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Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo.

Voltaire
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  04/02/2021  18:16:02, in Politica, letto 787 volte
(articolo del 04/2/21 di Alfiero Grandi su volerelaluna.it/)
Prima della crisi, e nel (vano) tentativo di evitarla, Conte ha detto in Parlamento che il
Governo vuole rimettere in moto la riforma della legge elettorale, precisando che sarà
proporzionale. La novità non è il contributo del Governo (anche se è il Parlamento il
protagonista della legge elettorale: basta ricordare l’eccesso di Renzi che fece approvare […] [scarica file in pdf
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.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  31/01/2021  18:05:43, in Politica, letto 733 volte
(articolo di Alfiero Grandi su www.jobsnews.it del 31/01/21)

La crisi di governo è stata descritta da tanti come uno scontro tra persone. Questi elementi ci sono ma non sono decisivi. L’attacco a Conte ha nascosto, fino al camuffamento, che la principale ragione della crisi sono i fondi del Next Generation EU, indispensabile aiuto dell’Europa per sostenere la ripresa dell’Italia dopo le drammatiche conseguenze economiche e sociali causate dalla pandemia da Coronavirus. I fondi per l’Italia sono il 28 % del totale europeo, una percentuale tanto rilevante che un loro uso fallimentare avrebbe conseguenze pesanti non solo sull’Italia ma sulla stessa Unione Europea. Un fallimento segnerebbe la fine di ogni tentativo di adottare scelte europee che vanno oltre la sospensione delle regole europee dettate dall’austerità e dell’obiettivo di cambiarle prima che a qualcuno venga in mente di farle tornare in vigore. Ritorno in vigore che per l’Italia sarebbe una sciagura ingestibile con conseguenti tagli e sacrifici sociali di proporzioni senza precedenti...

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.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  22/01/2021  20:37:44, in Avvisi, letto 2181 volte

Quando si condivide oltre mezzo secolo di scelte con una persona, di più con un compagno è molto difficile pensare che è morto. Con Mario Bettini è così. Mi ha sempre rimproverato scherzosamente di essere responsabile di averlo trascinato in un impegno prima politico nel Pci, poi nella Cgil, da cui non è più uscito.

Operaio specializzato della Sasib nel 1968 diventò protagonista delle lotte operaie nella sua fabbrica insieme ad un altro gruppo di giovani che riuscirono a dare una svolta ad una fabbrica duramente colpita dai licenziamenti e dai reparti confino. Questo gruppo, insieme ad altri, diventò interlocutore del Pci, il partito di riferimento e della Fiom, sindacato a cui erano legatissimi, diretto all'epoca da Claudio Sabattini.

Generosi, coraggiosi, disinteressati sapevano trasformare gli incontri con dirigenti che apprezzavano in confronti alla pari e questo in particolare era dovuto alla personalità di Mario che era il punto di riferimento del gruppo.

Lavorammo insieme, dalla Fgci aiutavo la preparazione del giornalino aziendale a cui Mario teneva molto, quando passai a dirigere la commissione operaia della federazione accettò il distacco - era stato eletto consigliere comunale - per fare il funzionario a tempo pieno del Pci. Entrò nel Comitato centrale del Pci. Abbiamo lavorato insieme come funzionari del Pci, poi della Cgil quando cambiò la fase politica a Bologna, lui diventò segretario prima degli edili poi della Camera del Lavoro, mentre lo ero della Cgil regionale.

Poi le strade diventarono in parte diverse ma la stima profonda e l'amicizia sono restate sempre le stesse. Molti anni fa decise di trasferirsi con la sua compagna a Ceglie Messapica e gli capitò la stranezza che gli chiesero di fare il segretario dello Spi di Brindisi. Finì con il farlo per 8 anni confermando la grande passione per l'impegno politico e sindacale. Lascia tutti noi più soli, mancherà a quanti l'hanno conosciuto e hanno lavorato con lui.

