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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
OSSERVATORIO PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA – PNRR promosso da Coordinamento per la Democrazia Costituzionale - Laudato Sì - NOstra!
Comunicato del 9-1-22
(https://chng.it/m4SvpBf9s9) contro la proposta della Commissione Europea di inserire nucleare e gas nell’elencoeuropeo delle energie verdi, che vuol dire in sostanza usare i soldi del Next Generation EU (in Italia PNRR) per queste fonti pericolose e inquinanti. Il nucleare è già stato bocciato da ben due referendum popolari in Italia (1987 e 2011). Ci sono pochi giorni per bloccare la proposta della C.E., usiamoli tutti.
L’Europa deve sviluppare fonti di energieveramente rinnovabili come eolico, fotovoltaico, geotermico, idraulico. Nucleare e gas fossile non lo sono.
Questa posizione inaccettabile della Commissione Europea è un cedimento alle pressioni della lobby nuclearista, che ha nella Francia il capofila che ha bisogno di una quantità spropositata di miliardi di euro (si parla di 400) per mettere in sicurezza le vecchie centrali e per costruirne di nuove, nonché per completare i costosissimi depositi per le scorie radioattive. Questi costi scaricati sui Kw di energia elettrica porterebbe l’energia da nucleare in Francia a livelli proibitivi. I costi proibitivi del nucleare civile vengono nascosti e scaricati sulle finanze pubbliche. Per questo la Francia insiste per scaricare i costi del suo nucleare su tutta l’Europa e altri paesi sperano di fare altrettanto... Continua a leggere...
(www.jobsnews.it del 04/01/21)
Dal nuovo governo tedesco vengono alcuni messaggi forti e chiari, e coerenti. Anzitutto gli impegni vengono mantenuti. Il programma concordato tra i partiti che hanno formato il nuovo governo, guidato da Scholz, viene confermato dai fatti. Le prime 3 centrali nucleari vengono spente, come da programma, ed è confermato che la Germania uscirà dal nucleare civile entro la fine dell’anno. In Italia i sostenitori del nucleare, dimentichi che ben due referendum popolari hanno detto no al nucleare civile (1987 e 2011) con maggioranze schiaccianti, tentano in tutti i modi di rilanciare il loro obiettivo cercando di sovvertire il voto degli elettori, approfittando dell’aumento incredibile dei prezzi del petrolio e soprattutto del gas... Continua a leggere...
OSSERVATORIO PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA – PNRR promosso da Coordinamento per la Democrazia Costituzionale - Laudato Sì - NOstra!
IL GOVERNO DRAGHI DICA NO ALL’INSERIMENTO DI NUCLEARE E GAS NELL’ELENCO EUROPEO DELLE ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI La decisione della Commissione Europea di forzare la mano inserendo nelle energie rinnovabili anche nucleare e gas fossile va fermata. E’ un grave errore che contraddice le scelte fin qui fatte per dare alla questione ambientale e climatica la centralità che deve avere nelle scelte della transizione ecologica […] [scarica file in pdf]
(www.editorialedomani.it del 23/12/21)
-Dopo la conferenza stampa del presidente del Consiglio Mario Draghi e’ evidente che e stato un errore non approvare una nuova legge elettorale prima dell’elezione del nuovo capo dello stato. -L’obiettivo di tanti e riuscire a modificare la Costituzione. Non c’e solo la raccolta di firme della leader di Fratelli d’ltalia, Giorgia Meloni, a cui si sono aggiunti quello della Lega Matteo Salvini e di Forza ltalia, Silvio Berlusconi. -Prima o poi questa crisi scoppierà. O il parlamento reagisce e rifiuta di approvare prowedimenii a scatola chiusa, come usava in passato, e pretende un rappono cosiituzionale tra govemo e parlamento, oppure verrà cambiato il simbolo della nostra identità democratica... Continua a leggere...
