Immagine  
"
Vedere ciò che è giusto e non farlo, è mancanza di coraggio.

Confucio
"
 
.:: Home Page : Articoli
Cambiare le regole del patto di stabilità europeo è necessario al PNRR
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  13/09/2021  20:06:47, in Politica, letto 533 volte

(www.jobsnews.it del 13/09/21)

All’inizio in sordina, tra gli addetti ai lavori, ora in modo sempre più evidente si sta aprendo la discussione tra gli stati europei sul futuro delle regole del patto di stabilità. Dopo il trattato di Maastricht (1992) si arrivò al patto di stabilità e crescita nel 1997, con un’impostazione segnata da un’egemonia tedesca ispirata da una concezione liberista dell’austerità, ben poco solidale con gli stati in maggiore difficoltà. Il patto di stabilità fu concepito come condizione per arrivare all’Euro. La vittima più illustre del modello di austerità dieci anni dopo fu la Grecia, la cui crisi fu gestita dall’Europa sulla base di scelte che fecero pagare a quel paese prezzi sociali altissimi. La Grecia ebbe la sfortuna di diventare protagonista, suo malgrado, di una cura di austerità senza precedenti, per di più di esempio ad altri, Italia in testa. Solo dopo averne constatato l’esito disastroso la cura di austerità alla Grecia fu oggetto di ripensamenti. Non sempre sinceri.

Il Patto di stabilità conteneva già nel titolo l’obiettivo della crescita, come più volte ricordato da Ciampi con poca fortuna. Crescita che venne di fatto ignorata a favore della stabilità. Il governo Berlusconi, insediato dopo la vittoria elettorale del centrodestra nel 2008 con una maggioranza parlamentare schiacciante, dovette cedere il passo nel 2011 al governo Monti sotto la pressione di uno spread fuori controllo del debito pubblico italiano rispetto alla Germania. Per diverse ragioni altri paesi trovarono conveniente raggiungere intese bilaterali di fatto con la Germania, ad esempio la Francia. Le regole di austerità non bastavano mai e quindi furono approvate ulteriori norme, sotto la fattispecie di modalità attuative del patto di stabilità, attraverso accordi del 2011 che hanno nomi come six Pack e Two Pack. Una ulteriore stretta sulla base di un’interpretazione restrittiva delle regole del patto di stabilità.

Il patto di stabilità prevedeva regole pesanti come il 3% di deficit annuo, il 60% nel rapporto Debito pubblico /Pil, a cui si aggiunsero le ulteriori strette inserite nelle regole attuative, accettate dagli stati. In particolare il Debito pubblico superiore al 60% doveva rientrare di un 5% l’anno in venti anni. In Italia questo portò il governo Monti a scaricare soprattutto sui pensionamenti le misure restrittive di bilancio, per mettere in sicurezza i conti pubblici italiani, dopo il deragliamento prodotto dal centrodestra, con conseguenze sociali che ancora oggi non hanno trovato rimedi adeguati. Nello stesso tempo la larga maggioranza parlamentare che sosteneva il governo Monti approvò la modifica dell’articolo 81 della Costituzione, giornalisticamente definito impegno al pareggio di bilancio. Questa modifica della Costituzione fu un eccesso di zelo, tanto che proprio i partiti protagonisti di questo sbrego costituzionale successivamente non ne hanno mai rispettato le conseguenze.

Il gattopardo riprese quota e sotto le insegne di un riconoscimento formale degli impegni costituzionali vennero approvate anno dopo anno manovre di bilancio gonfiate ad arte che portavano a sforare regolarmente gli obiettivi. In sostanza c’era un non detto. Per sfuggire alla tragica esperienza della Grecia da un lato c’è stato l’omaggio formale alle regole europee e alla nuova versione dell’articolo 81, dall’altro emergeva la consapevolezza che gli obiettivi dichiarati solennemente non sarebbero stati raggiunti.

In anni più recenti qualcosa è cambiato. La Brexit ha reso concreto il fantasma della possibile fine dell’Europa. La crescita insufficiente dell’Europa già prima del Covid ha messo in luce serie difficoltà. La pandemia che ha messo in ginocchio la salute e l’economia, in particolare alcuni paesi più gravati come l’Italia, ha reso evidente che i peggiori fantasmi potevano materializzarsi, spingendo i gruppi dirigenti europei ad avere più coraggio non solo nel difendere l’Euro ad ogni costo ma soprattutto a rendere possibile una solidarietà straordinaria in un momento straordinario di difficoltà per tutti ma in particolare per alcuni paesi come il nostro.

In sostanza il gattopardo non bastava più. Fingere di rispettare i parametri e fingere che non fossero stati raggiunti per cause di forza maggiore era una risposta inadeguata alla profondità della crisi in alcuni paesi, a partire dall’Italia. Da qui le misure di sostegno attraverso il contenimento dei tassi per il debito pubblico con massicci acquisti da parte della Bce. La Bce ha continuato con Lagarde la linea di Draghi, ma sostenere attraverso i tassi non basta e si è arrivati al Next Generation EU e quindi al PNRR, un sostegno consistente dell’Europa alla ripresa dell’Italia. Il PNRR ha una durata di erogazione prevista fino al 2026. 5 anni per fare investimenti consistenti che si aggiungono alle risorse nazionali e agli altri fondi settoriali europei. È la prima volta che si raccolgono risorse europee per dividerle in modo diseguale a favore dei paesi in maggiore difficoltà.

