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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
(www.strisciarossa.it - 9 febbraio 2026)
La Corte di Cassazione ha svolto bene il suo compito. Infatti l’Ufficio centrale per i referendum ha ammesso le oltre 500.000 firme a sostegno della richiesta di referendum promossa da 15 cittadini riconoscendo pienamente che ciascuno dei soggetti aventi diritto ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione può chiedere il referendum su leggi che come la Meloni-Nordio vogliono cambiare la Costituzione e quindi ha un ruolo riconosciuto e tutelato.
Tanto è vero che la Corte di Cassazione ha strapazzato la sentenza del Tar del Lazio che aveva ritenuto ininfluente il ruolo di queste 546.000 firme perché il referendum ormai era certo in quanto l’avevano promosso i parlamentari di maggioranza e di opposizione. Di più la Cassazione ha spiegato al Tar con chiarezza che la sua sentenza si è occupata di una materia che non gli compete perché solo la Corte di Cassazione è titolata a pronunciarsi sulla validità delle richieste dei referendum che possono provenire da almeno il 20% dei parlamentari, da 5 regioni o da almeno 500.000 cittadini... Continua a leggere...
(www.strisciarossa.it - 12 gennaio 2026)
Il governo ha imposto la riforma della giustizia al Parlamento e ora vorrebbe imporla ad elettrici ed elettori tagliando i tempi previsti dalla legge per la raccolta delle firme e per la campagna elettorale. L’esecutivo ha infatti compiuto una evidente forzatura fissando la data della consultazione per il 22 e 23 marzo. Ha lanciato una sfida a quei cittadini che sostengono il No alla riforma Nordio e stanno raccogliendo le firme avendo come scadenza (prevista dalla legge) il 30 gennaio. Per questo, di fronte a questa scelta del governo Meloni, la raccolta deve continuare con ancora maggiore impegno e questo rafforzerà ulteriormente le ragioni di tutto lo schieramento dei sostenitori del No.
In 21 giorni raccolte 350 mila firme
In soli 21 giorni sono arrivate, infatti, più del 70% delle 500.00 firme necessarie per ottenere il referendum e per ottenere per il comitato promotore un ruolo di rango costituzionale, con tutti i diritti connessi. La raccolta delle firme è parte integrante della campagna elettorale per il No che sta iniziando con la formazione dei comitati in tutti i comuni, grazie anche al contributo di tanti sindaci. Il Comitato promotore delle firme ha comunque diritto di opporsi in tutte le sedi alla decisione del governo, che ha anticipato la data del referendum compiendo un atto di imperio... Continua a leggere...
(www.unita.it - 8 gennaio 2026)
Gli strateghi delle destre puntano a vincere il referendum sulla legge Nordio e ad approvare una legge elettorale funzionale al premierato che dopo verrebbe approvato dal parlamento, rinviando il referendum costituzionale a dopo le politiche del 2027
Massimo Donini (l’Unità 24/12) affronta il rapporto tra la legge Nordio, che modifica la Costituzione sulla magistratura, e il giudizio sul governo.
Il cambiamento della Costituzione ha un rilievo politico e istituzionale evidente, su questo dovrebbe esserci convergenza tra chi sostiene il Si e chi sostiene il No. Altrimenti perché mai il governo avrebbe fatto approvare ad ogni costo queste modifiche della Costituzione ? Fino a far raccogliere le firme dei parlamentari di maggioranza per chiedere il referendum sul suo stesso provvedimento.
Il governo ha blindato il testo per 4 letture parlamentari impedendo qualsiasi modifica, dell’opposizione e della maggioranza parlamentare e ora punta al plebiscito nel referendum.
La vittoria nel referendum sulla legge Nordio aiuterebbe il governo a fare approvare il “premierato”, altra modifica della Costituzione di cui ha chiesto l’inserimento nel calendario parlamentare. En passant: il premierato è esistito solo in Israele che lo ha poi abbandonato. E’ un surrogato del presidenzialismo, precluso di fatto dal ruolo che svolge il Presidente Mattarella. Questo pericoloso ircocervo sancirebbe una deriva accentratrice, tendenzialmente autoritaria (una capocrazia, Ainis) che snaturerebbe la Costituzione del 1948. Il premierato non è facile da far digerire e quindi gli strateghi delle destre puntano a vincere il referendum sulla legge Nordio e ad approvare una legge elettorale funzionale al premierato che dopo verrebbe approvato dal parlamento, rinviando il referendum costituzionale a dopo le politiche del 2027... Continua a leggere...