Alfiero Grandi

22/1/2021

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.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  11/01/2021  17:55:03, in Politica, letto 719 volte
(articolo del 11/1/21 di Alfiero Grandi su DOMANI)
La ricerca sulla sinistra sembra finalmente avviata. Le destre hanno avviato da tempo la loro ricostruzione. I rischi per la democrazia dipendono anche da questo squilibrio, perché è viva quando la dialettica culturale, politica e sociale è forte.
C’è chi punta ad unificare i soggetti politici esistenti, in parte residui di un passato glorioso, e chi vorrebbe tradurre in scelte politiche le aggregazioni diffuse nella società, spesso esterne alle forme politiche della sinistra […] [scarica file in pdf
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.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  13/08/2022  08:58:07, in Politica, letto 38 volte
(www.jobsnews.it del 04/10/21)

Il voto in Germania è stato seguito più per la previsione che l’uscita di scena di Angela Merkel non avrebbe favorito il suo partito, la CDU, e a sorpresa Scholz, candidato di punta socialdemocratico, avrebbe superato sia i popolari tedeschi che i verdi, dati per favoriti all’inizio della campagna elettorale. Quando alla nevrosi dell’informazione italiana è venuta meno l’attrazione della notizia mediatica l’attenzione è scesa e il dopo elezioni è oggi pressoché ignorato. Eppure, scavando sugli aspetti fondamentali del risultato elettorale tedesco si scoprirebbe che le elezioni tedesche parlano all’Italia molto più di quanto non si voglia ammettere. Ad esempio in Italia ha prevalso il luogo comune che la sera delle elezioni occorre conoscere il vincitore. Una sciocchezza del tutto indimostrata, che serve solo a giustificare una legge elettorale maggioritaria e un eventuale premio di maggioranza alla coalizione vincente per “garantire la governabilità”...

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.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  30/12/2020  18:03:15, in Politica, letto 748 volte
(articolo del 30/12/20 di Alfiero Grandi su DOMANI)
Paolo Mieli sul Corriere evidenzia il rischio che si arrivi ad una crisi politica del governo prima del semestre in cui il Presidente della Repubblica non potrà più sciogliere le Camere. In sostanza un incidente di percorso potrebbe costringerci a votare con la legge elettorale in vigore: il Rosatellum rimaneggiato dalla Lega. Presto entrerà in vigore il decreto del governo che ridefinisce collegi e circoscrizioni sulla base del taglio dei parlamentari, presentato come un atto dovuto, ma non è così […] [scarica file in pdf
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.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  20/11/2020  19:29:15, in Politica, letto 1505 volte
(articolo di Alfiero Grandi su Left del 20/11/20)

Il taglio del parlamento, purtroppo confermato dal referendum del 20/21 settembre, ha conseguenze sul funzionamento delle istituzioni del nostro paese, prima ancora che siano approvate ulteriore modifiche costituzionali e forse le anticipa.
E' il frutto avvelenato del taglio del parlamento, che è stato archiviato in fretta dopo il voto, mettendo la sordina alle promesse fatte, a partire dalla nuova legge elettorale.

La ragione è politica. Il taglio ha dato un duro colpo al ruolo e al prestigio del parlamento, che erano già in caduta libera per inadeguatezza del suo funzionamento e per l'incapacità di rappresentare le ansie e le speranze delle elettrici e degli elettori, perchè la scelta degli eletti non è in mano ai cittadini ma ai capi dei partiti, che sono decisivi nel meccanismo elettorale che controlla le candidature e decide chi sarà eletto.

Un parlamento con componenti non rappresentativi degli elettori è debole di per sé e il potere è concentrato nelle mani dei pochi decisori e il suo lavoro è scandita dai governi....

