Immagine  
"
Lungo la strada della vita mi ha accompagnato come fedele consigliere, la convinzione che nella maturità dobbiamo continuare a pensare liberamente e a sentire profondamente come facemmo in gioventù.

Albert Schweitzer
"
 
.:: Home Page : Articoli
La democrazia e la Costituzione messe in pericolo dalle tentazioni neo presidenzialiste
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  06/12/2021  20:06:51, in Politica, letto 1097 volte
(www.jobsnews.it del 6/12/21)

Esiste una questione democratica nel nostro Paese? Alcuni segnali sono preoccupanti e sarebbe bene discuterne apertamente, prendendo anche le iniziative necessarie per correggere derive pericolose. Fuori dall’Italia, con evidenti influenze anche su di noi, cresce il numero dei Paesi che hanno derive autoritarie, settarie, atteggiamenti inumani come avviene verso i migranti al confine tra Polonia e Bielorussia, che si aggiungono ai lager che il papa ha visitato in Grecia, per richiamare un’opinione pubblica distratta, lontana, assuefatta.

Di contro non ci sono reazioni a sostegno della democrazia all’altezza delle emergenze attuali. Al contrario, il presidente del Consiglio europeo, il belga Michel (già noto per non avere battuto ciglio contro lo sgarbo di Erdogan verso La presidente della Commissione Von der Leyen), si è distinto per dichiarazioni a favore di un finanziamento dell’Unione Europea alla Polonia che vuole costruire un muro contro i migranti. Va ricordato che la Polonia è multata un milione al giorno dalla Corte di giustizia europea finchè non riconoscerà la prevalenza del diritto comunitario che imporrebbe l’abrogazione di norme che manomettono l’autonomia dei giudici polacchi.

La Costituzione del nostro paese è sotto attacco da tempo. La nostra Costituzione dal primo gennaio 1948 ha regolato, pur con sofferenze e difficoltà, la dialettica politica e sociale e ha disegnato il sistema istituzionale del nostro Paese che ha la sua centralità nel parlamento. In diverse fasi storiche la democrazia italiana ha corso rischi ma finora è sempre riuscita a trovare una maggioranza di cittadini che ha capito che occorreva reagire e respingere gli attacchi. Si può citare da ultimo il referendum popolare del 2016 (ricorre il 5° anniversario) che ha bocciato la “deformazione” della Costituzione tentata da Renzi e ne ha avviato la crisi politica come confermano i sondaggi su Italia Viva. Tuttavia, l’attuale fase politica confusa e senza chiari valori in campo continua a registrare attacchi di varia natura alla Costituzione. Dall’autonomia regionale differenziata “a la carte” che i ministri del centrodestra presenti nel governo Draghi gestiscono segretamente quasi fosse un fatto privato, trattando direttamente con le Regioni interessate. Alle dichiarazioni di Giorgetti che senza imbarazzo, visto che è ministro di questo governo che ha giurato sulla Costituzione, sostiene che Draghi potrebbe essere eletto alla Presidenza della Repubblica mantenendo alla Presidenza del Consiglio una persona a lui vicina, creando di fatto un semipresidenzialismo senza alcuna legittimità costituzionale. Anzi contro la nostra Costituzione attuale.

Sarebbe un errore sottovalutare le dichiarazioni di Giorgetti. Non sarà un fine costituzionalista, ma rivela chiaramente che per interessi politici contingenti si pensa che la Costituzione potrebbe essere cambiata e che nel frattempo si potrebbe interpretare come la pelle di zigrino. Non so se Draghi abbia reali possibilità di diventare Presidente della Repubblica, ma è indispensabile che comunque prima di votarlo da parte dei parlamentari gli venga chiesto in modo chiaro di respingere queste suggestioni presidenzialiste e di confermare piena lealtà alla Costituzione in vigore, quindi a non favorire un governo di fedelissimi. Lealtà che nel Presidente della Repubblica ha un valore doppio rispetto a qualunque altro incarico istituzionale in Italia, visto che tra i suoi compiti c’è quello di garantire che venga rispettata la Costituzione.

La tentazione presidenzialista oggi è forte, non solo a destra. Ma un conto è che questa scelta venga esplicitata, che il parlamento ne discuta e se dovesse approvarla venga sottoposta a referendum popolare. Altro è procedere di soppiatto cercando di arrivare al fatto compiuto. In un confronto aperto è evidente che ciascuno condurrebbe una battaglia politica nella consapevolezza della gravità della scelta e mi auguro che esista ancora un fronte tale da respingere questa possibilità.

Il presidenzialismo, in qualunque versione, non può essere affrontato come la sola casella del Presidente della Repubblica, quindi si porterebbe dietro inevitabilmente la ridefinizione di tutti i poteri e rapporti istituzionali. Ad esempio sarebbe necessario rivedere le modalità per garantire l’autonomia della Magistratura. visto che il Presidente è attualmente a capo del Csm e in caso di presidenzialismo non potrebbe essere più una figura di garanzia. Non sono pochi gli altri aspetti istituzionali collegati.