(www.strisciarossa.it - 23 dicembre 2025) Sul referendum costituzionale ci sono novità importanti. Anzitutto è stato costituito il Comitato della società civile per il No presieduto da Giovanni Bachelet, che si affiancherà a quello dei magistrati dell’Anm e si raccorderà con i partiti che hanno promosso il referendum contro la legge Nordio che arriva a modificare la Costituzione pur di intaccare l’indipendenza della magistratura. Il Comitato presentato il 19 dicembre alla stampa ha convocato un importante appuntamento: un’assemblea nazionale il 10 gennaio, che sarà sia l’occasione per presentare le ragioni del No che per allargare il nucleo promotore del Comitato a tutte le associazioni che aderiranno e a personalità ed esperti disposti ad impegnarsi nel convincere elettrici ed elettori che la sfida del referendum è cruciale e non riguarda solo i magistrati ma tutti i cittadini, il futuro stesso della Costituzione e della nostra democrazia. È evidente che l’assemblea del 10 gennaio deve registrare un successo se si vuole che la campagna per il No prenda la forza necessaria. Quindi, tutti dobbiamo contribuire per raggiungere un risultato significativo. Inoltre la presentazione in Cassazione di un nuovo quesito referendario da parte di un gruppo di cittadini per il referendum sulla legge Nordio offre un’opportunità che va colta. La presentazione di una nuova richiesta di referendum costituzionale blocca anzitutto il tentativo del governo di fare un blitz per anticipare il più possibile la data del voto (ne ha parlato Nordio) perché ora si dovrà attendere il 30 gennaio per fissare la data del voto, come del resto prevede la legge... Continua a leggere...
La legge Nordio è un atto di bullismo contro i magistrati, ne mette in discussione l’autogoverno, l’autonomia, attacca un potere della Repubblica che l’esecutivo vorrebbe acquiescente e subalterno. Il referendum sarà un’occasione per giudicare la riforma alla luce di altre iniziative del governo, che puntano a stravolgere un equilibrato rapporto tra le istituzioni Il ministro Carlo Nordio ha ragione quando afferma che le sue modifiche costituzionali non servono a fare funzionare meglio la giustizia in Italia, lo conferma l’ulteriore rinvio del processo telematico, questo per sua responsabilità. Se i magistrati che cambiano da giudice a pm e viceversa sono 20/30 l’anno su 9mila e possono farlo una volta nella carriera, è evidente che la separazione delle carriere non può giustificare stravolgimenti della Costituzione. La domanda è perché il governo vuole cambiare la Costituzione e spezzare in due il Csm dei magistrati, tra giudici e inquirenti? Per di più estraendo a sorte i rappresentanti dei giudici e dei pubblici ministeri, anziché farli eleggere come oggi. Inoltre i due Csm perderebbero il potere disciplinare che verrebbe attribuito a una commissione esterna, stranamente unica per tutti magistrati.... Continua a leggere...
(www.editorialedomani.it -10 dicembre 2025)
La legge Nordio è un atto di bullismo contro i magistrati, ne mette in discussione l’autogoverno, l’autonomia, attacca un potere della Repubblica che l’esecutivo vorrebbe acquiescente e subalterno. Il referendum sarà un’occasione per giudicare la riforma alla luce di altre iniziative del governo, che puntano a stravolgere un equilibrato rapporto tra le istituzioni
Il ministro Carlo Nordio ha ragione quando afferma che le sue modifiche costituzionali non servono a fare funzionare meglio la giustizia in Italia, lo conferma l’ulteriore rinvio del processo telematico, questo per sua responsabilità. Se i magistrati che cambiano da giudice a pm e viceversa sono 20/30 l’anno su 9mila e possono farlo una volta nella carriera, è evidente che la separazione delle carriere non può giustificare stravolgimenti della Costituzione.... Continua a leggere...