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L'esito del referendum non ha portato ad una situazione stabile, con conseguenze certe.
Le promesse fatte in campagna elettorale si sono rivelate strumentali, al solo fine di vincere il referendum, basta pensare alla legge elettorale, ormai rinviata a primavera/estate del 2021.
Neppure le ulteriori modifiche costituzionali sono state approvate e perfino l'abbassamento dell'età di voto a 18 anni per il Senato - pur perdendo per strada l'abbassamento dell'età per essere eletti - è stato approvato.
Per di più il Pd non ha visto di meglio che proporre ora il monocameralismo, anziché proporre semmai di cambiare il taglio del parlamento, e adombra una nuova Camera proponendo di costituzionalizzare la conferenza stato/regioni.
La legge elettorale ha bisogno del presupposto di un quadro costituzionale stabilizzato, così tutto è più complicato. Per noi è urgente approvare una nuova legge elettorale sulla base di due principi: diritto dei cittadini di scegliere direttamente i loro parlamentari - che non debbono essere nominati dai capi partito - e proporzionalità -  tanto più necessaria dopo il taglio del parlamento - per rappresentare le diversità politiche e le  aree territoriali.
Non possiamo rassegnarci a votare con il rosatellum, nella versione adattata da Calderoli/Lega, che ha accresciuto il peso del maggioritario. Non approvare una nuova legge elettorale fa correre il rischio che un incidente politico, sempre possibile, possa portare la destra ad essere favorita e perfino a creare  le condizioni per eleggere da sola un nuovo presidente della Repubblica.
Veltroni, che pure aveva dichiarato di essere per il No, ha rilanciato la legge maggioritaria, utilizzando il traino ...

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.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  27/10/2020  20:32:01, in Politica, letto 1802 volte

(articolo di Alfiero Grandi su Domani 27/10/20)

Sono stato contrario al Mes e al condizionamento esterno usato per mettere in riga gli italiani e costringerli ad accettare scelte altrimenti indigeribili.

L'episodio più grave è stata la modifica dell'articolo 81 della Costituzione che ha introdotto l'obbligo del “pareggio” di bilancio, dal quale ci si può scostare solo con un voto qualificato del parlamento e che solo pochi giorni fa ha tenuto in ansia la maggioranza al Senato. Modifica decisa con una maggioranza dei 2/3 in parlamento, confermando che grandi convergenze sono sempre sono benefiche - come conferma il taglio dei parlamentari - se hanno l'obiettivo di impedire il referendum popolare, scrivendo una pagina di subalternità ai rigoristi europei. Oggi tanti hanno cambiato parere sull'incauta modifica dell'art 81 e la stessa Unione ha sospeso l'austerità e lanciato un piano solidale europeo per fronteggiare la crisi provocata dalla pandemia...

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.:: Alfiero Grandi Pubblicato in data:  07/10/2020  17:31:11, in Politica, letto 1710 volte

articolo di Alfiero Grandi su  www.transform-italia.it del 7 Ottobre 2020

Una riflessione sullo stato della nostra democrazia non può che iniziare da un quadro più complessivo. Da tempo vengono osservati altri paesi per i quali sono stati coniugati nuovi termini come “democratura”, cioè forme istituzionali che intrecciano forme della democrazia, come elezioni più o meno libere, con altre tipiche di un governo accentrato in èlite ristrette e di una burocrazia strutturata che garantisce che le strutture dello stato siano al servizio del potere, fino a comprimere libertà democratiche individuali e le associazioni autonome, a volte superando i limiti delle garanzie basilari e attentando alla vita stessa.

Diversi paesi come la Russia, la Turchia possono essere inclusi in questo blocco e purtroppo l’elenco sta crescendo perchè i poteri economici e finanziari dominanti hanno un occhio di riguardo per queste situazioni, a cui chiedono garanzie ma si guardano bene dal sollevare questioni di libertà e di democrazia. Finanche la Cina in certe fasi è stata guardata con ammirazione.

Altri paesi mantengono l’impianto democratico ma sono guidati da una maggioranza settaria ed escludente, che tende a uniformare il ruolo dello stato e delle strutture pubbliche alla sua ideologia discriminatoria. La conquista della maggioranza viene fatta coincidere con l’occupazione ideologica dello stato, rimettendo in causa conquiste e diritti fondamentali. In questo novero rientrano Polonia, Ungheria, ecc. dando vita ad una sorta di dittatura della maggioranza che non si fa ritegno di considerare le proprie opinioni le uniche che hanno diritto di esistere e comprimendo autonomia della magistratura e dell’informazione. Anche questa versione, che cerca di mantenere un equilibrio tra mano libera nello sconvolgimento all’interno e relazioni internazionali basate su convenienze, è in crescita e ha un ampio insediamento nei paesi dell’est...

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