Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
(www.editorialedomani.it -23 novembre 2025)
Verso il referendum
Crescono i comitati per il No, la legge Nordio è un tassello dell’attacco governativo alla Costituzione
Entra in campo un’area di 120 associazioni che cercheranno di coinvolgerne tante altre per dare vita ad uno schieramento sociale il più ampio possibile per sostenere le ragioni del No, per fermare la sfida all’indipendenza della magistratura che è il nucleo patogeno della Nordio
Martedi si riunirà la Via Maestra per costituire il Comitato per il No nel referendum sulla legge Nordio. Entra in campo un’area di 120 associazioni che cercheranno di coinvolgerne tante altre per dare vita ad uno schieramento sociale il più ampio possibile per sostenere le ragioni del No per fermare l’attacco all’indipendenza della magistratura che è il nucleo politicamente e istituzionalmente patogeno della Nordio.
Sono già in campo i magistrati con il comitato promosso dall’Anm e i partiti che hanno chiesto il referendum popolare. Lo hanno chiesto anche i partiti di governo, una vera stranezza politica visto che hanno approvato la legge costituzionale forti di una maggioranza “drogata” dalla legge elettorale in vigore che ha trasformato il 44 per cento dei voti nel 59 per cento dei parlamentari, un regalo del 15 per cento.
Era naturale che le destre attendessero il responso delle urne, invece hanno raccolto le firme convinti di vincere il referendum, mentre la vittoria del No annullerebbe la fatica del governo di scrivere questa legge imposta al parlamento impedendo qualunque modifica, all’opposizione e anche alla maggioranza...
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La legge Nordio è un atto di bullismo contro i magistrati, ne mette in discussione l’autogoverno, l’autonomia, attacca un potere della Repubblica che l’esecutivo vorrebbe acquiescente e subalterno. Il referendum sarà un’occasione per giudicare la riforma alla luce di altre iniziative del governo, che puntano a stravolgere un equilibrato rapporto tra le istituzioni
Il ministro Carlo Nordio ha ragione quando afferma che le sue modifiche costituzionali non servono a fare funzionare meglio la giustizia in Italia, lo conferma l’ulteriore rinvio del processo telematico, questo per sua responsabilità.
Se i magistrati che cambiano da giudice a pm e viceversa sono 20/30 l’anno su 9mila e possono farlo una volta nella carriera, è evidente che la separazione delle carriere non può giustificare stravolgimenti della Costituzione.
La domanda è perché il governo vuole cambiare la Costituzione e spezzare in due il Csm dei magistrati, tra giudici e inquirenti? Per di più estraendo a sorte i rappresentanti dei giudici e dei pubblici ministeri, anziché farli eleggere come oggi. Inoltre i due Csm perderebbero il potere disciplinare che verrebbe attribuito a una commissione esterna, stranamente unica per tutti magistrati....
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(www.editorialedomani.it -10 dicembre 2025)
La legge Nordio è un atto di bullismo contro i magistrati, ne mette in discussione l’autogoverno, l’autonomia, attacca un potere della Repubblica che l’esecutivo vorrebbe acquiescente e subalterno. Il referendum sarà un’occasione per giudicare la riforma alla luce di altre iniziative del governo, che puntano a stravolgere un equilibrato rapporto tra le istituzioni
Il ministro Carlo Nordio ha ragione quando afferma che le sue modifiche costituzionali non servono a fare funzionare meglio la giustizia in Italia, lo conferma l’ulteriore rinvio del processo telematico, questo per sua responsabilità.
Se i magistrati che cambiano da giudice a pm e viceversa sono 20/30 l’anno su 9mila e possono farlo una volta nella carriera, è evidente che la separazione delle carriere non può giustificare stravolgimenti della Costituzione....
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(www.strisciarossa.it - 23 dicembre 2025)
Sul referendum costituzionale ci sono novità importanti. Anzitutto è stato costituito il Comitato della società civile per il No presieduto da Giovanni Bachelet, che si affiancherà a quello dei magistrati dell’Anm e si raccorderà con i partiti che hanno promosso il referendum contro la legge Nordio che arriva a modificare la Costituzione pur di intaccare l’indipendenza della magistratura.
Il Comitato presentato il 19 dicembre alla stampa ha convocato un importante appuntamento: un’assemblea nazionale il 10 gennaio, che sarà sia l’occasione per presentare le ragioni del No che per allargare il nucleo promotore del Comitato a tutte le associazioni che aderiranno e a personalità ed esperti disposti ad impegnarsi nel convincere elettrici ed elettori che la sfida del referendum è cruciale e non riguarda solo i magistrati ma tutti i cittadini, il futuro stesso della Costituzione e della nostra democrazia.
È evidente che l’assemblea del 10 gennaio deve registrare un successo se si vuole che la campagna per il No prenda la forza necessaria. Quindi, tutti dobbiamo contribuire per raggiungere un risultato significativo.
Inoltre la presentazione in Cassazione di un nuovo quesito referendario da parte di un gruppo di cittadini per il referendum sulla legge Nordio offre un’opportunità che va colta. La presentazione di una nuova richiesta di referendum costituzionale blocca anzitutto il tentativo del governo di fare un blitz per anticipare il più possibile la data del voto (ne ha parlato Nordio) perché ora si dovrà attendere il 30 gennaio per fissare la data del voto, come del resto prevede la legge...
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