 2021
Giugno 2021
Luglio 2021
Agosto 2021
Settembre 2021

Ultimi commenti:
Ciao, siamo una società finanz...
14/10/2021  23:35:09
.:: Loan Express Finance
Ciao, siamo una società finanz...
13/10/2021  17:54:45
.:: Loan Express Finance
Ciao, siamo una società finanz...
13/10/2021  04:00:09
.:: Loan Express Finance
I veri esseri umani sono color...
09/10/2021  12:23:36
.:: mancini
I veri esseri umani sono color...
09/10/2021  12:22:34
.:: mancini



Titolo



Ci sono 136 persone collegate