(www.jobsnews.it del 20/12/21)
Quando il ministro Giorgetti ha proposto di eleggere Draghi alla Presidenza della Repubblica affidando la gestione del governo ad una persona di sua fiducia era ovvio chiedersi perché avesse fatto una proposta del genere. Rispondergli che la sua proposta era uno strappo costituzionale era fin troppo facile. Giorgetti è spregiudicato ed è tra quelli che vogliono conquistare alla Lega la credibilità di partito di governo, ma quella avanzata era comunque una proposta fuori dall’attuale Costituzione. Se Draghi venisse eletto al Quirinale vi sarebbe già una anomalia evidente. Non è mai accaduto che il presidente del Consiglio in carica fosse eletto Presidente della Repubblica che in Italia è la carica istituzionale di garanzia per eccellenza, mentre il presidente del Consiglio è il leader della maggioranza politica del momento e quindi per definizione espressione di una parte, sia pure maggioritaria.
Ora è più chiaro che in realtà Giorgetti ha lanciato in campo una palla che altri gradiscono e in qualche caso ne traggono le reali conseguenze, a partire dalla proposta di modificare la Costituzione. Non si tratta solo della raccolta di firme di Meloni ecc. ora firmata anche da Salvini e Berlusconi. Ma di un giornalista noto come Marcello Sorgi, giornalista embedded, che ha chiarito che occorre fare un passo verso la modifica di fatto dell’assetto istituzionale (e quindi costituzionale), finché ad un certo punto se ne potranno trarre le conseguenze e modificarne il testo... Continua a leggere...
(www.jobsnews.it del 13/12/21)
Contro lo sciopero generale deciso da Cgil e Uil per il 16 dicembre è partita una campagna denigratoria con l’obiettivo di colpirne la credibilità. Ad esempio, Cassese si è lasciato andare ad esagerazioni perfino sulla sua legittimità. Evidentemente la decisione ha colpito nel segno, altrimenti non ci sarebbe stata questa reazione rabbiosa. In realtà, questa decisione ha il merito sindacale di dare uno sbocco al malessere del mondo del lavoro e di chi vorrebbe lavorare, delle aree sociali più colpite dalla crisi, e nello stesso tempo pone un problema politico a governo e partiti di maggioranza: pretende ascolto ed attenzione per la parte più colpita del Paese, a cui vengono chiesti oggi impegni e sacrifici per sostenere la ripresa e fare fronte alla pandemia senza ottenere risposte adeguate, tanto più in questa fase, mentre si stanno decidendo (o non decidendo) importanti provvedimenti economici e sociali... Continua a leggere...
(www.jobsnews.it del 6/12/21)
Esiste una questione democratica nel nostro Paese? Alcuni segnali sono preoccupanti e sarebbe bene discuterne apertamente, prendendo anche le iniziative necessarie per correggere derive pericolose. Fuori dall’Italia, con evidenti influenze anche su di noi, cresce il numero dei Paesi che hanno derive autoritarie, settarie, atteggiamenti inumani come avviene verso i migranti al confine tra Polonia e Bielorussia, che si aggiungono ai lager che il papa ha visitato in Grecia, per richiamare un’opinione pubblica distratta, lontana, assuefatta.
Di contro non ci sono reazioni a sostegno della democrazia all’altezza delle emergenze attuali. Al contrario, il presidente del Consiglio europeo, il belga Michel (già noto per non avere battuto ciglio contro lo sgarbo di Erdogan verso La presidente della Commissione Von der Leyen), si è distinto per dichiarazioni a favore di un finanziamento dell’Unione Europea alla Polonia che vuole costruire un muro contro i migranti. Va ricordato che la Polonia è multata un milione al giorno dalla Corte di giustizia europea finchè non riconoscerà la prevalenza del diritto comunitario che imporrebbe l’abrogazione di norme che manomettono l’autonomia dei giudici polacchi... Continua a leggere...