È la prima volta che c’è un intervento europeo solidale. Ma è altrettanto ovvio che ogni paese deve mettersi al lavoro al meglio delle sue energie e ancora siamo lontani da questo risultato. Basta pensare che il Ministro della Transizione ecologica si trastulla con dichiarazioni prive di fondamento sul nucleare ma ancora non ha presentato un piano per le energie rinnovabili, tutte, per mettere in moto investimenti, lavoro, risultati in un settore cruciale, a cui giustamente la Commissione tiene molto.

Anzi l’Italia rischia di essere tra i frenatori sul clima rispetto alle proposte della Commissione europea, per una volta coraggiose, come quelle del progetto FIT for 55 che tracciano un percorso impegnativo per cambiare in profondità il modello di sviluppo, ad esempio proponendo che cessi lo sfruttamento di nuovi giacimenti di fossili e che dal 2035 non vengano più prodotte auto con motore a scoppio. Non sono obiettivi da poco, ma senza coraggio il cambiamento climatico diventerà irreversibile e i costi umani, sociali, ambientali, finanziari saranno enormi, basta guardare a cosa accade ai ghiacciai nella più grande isola del pianeta, la Groenlandia. L’Italia dovrebbe essere in testa nel cambiamento e nell’innovazione, ma per ora non lo è.

In verità Cingolani non è l’unico ministro che appare timido, incerto, non adeguato. Tocca chiedere ancora una volta a Draghi di dedicare più attenzione ad un progetto paese, mettendo al lavoro i suoi ministri per realizzare obiettivi, non per fare confusione. Non si può procedere per bandi senza sapere come si connettono tra loro, a cosa servono. Mentre l’Italia e l’Europa si debbono proiettare nel futuro con tutto il loro impegno sta arrivando la fine della sospensione temporanea delle regole europee. Alla fine del 2022 la sospensione finirà e potrebbero tornare in vigore le vecchie regole di bilancio, un disastro. Anzitutto bisogna iniziare subito a chiedere che le regole entrino in funzione solo quando saranno state cambiate.

Otto governi hanno messo le mani avanti e chiedono di mantenere le regole precedenti. Per di più per cambiare i trattati occorre l’unanimità perché l’Europa si è allargata senza cambiare questa regola assurda. È come se la velocità di un veicolo venisse calcolata sulla ruota di scorta. È in corso un lavorio per cercare soluzioni, il più accreditato sembra essere lasciare le vecchie regole del patto di stabilità e modificare le modalità attuative (Six pack e Two pack). Sembra un passo indietro notevole se confrontato con le speranze suscitate dal Next Generation Eu per il clima e la ripresa. L’Europa ha bisogno di un segnale forte per riconoscersi come identità nel mare procelloso dell’economia mondiale, perfino nei contraccolpi che avrà la crisi afghana.

Comunque la questione di fondo è evitare di arrivare a fine 2022 con il problema non risolto e sarebbe di grande importanza durante la gestione iniziale del Next Generation EU non dovere guardare con angoscia il conto alla rovescia sul ritorno delle regole precedenti. Le regole del patto di stabilità vanno cambiate prima possibile. Va reso chiaro il nuovo quadro di riferimento prima possibile e c’è da sperare che le elezioni tedesche di fine settembre daranno un impulso positivo.

Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa
 
Nessun commento trovato.

Testo (max 2000 caratteri)
Nome
eMail



Scrivi i caratteri che leggi nell'immagine, rispettando le maiuscole


Trattamento dei dati
Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell'art. 13 del D.lgs. n.196/2003, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni:

    • I dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalità concernenti l'attività informativa di questo spazio
    • Il conferimento dei dati è facoltativo e l'eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza.
    • I dati da Lei forniti non saranno oggetto di diffusione se non quelli specifici di questo sito web.
Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
Iscriviti alla newsletter
 

Cerca per parole chiave
 



Titolo
Atti Ufficiali (2)
Avvisi (3)
Avvisi ai lettori blog (3)
Bologna (3)
Catasto (36)
Contributi al Blog (1)
Diritti (4)
Economia (64)
Finanza (23)
Finanziaria (10)
Fisco (27)
generale (1)
Internazionale (2)
Interviste (12)
Lavoro (32)
Ministero delle Finanze (10)
Nucleare (56)
Ogm (1)
Omeopatia (2)
Pace (1)
Politica (309)
Pubblicazioni (13)
Sondaggio (1)
Tobin tax (12)
Trentin (1)
Welfare (7)

Catalogati per mese:
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019
Gennaio 2020
Febbraio 2020
Marzo 2020
Aprile 2020
Maggio 2020
Giugno 2020
Luglio 2020
Agosto 2020
Settembre 2020
Ottobre 2020
Novembre 2020
Dicembre 2020
Gennaio 2021
Febbraio 2021
Marzo 2021
Aprile 2021
Maggio 2021
Giugno 2021
Luglio 2021
Agosto 2021
Settembre 2021

Ultimi commenti:
Ciao, siamo una società finanz...
14/10/2021  23:35:09
.:: Loan Express Finance
Ciao, siamo una società finanz...
13/10/2021  17:54:45
.:: Loan Express Finance
Ciao, siamo una società finanz...
13/10/2021  04:00:09
.:: Loan Express Finance
I veri esseri umani sono color...
09/10/2021  12:23:36
.:: mancini
I veri esseri umani sono color...
09/10/2021  12:22:34
.:: mancini



Titolo



Ci sono 2907 persone collegate