(www.editorialedomani.it -23 novembre 2025)
Verso il referendum
Crescono i comitati per il No, la legge Nordio è un tassello dell’attacco governativo alla Costituzione
Entra in campo un’area di 120 associazioni che cercheranno di coinvolgerne tante altre per dare vita ad uno schieramento sociale il più ampio possibile per sostenere le ragioni del No, per fermare la sfida all’indipendenza della magistratura che è il nucleo patogeno della Nordio Martedi si riunirà la Via Maestra per costituire il Comitato per il No nel referendum sulla legge Nordio. Entra in campo un’area di 120 associazioni che cercheranno di coinvolgerne tante altre per dare vita ad uno schieramento sociale il più ampio possibile per sostenere le ragioni del No per fermare l’attacco all’indipendenza della magistratura che è il nucleo politicamente e istituzionalmente patogeno della Nordio. Sono già in campo i magistrati con il comitato promosso dall’Anm e i partiti che hanno chiesto il referendum popolare. Lo hanno chiesto anche i partiti di governo, una vera stranezza politica visto che hanno approvato la legge costituzionale forti di una maggioranza “drogata” dalla legge elettorale in vigore che ha trasformato il 44 per cento dei voti nel 59 per cento dei parlamentari, un regalo del 15 per cento. Era naturale che le destre attendessero il responso delle urne, invece hanno raccolto le firme convinti di vincere il referendum, mentre la vittoria del No annullerebbe la fatica del governo di scrivere questa legge imposta al parlamento impedendo qualunque modifica, all’opposizione e anche alla maggioranza... Continua a leggere...
(www.strisciarossa.it - 17 Novembre 2025)
La corsa verso il referendum costituzionale sulla legge Nordio – che cambia la Costituzione sulla magistratura – è iniziato. È curioso leggere, solo ora, del bisogno di una terza via tra il Si e il No nel referendum come scrive Stefano Folli.
Il governo ha assunto l’iniziativa di presentare il testo della proposta di legge per cambiare la Costituzione su un punto importante e delicato come la magistratura e l’ha imposto ad un Parlamento asservito che l’ha approvato senza alcuna modifica. Certo, questo avviene a causa di una legge elettorale assurda che ha regalato a chi ha ottenuto il 44 % dei voti il 59 % dei parlamentari (un iper maggioritario di fatto) e questo ha spinto il governo a imporre la sua proposta non solo all’opposizione ma anche ai parlamentari della sua maggioranza, senza alcun tentativo di raggiungere un consenso ampio. Hanno svuotato il ruolo del ParlamentoCosì è stato reso puramente formale il ruolo del Parlamento che invece secondo Costituzione dovrebbe essere il protagonista assoluto nell’approvazione delle leggi, tanto più quando si interviene sulla Costituzione. Questo ha avuto la conseguenza di comprimere ulteriormente il ruolo delle Camere, già ai minimi termini per un uso smodato dei decreti legge, dei continui voti di fiducia a raffica, ecc. La prima grande modifica della Costituzione attuata senza dirlo e largamente sottovalutata è proprio quella che ha fatto in modo che il Parlamento non abbia più il ruolo fondamentale di rappresentanza delle elettrici e degli elettori e il governo eserciti non solo il suo potere esecutivo ma anche gran parte di quello legislativo. Ad esempio la legge di bilancio all’esame del Parlamento confermerà – purtroppo – che le Camere hanno di fatto perso il loro ruolo, sia pure a turno. Infatti solo la Camera dei deputati esaminerà la legge di bilancio, il Senato potrà solo confermare il testo. È un bicameralismo che funziona a turno, alternato, è una modifica della Costituzione di fatto senza neppure averla approvata... Continua a leggere...
(www.strisciarossa.it - 2 Novembre 2025)
Il governo vuole tornare al nucleare, per questo ha presentato una proposta di legge alla Camera con la quale pretende una delega in bianco a fare tutto e il suo contrario. Ad esempio non chiarisce come avverranno le scelte del nucleare, di quale tipo, mischia fissione e fusione come fossero la stessa cosa, né chiarisce chi lo controllerà (una non meglio definita agenzia) e con quale reale autonomia opererà.
Sono passati ben 8 mesi dal primo consiglio dei ministri dello scorso febbraio, fino a quello dell’effettiva approvazione del testo. Ora la proposta del governo è ufficiale e rivela che in sostanza sta cercando di aggirare i 2 referendum (1987, 2011) che hanno votato No al nucleare civile in Italia e hanno determinato la chiusura delle centrali esistenti. Per di più l’ineffabile ministro Pichetto Fratin ha bloccato il lavoro fin qui compiuto per mettere in sicurezza le scorie radioattive già accumulate, senza chiarire come e quando intende risolvere il problema, limitandosi a rinviare tutto e a fissare un nuovo termine al 2038. Così si aggiungerà ritardo a ritardo.
Nucleare “nuovo”Il governo prima o poi dovrà spiegare alla Corte costituzionale perché e in cosa questo nucleare sarebbe diverso da quello bocciato dai 2 referendum popolari... Continua a leggere...
articolo del 30 ottobre 2025 su Domani
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