(www.jobsnews.it del 29/11/21)
Draghi martedì parteciperà, accompagnato da un folto gruppo di ministri, ad una iniziativa organizzata da chi svolge in questa fase sostanzialmente una funzione di freno verso la transizione ecologica, Confindustria energia ed Eni. La resistenza organizzata da questi ed altri soggetti è preoccupante, perché punta a far pesare le aziende che producono energia, o usano energia da fonti fossili, su un fronte di resistenza ai cambiamenti necessari, perché non abbiamo un pianeta di ricambio. Sentiremo cosa dirà il presidente del Consiglio ad una platea riottosa che strumentalizza le comprensibili preoccupazioni dei lavoratori anziché offrire garanzie ai lavoratori e risposte sulla lotta al cambiamento climatico all’Italia. Eppure, la recente riunione del G20 a Roma e a ruota la Cop 26 a Glasgow hanno condiviso sia l’allarme degli scienziati ONU che hanno redatto una valutazione drammatica della crisi climatica del nostro pianeta, se non viene fermata in tempo, sia l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura entro 1,5 gradi.
Da Draghi è lecito attendersi coerenza con le sue affermazioni fatte nelle due sedi internazionali... Continua a leggere...
(www.jobsnews.it del 22/11/21)
La conferenza Cop26 sul clima che si è svolta a Glasgow si è chiusa lasciando una sostanziosa delusione sulle sue conclusioni, cioè sulle scelte concrete per realizzare l’obiettivo centrale di non andare oltre 1,5 gradi di aumento della temperatura del pianeta. Come ha detto giustamente Giorgio Parisi, Nobel per la fisica, non è il pianeta a rischio ma la specie umana. Non si poteva fare di più? Si doveva osare di più? Sono interrogativi legittimi.
Hanno pesato negativamente sulla conferenza le pericolose tensioni politiche e militari tra Usa e Cina, appena attenuate dall’incontro tra Kerry e il ministro degli Esteri cinese a Glasgow. Ha pesato – non positivamente – l’assenza di un protagonismo dell’Unione Europea sul clima, che è comparsa solo nell’accordo bilaterale con gli Usa per proteggere acciaio e alluminio da una concorrenza sporca (di carbone), tanto che gli Usa non hanno sentito l’esigenza di allargare il confronto con la Cina invitando anche l’Unione Europea. Di contro, c’è stato l’attivismo di alcuni paesi europei, dediti ad un lavoro di lobbying, come la Francia sul nucleare. Sarebbe un errore gravissimo attendere la prossima conferenza in Egitto nel 2022. La speranza è di spostare le conclusioni di Glasgow dall’empireo rarefatto di obiettivi alla realtà di passi avanti concreti per il clima.
Altrimenti sul clima rischia di calare il sipario, dopo la grande attenzione mediatica, mentre resta la dura realtà degli sconvolgimenti della crisi climatica, che già ci accompagnano e sempre più ci accompagneranno... Continua a leggere...
(www.jobsnews.it del 15/11/21)
Il segretario generale dell’ONU se n’è andato prima delle conclusioni, prendendo fisicamente le distanze dal vertice mondiale Cop26 di Glasgow sul clima, che avrebbe dovuto decidere le azioni concrete per mantenere l’aumento della temperatura del pianeta al di sotto di un grado e mezzo. Quando il presidente di Cop26 per conto dell’ONU ha annunciato le conclusioni con un groppo in gola si è capito che stava arrivando la conferma della delusione per un esito molto al di sotto delle aspettative, per certi aspetti un evidente passo indietro. Se si afferma che occorre uscire dalle fonti fossili per produrre energia e poi si reintroduce il carbone – che avrebbe dovuto essere eliminato con l’accordo di tutti entro pochi anni essendo la fonte fossile che produce la maggiore quantità di CO2 – è evidente che è impossibile essere ottimisti sulle conclusioni del Cop26... Continua a leggere...
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