Soprattutto due aspetti dovrebbero essere presi in considerazione prima dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

Il primo è come ridare ruolo e centralità al parlamento. È fuori discussione che il parlamento in diverse occasioni è stato il peggior nemico di sé stesso. Dal voto sul documento che affermava che Ruby era la nipote di Mubarak, evento più lontano, fino all’ultimo stop alla legge Zan, che difficilmente verrà approvata prima della fine della legislatura, con motivazioni strumentali che hanno ricordato episodi più lontani come i Dico. Il parlamento, tuttavia, ha subìto, fino a sminuire la sua credibilità a livelli mai visti, perché è sostanzialmente composto da nominati dall’alto che debbono la loro elezione a meccanismi elettorali che mettono la scelta di chi deve essere eletto nelle mani dei capipartito, da cui dipende anche la eventuale rielezione. Il criterio di fondo è la fedeltà ai capi, al massimo si può cambiare casacca. Un po’ come si diceva della monarchia che sarebbe temperata dal regicidio. Infatti non è casuale che siamo arrivati al record delle trasmigrazioni tra gruppi parlamentari, di cui l’esempio più eclatante è l’esodo di più di 40 deputati e senatori dal Pd per dare vita ad Italia Viva, reso possibile da un meccanismo di elezione che ha stabilito un legame di fedeltà non con la propria coscienza e con gli elettori ma con il capo da cui dipende l’elezione e la rielezione.

Con il governo Draghi stiamo arrivando ad un punto oltre il quale il parlamento non sarà più come prevede la Costituzione. Certo, gli omaggi formali si sprecano, ma in sostanza il parlamento può solo approvare quanto deciso nelle sedi di mediazione tra il presidente del Consiglio e i rappresentanti dei partiti nel governo, queste sedi ristrette finiscono per obbligare ad approvare i provvedimenti, scaricano sul parlamento le contraddizioni e impediscono alle forze sociali, soprattutto ai sindacati, di avere un ruolo incisivo.

Da tempo abbiamo i maxiemendamenti approvati con i voti di fiducia, i decreti a valanga che ingessano il lavoro parlamentare che non a caso ha nella legge sulla parità retributiva uomo-donna l’unico fiore all’occhiello di iniziativa parlamentare. Il resto è praticamente deciso dal governo, con i voti di fiducia a mitraglia per tagliare la discussione.

La novità che sta diventando routine è un monocameralismo di fatto. Ad esempio, la legge di bilancio, fondamentale nel nostro ordinamento, verrà esaminata, di corsa in un solo ramo del parlamento, il Senato, la Camera si limiterà ad approvarla.
A cosa serve avere due camere se in modo alternato solo una camera discuterà e voterà un provvedimento? Per di più quasi sempre un decreto legge, mentre l’altro ramo del parlamento farà la stessa cosa per il provvedimento successivo.

Chi ha voluto e chi ha subito il taglio del numero dei parlamentari dovrebbe chiedersi se la scelta non sia stata improvvida. Resto convinto che è stato un errore che avrà effetti per molto tempo. Per lo meno si poteva ragionare su un monocameralismo effettivamente rappresentativo, sommando il numero dei deputati e dei senatori, senza aumentare il numero dei parlamentari. Comunque sia nella prossima legislatura avremo una camera di 400 deputati e un Senato di 200, almeno si cerchi di approvare una buona legge elettorale prima delle prossime elezioni.

La legge elettorale infatti non è di per sé risolutiva dei problemi di credibilità del parlamento ma potrebbe almeno risolvere due aspetti fondamentali. Il primo è ripristinare una rappresentanza delle posizioni reali esistenti nel territorio del nostro paese, pur con un numero ridotto di parlamentari. Il proporzionale a questo punto è la via migliore. Del resto il rosatellum rivisto da Calderoli, attualmente in vigore, prevede una soglia di accesso del 3%, che con la riduzione dei parlamentari del 33% diventa in realtà circa il 4,5%. È già una soglia alta e al senato senza una nuova legge elettorale la proporzionalità in 9 regioni è un sogno irrealizzabile o con soglie altissime.

Il secondo aspetto è che occorre ripristinare il rapporto tra eletto ed elettori. Sono gli elettori che votano, il mandato per gli eletti deve discendere da loro non da trucchi per consegnare la scelta ai capipartito. Le preferenze hanno certamente difetti, ma oggi sappiamo quali sono le misure per prevenire e una preferenza unica per ogni genere sarebbe una soluzione accettabile. Altrimenti ci sono altre vie, ad esempio il Senato originariamente veniva eletto per collegi e insieme era garantita la proporzionalità, del resto era così anche per le Province, fino a quando gli elettori hanno votato.

L’eletto deve essere spinto a stabilire un rapporto con gli elettori, deve rispondere a loro del suo operato. Una gestione nazionale dei resti potrebbe aiutare ad arrivare alla massima proporzionalità possibile tenendo conto del taglio del parlamento.

Rischiare che con l’elezione del Presidente della Repubblica si apra uno scenario che precipita nelle elezioni anticipate dice che non essere pronti al voto è pura miopia, un rischio forte.

Perché il punto centrale è che sta allargandosi a macchia d’olio una disaffezione politica, un allontanamento degli elettori e delle elettrici dal voto che deve preoccupare tutti. Senza misure per contrastare la disaffezione la base della partecipazione democratica si restringe e questo minaccia i fondamenti della democrazia stessa. Non basta sapere quali sono le percentuali, occorre che siano significative in un ambito di partecipazione e se non vota un elettore su due è un grosso problema.

La ricerca spasmodica di alleati per vincere in un sistema maggioritario, con un bipolarismo coatto, non ha dato buoni frutti né a destra né a sinistra

Pochi voti marginali hanno fatto cadere il governo Prodi, una maggioranza parlamentare enorme non ha salvato Berlusconi dalla crisi nel 2011, e nemmeno ha impedito la vittoria dei no nei referendum abrogativi sull’acqua pubblica e sul nucleare. Molto meglio votare con le proprie posizioni, e dopo il voto costruire una maggioranza di governo come in Germania, dove la garanzia che diversi possono lavorare insieme è data sia dal mandato certo di ogni soggetto politico, sia da un ponderoso programma di impegni precisi concordati a cui ogni componente si impegna a restare leale. Il programma del Prodi 2 non era troppo lungo e dettagliato ma era invece appeso ad una maggioranza posticcia.

La scarsa determinazione dei dirigenti politici, il trascinamento del vecchio sulla cui crisi non si è mai voluto riflettere, la evaporazione della struttura stessa dei partiti che vivono largamente perché presentano le candidature, potrebbero portare ad esiti preoccupanti per la democrazia, per la sua sostanza e provocare un definitivo allontanamento di elettrici ed elettori dal voto, allargando la diffidenza verso una politica che non riesce ad arrivare alle persone con scelte di fondo chiare e nette.
La pandemia non aiuta, questo è evidente, ma non può giustificare tutto e portare a rassegnarsi al declino della democrazia italiana, conquistata con tanta fatica e tanti lutti, con la vittoria sul nazifascismo, sarebbe un errore imperdonabile.

Occorre parlare con chiarezza e nettezza per evitare almeno di essere corresponsabili.

Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa
 
Nessun commento trovato.

Testo (max 2000 caratteri)
Nome
eMail



Scrivi i caratteri che leggi nell'immagine, rispettando le maiuscole


Trattamento dei dati
Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarā improntato ai principi di correttezza, liceitā e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell'art. 13 del D.lgs. n.196/2003, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni:

    • I dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalitā concernenti l'attivitā informativa di questo spazio
    • Il conferimento dei dati č facoltativo e l'eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza.
    • I dati da Lei forniti non saranno oggetto di diffusione se non quelli specifici di questo sito web.
Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
Iscriviti alla newsletter
 

Cerca per parole chiave
 



Titolo
Atti Ufficiali (2)
Avvisi (3)
Avvisi ai lettori blog (3)
Bologna (3)
Catasto (36)
Contributi al Blog (1)
Diritti (4)
Economia (64)
Energia e ambiente (1)
Finanza (23)
Finanziaria (10)
Fisco (27)
generale (1)
Internazionale (2)
Interviste (12)
Lavoro (32)
Ministero delle Finanze (10)
Nucleare (58)
Ogm (1)
Omeopatia (2)
Pace (1)
Politica (347)
Pubblicazioni (13)
Sondaggio (1)
Tobin tax (12)
Trentin (1)
Welfare (7)

Catalogati per mese:
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019
Gennaio 2020
Febbraio 2020
Marzo 2020
Aprile 2020
Maggio 2020
Giugno 2020
Luglio 2020
Agosto 2020
Settembre 2020
Ottobre 2020
Novembre 2020
Dicembre 2020
Gennaio 2021
Febbraio 2021
Marzo 2021
Aprile 2021
Maggio 2021
Giugno 2021
Luglio 2021
Agosto 2021
Settembre 2021
Ottobre 2021
Novembre 2021
Dicembre 2021
Gennaio 2022
Febbraio 2022
Marzo 2022
Aprile 2022
Maggio 2022
Giugno 2022

Ultimi commenti:
Dal 25 Febbraio che si chiede ...
15/05/2022  20:32:40
.:: CARLO
Mi chiamo la signora Antoniett...
23/11/2021  11:33:28
.:: MARIA
Mi chiamo la signora Antoniett...
23/11/2021  11:32:48
.:: MARIA
Mi chiamo la signora Antoniett...
23/11/2021  11:30:25
.:: MARIA
Mi chiamo la signora Antoniett...
23/11/2021  11:28:48
.:: MARIA



Titolo



Ci sono 3779 persone collegate